La città nacque a seguito di insediamenti Longobardi nel 752 d.C., e successivamente fu costruito un monastero benedettino con annessa l’abbazia (756) la quale fu finanziata da fondi provenienti da nobili signori e grandi sovrani come Carlo Magno e la contessa Matilde di Canossa. Questa costruzione fu l’inizio delle opere di bonifica per le terre limitrofe; durante la vita dell’abbazia molti furono i momenti difficili a casa degli elementi atmosferici e naturali quali il fuoco o le incursioni barbariche. Nel 1117 un terremoto invece distrusse l’intera costruzione.

La basilica presenta una facciata a saliente, ove nel mezzo è presente un portale sorretto da lunghe colonne snelle, che poggiano su due leoni. Sugli stipiti sono collocate dieci formelle raffiguranti la vita di Gesù, all’interno lo spazi è diviso in tre navate, sorrette da grandi pilastri sui quali sovrastano archi a tutto sesto. La cripta fu realizzata nel 1121, e la sua caratteristica  è rappresentata dalle 64 colonnine che sorreggono gli archi a tutto sesto. Nel museo benedettino, sorto accanto alla basilica, sono custodite pergamene e oggetti appartenuti a Carlo Magno, Matilde di Canossa, Ottone I e Federico Barbarossa. In Nonantola sono rimaste due torri a simboleggiare la difesa della città: la torre dei Modenesi e quella dei Bolognesi, quest’ultima presenta sotto le finestre venature biancastre, le quali non hanno ancora messo d’accordo le varie teorie degli studiosi perché alcuni sostengono siano le tracce derivanti dall’olio bollente fatto rovinare sugli assedianti , altri invece sostengono che siano le acque sporche fatte calare dalle finestre nella fossa sottostante. Fra il ‘500 e il 1828 la torre dei bolognesi fu adibita come carcere, e questo accrediterebbe d molto la seconda ipotesi.