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Duomo di Modena |
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L'edificio è dedicato al santo protettore della città: S. Geminiano vescovo evangelizzatore morto nel 397 d.C. Il Duomo è opera dell'architetto Lanfranco, la costruzione è un capolavoro del romanico italiano, i cui lavori ebbero inizio nel XI sec. e terminarono nel XIII sec. Accanto al Duomo sorge la spettacolare Torre della Ghirlandina, alta 87m, un esempio dell'architettura Lombarda, mentre dalla parte opposta si apre Piazza Grande. I bassorilievi della facciata sono opera del Wiligelmo come anche i quattro fregi, i quali rappresentano momenti biblici. Nel portale maggiore l'artista si ispirò a ornamenti vegetali per esprimere la vita dell'uomo, e il peccato che lo circonda e che deve evitare, la rappresentazione si sposta verso un'immagine in cui leoni, draghi e altre bestie cercano di avere la meglio sull'uomo. La raffigurazione della vita dell'uomo termina con il bassorilievo inneggiante alla vigna del Signore, premio finale per una vita fatta di fede. Il rosone che troneggia sul frontone d'ingresso e la porta Regia, ornata di marmi cromatici rosati, che da su Piazza Grande sono opera dei Maestri Campionesi All'interno del Duomo vi si può accedere anche mediante le porte laterali: Porta Principi, posta su piazza Grande, è attraverso questo ingresso che vengono fatti entrare coloro che devono ricevere il sacramento dei Battesimo, in quanto la porta vuole essere "Il Principio" della vita di fede, il portale è ornato con basso rilievi raffiguranti la vita di S. Geminiano. La seconda porta detta della Pescheria è collocata nel lato settentrionale ornata con bassorilievi intonati ai dodici mesi oltre che ai racconti del ciclo Bretone e di re Artù. L'interno semplice e austero è diviso in tre navate sorrette da pilastri in cotto, terminante con tre absidi. Il soffitto attuale a volte sostituì quello precedente a capriate. Il pulpito è decorato con statuette in terra cotta, mentre sopra il pontile è collocato il crocefisso ligneo del '300. Nel Duomo sono in oltre allestiti due presepi, uno di Antonio Begarelli (1527), mentre l'altro di Guido Mazzoni (1480) è custodito nella cripta dove giace il sepolcro di S. Geminiano. |
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