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STORIA CITTA' DI PARMA

 


Il territorio della città di Parma era da prima governato dai Liguri e dagli Etruschi, successivamente, con l'instaurarsi di una colonia romana nel 183 a.C. , dando inizio alla costruzione della città futura. Essa si espanse sull'asse della più importante via di comunicazione del tempo: la via Emilia. I fondatori della città furono i triumviri Emilio Lepido, Ebuzio Caro e Quinto Crispino. Successivamente alla caduta dell'impero romano Parma passò in varie mani, fra le quali quelle dei Bizantini e in seguito ai Goti, questi ultimi la denominarono Crisopoli ( città dell’oro) in quanto la città era molto ricca. Si susseguirono ancora i Longobardi e poi i Franchi e gli imperatori germanici. Gli eventi portarono alla formazione del comune nel XII sec., il quale si mise sotto la tutela, per un certo periodo, del potere papale. Questo periodo storico fu molto fiorente per la città, anche nel campo artistico e nella cultura in genere, in questa frazione storica l'insegnamento passava sotto il controllo del comune stesso. Questo portò a Parma molti studiosi e studenti, divenendo una città importante anche in Europa, mettendosi quindi in competizione con le altre città. Nel 1346 la città cadde nelle mani dei Visconti, i quali chiusero le sedi dell'università (studium), mentre nel ducato si andarono a instaurare le figure dei piccoli feudatari. Fu in questo periodo che sorsero le imponenti dimore: castelli, palazzi, ove trovavano accoglienza le schiere degli umanisti. Una figura che sorse in questo momento storico è Pietro Maria Rossi, che ebbe molto risalto nel Ducato.
Nel 1512 la città fu venduta allo stato della Chiesa, che ne fece un ducato, e per governarla fu scelto il figlio prediletto di Papa Farnese, il ducato quindi diviene un cuscinetto fra il potere temporale e quello spagnolo. I farnese portarono un rafforzamento della religione e una presenza maggiore della "compagnia di Gesù". In città iniziarono a sorgere molte chiese e alcuni palazzi furono adibiti a conventi. Nel 1547 Pier Luigi Farnese fu assassinato e le terre del ducato passarono nelle mano dell'Imperatore. Questo portò a un rastrellamento di tutti i feudatari cospiratori, che tramavano alle spalle del duca di Parma. Inizia una fase di decadenza che dal 1731 si porta sino al 1759 dove si apre un nuovo spiraglio con l'ascesa di Filippo fratello di Carlo I, il potere quindi ora è in mano ai francesi. La città inizia ad industrializzarsi e contemporaneamente si cercarono di eliminare i privilegi eclesiastici.

Nel 1808 Napoleone inglobò il ducato di Parma all’interno del suo impero. La città, a seguito dell'esilio dell'imperatore, fu data in concessione a Maria Luigia d'Austria, la quale applicò da subito una politica di riavvio delle opere pubbliche, potenziando le vie di comunicazione, in oltre fece  commissionare la costruzione del Teatro Regio, tempio della lirica. Alla morte di Maria Luigia nel 1847 la città tornò in mano ai Borboni, ma nel 1854 Carlo III Borbone fu pugnalato in città.

Il 18 Marzo 1860 Parma, con un plebiscito, entrò a far parte del regno d’Italia. Nel primo periodo di appartenenza al regno la città soffrì della crisi economica e sociale dovuta al cambiamento del potere. Fu realizzata in questo periodo la via ferroviaria, che metteva in comunicazione le città poste sull'asse Milano - Bologna.

Dopo la prima guerra mondiale la città fu teatro di scontri tra fascisti e antifascisti.