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Il nome Fontanellato deriva dalla parola "Fontana lata", in
quanto il posto è ricco di risorgive. L'urbanizzazione della città ha inizio
dopo l'anno 1000, con la costruzione della prima parte del castello. Nel '900 si
avrà un popolamento della città fuori dalle mura dell'antico borgo, protetto da
un fossato che vi girava tutto attorno. Il castello fu iniziato dai Pallavicino
con la costruzione della torre quadrata nel 1124. Nel 1386 il castello passò
nelle mani dei Sanvitale dai Visconti duchi di Milano, dai quali furono anche
investiti come Conti di Fontanellato. Il conte Giberto II nel '400 inizia una
ristrutturazione del castello, fece costruire un piano superiore: quello nobile.
Nel '500 la Rocca venne ultimata passando dall'originale funzione difensiva a
quella di reggia nobiliare. La Rocca fu poi venduta al comune di Fontanellato
nel 1948, ed in esso sono ancora custoditi i mobili e gli oggetti appartenenti
alla famiglia. La costruzione ha in oltre un giardino pensile dal quale si
accede alla torre angolare, dov'è presente la stanza ottica, nella quale si
riesce a vedere contemporaneamente cosa succede attorno al castello, tutto
questo grazie a dei prismi e lenti che riflettono la luce su degli appositi
pannelli, come una sorta di camera oscura della cinepresa. Sino al '700
l'accesso al castello era consentito attraverso un ponte levatoio, sostituito
poi nel '800 da uno in pietra. La visita inizia entrando nella camera delle
armi, nella quale si trovano archibugi, spade e forzieri, tra i quali uno molto
interessante è quello posto sul lato opposto al camino, che con un giro di
chiave si mettono in moto più di venti chiavistelli. Si passa poi alla sala da
pranzo ove si ammira la collezione di piatti e porcellane, ai lati della sala
sono posti due nature morte di felice Boselli. La camera successiva è quella del
biliardo, dove appunto si colloca nel centro della stanza un biliardo di
dimensioni spropositate padroneggia, attorno al quale è collocato il mobilio,
composto da divani e sedie dell'epoca, compreso il segna punti. Il pavimento è
in cotto del '400, mentre il soffitto ha le travi a vista, sul quale sono
raffigurati gli stemmi delle famiglie ospitate alla rocca. La sala dei
ricevimenti è molto sfarzosa, nella quale troviamo un clavicembalo dipinto di
nero con ornamenti dorati in stile barocco, mentre tutto attorno alla stanza il
mobilio è in stile Luigi XV e XVI. La camera adiacente è quella nuziale con il
soffitto a cassettoni in noce, mentre ancora persistono nella stanza il letto,
l'inginocchiatoio, lo scrittoio e un armadio. In fine si arriva alla galleria
degli antenati, dove sono appesi alle pareti i ritratti della famiglia Sanvitale.
Scendendo in fine al piano terra si arriva al "Camerino" di Diana e Atteneo del
Parmigianino, e alla pinacoteca, con opere del '700 e '800 legate alla famiglia
Sanvitale. Attorno al castello si snoda la vita popolare della città, e
di conseguenza sorgono anche i luoghi di raccoglimento e preghiera come la Chiesa parrocchiale di Santa Croce, che fu
restaurata nel XX sec. dove al suo interno sono custodite opere del '700; l'Oratorio
dell'Assunta o di S. Gaetano, che fu costruito nel 1720 e gli affreschi
sulle pareti sono del Bresciani. Nel '600 sorge sorge il Santuario della Beata Vergine del Rosario, avente la facciata in stile
barocco, al suo interno ci sono opere del 1600-1700. |
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