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Chiesa S. Pietro al Faro

 


Essa fu donata ai Gesuiti nel XVI sec. ove potervi instaurare la loro sede di insegnamento, la quale si proponeva di istruire la classe dirigente dell’epoca. Successivamente fu deciso l’abbattimento di questo edificio per poterne costruire uno nuovo sul finire del ‘500. Il progettista fu il gesuita Giorgio Soldati, il quale fece realizzare oltre al tempio anche gli alloggi per i religiosi ed un collegio. Successivamente i gesuiti furono cacciati nel 1768 e dal quel momento la decadenza e lo spoglio della struttura furono inarrestabile, infatti gran parte del patrimonio librario finirono alla biblioteca Palatina di Parma, e quando tornarono i religiosi ,per un breve periodo agli inizi dell’800, tale fenomeno non cessò. Infine la destinazione degli edifici fu quella di magazzini. La chiesa fu riaperta al culto solo sul finire del XIX sec., a seguito di una permuta ottenuta fra il vescovo e il comune, che intanto era entrato in possesso della struttura. Ci vollero molti restauri, oltre alla ricostruzione della facciata.