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Teatro Regio

 

 

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Fondazione Teatro Regio
 

 


Il Teatro Regio (prenderà questo nome solo nel 1848) non fu il primo teatro di Parma, ma sin dagli inizi dell' 800 ebbe una vita attivissima, grazie a programmi eterogenei che consentivano incassi fruttiferi, ma oltre a questi si aggiungevano le donazioni, che permettevano una vita costante al teatro. In questo tempio scenico ebbero spazio grandi maestri some Rossini, Bellini e Donizzetti. Successivamente a questi si aggiunse il ciclone Verdi fra il 1859 e 1860, il quale rubò la scena alla precedente triade, in quanto solo lui ottenne la realizzazione di 23 spettacoli su 71. Ma i tempi del cambiamento erano alle porte (economico e politico), e portarono sconvolgimenti anche in campo musicale, infatti si affacciarono sulle scene i nomi di: Meyerbeer, di Gounod, di Halévy, Flotow, Bizet, Gomes, Massenet, Thomas, Saint-Saëns, infine Wagner.

Il novecento inizia con le celebrazione del centenario di Verdi nel 1913, le rappresentazioni rossiniane invece vennero quasi del tutto tolte, l'unica a tenere testo fu "il Barbiere". Successivamente sulla scena di Parma si affacciò la figura di Puccini. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale l'attività del teatro non venne compromessa, e anche nel dopoguerra la vita teatrale rimase attiva, l'unico cambiamento fu quello relativo alla situazione economica, la quale fu garantita dalle sovvenzioni statali.

Tra gli anni '50 e '60  è l'unico teatro di provincia che per la sua notorietà riesce a competere con i grandi teatri, grazie anche alle sue opere e ai suoi cantanti di grande fama come la Callas e franco Corelli.

Oggi il teatro regio è classificato fra i migliori per tradizione, sul palco si sono esibiti Carreras, Katia Ricciarelli, Cesare Siepi, Boris Christoff, Barbara Hendricks.