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MUSEO GUATELLI |
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| Il Museo intitolata a Ettore
Guatelli è spesso descritto come "museo dell'ovvio", la posizione in cui è
situato è espressamente suggestiva, immerso nella natura, e mentre ci si
incammina verso il caseggiato, sembra di tornare in dietro nel tempo, dove
al posto delle auto per le strade circolavano i calessi, e per le campagne
si udivano il cinguettare degli uccellini o lo scampanellare dei
campanacci di qualche bovino.
I pezzi che raccoglieva Guatelli non erano rari, ma di uso quotidiano (martelli, pinze, botti ecc...). Sostanzialmente il messaggio si vuole trasmettere è quello del rapporto fra l'uomo e la terra- Natura, nella situazione storica per- industriale che stava velocemente scomparendo. Attraverso questi oggetti si tenta di far rivivere la loro storia, e la vita di chi li possedeva e li usava così frequentemente da logorarli. Questo spezza la tradizione orale contadina del raccontare le vicende, in quanto tale compito è dato agli oggetti, grazie al loro potere di parlare alle persone direttamente nell'interiore.
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Il Museo si differenzia dagli
altri per il suo "uscire fuori dalle righe", sviando quindi le regole
accademiche e improntando una sua via, ispirata alla formazione di reti e
informazioni che nascono dal bisogno del territorio.
Oggi il museo è divenuto: "Fondazione degli Amici di Ettore Guatelli" Ettore Guatelli era figlio di contadini che dal 1910 conducevano a mezzadria il Foro Rio Bella Foglia a Orzano Taro (Parma). insegnava come maestro alle elementari, dopo il suo lavoro si occupava della cultura come autodidatta oltre a raccogliere materiale per quello che poi diventerà l'attuale museo. Visitate il sito: |
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