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Santuario della Beata vergine della Ghiara |
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Il tempio fu opera di Francesco Pacchioni sul finire del ‘500, nel quale si collocò l’immagine della Madonna che anni prima aveva compiuto il miracolo di ridare l’uso della parola a un ragazzo diciassettenne muto. La facciata è suddivisa in due ordini, adornati da lesene e serliane, tre portali immettono verso l’interno a croce greca suddiviso in tre navate, che conducono verso una profonda abside. Gli affreschi sono incorniciati da stucchi durati, le raffigurazione rappresentano l’esaltazione delle virtù di Maria e anche personaggi del Vecchio Testamento. Sul fondo della chiesa è presente il coro ligneo del XVII dai fratelli Talami, e l’organo risalente alla fine del ‘700. Nella sagrestia è presente la tela rappresentante “La fuga in Egitto” di Girolamo Massarini e la tela della Madonna della Ghiara, opera del modenese Francesco Vellani. Nel santuario sono custodite anche delle reliquie, che trovano la loro collocazione degli armadi intagliati della sala dei paramenti. Adiacente alla chiesa è presente la torre campanaria e il chiostro, in quest’ultimo è presente il museo della Ghiara, ove sono collocati oggetti preziosi prelevati dallo stesso santuario. |
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