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ECONOMIA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

 


La regione del Friuli Venezia Giulia fino a prima degli anni '30, era una zona a bassa produzione agricola, mentre Trieste era il polo portuale più importante della regione, attraverso il quale confluivano sul territorio diversi flussi migratori. Da questo momento temporale si ha una nuova formazione economica, dovuta anche al fatto che in questo momento storico ci fu un calo demografico molto marcato. Le pianure fra Udine e Pordenone e i centri portuali incominciarono a richiamare la popolazione dislocata nel resto della regione, soprattutto quella montana. Successivamente al terremoto del 1976, la regione ha nuovamente trovato il sostentamento, per poter ripartire e dare vita a nuovi processi di rivalutazione del territorio, oltre che alla creazione di nuovi poli industriali, grazie ai sussidi pervenuti dallo Stato italiano. La struttura economica attuale è ripartita con un 3% per il settore agricolo, 34% industriale e il restante 63% terziario.
La produzione agricola si suddivide con raccolti: mais, segale, frutta, tabacco e barbabietola da zucchero. In oltre nelle aree più produttive, quelle a sud, sono dislocati i vigneti, e l'allevamento soprattutto quello suino (produzione prosciutto di S. Daniele).
Il settore industriale nell'area della città di Trieste ha avuto un grande sviluppo, qui si trovano grandi gruppi come l'Italsider, impianti di raffinazione del petrolio e cantieri navali; a Udine e Gorizia si trovano le industrie del settore meccanico, le quali producono impianti di elevata precisione, a queste si affiancano la produzione di macchine tessili e birrifici; a questi si sono in seguito affiancati i settori dell'abbigliamento della carta-cellulosa e della produzione di mobili. Successivamente alla crisi degli anni '80, che ha colpito soprattutto il settore secondario della grande industria, la regione ha puntato molto sul settore tecnologico e della ricerca, così Trieste è divenuta un polo attrattivo, a livello Europeo ed internazionale, per molti ricercatori.

Il settore del terziario è principalmente sviluppato nel trasporto e nello spostamento di merci, soprattutto nei due maggiori porti Monfalcone e Trieste. Negli ultimi anni si è avuto un incremento turistico non solo balneare ma anche improntato verso il comparto dell'agriturismo.