Città di Bergen

Bryggen - Molo Tedesco -

Domkirken di Bergen

Bergen Kunstmuseum


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I Fiordi Norvegesi

Città di Bergen

 
   

Il giorno seguente il 19 Agosto eravamo finalmente arrivati a Bergen, dal balcone scattai qualche foto al panorama mattutino, in quanto i colori di questa terra sono veramente affascinanti a qualsiasi ora del giorno, tanto più all’alba e al tramonto.  Arrivammo in porto per le ore 08.00, dopo aver attraversato dolcemente tutto il fiordo. Una volta che la nave fu ormeggiata sulla banchina e i dovuti controlli da parte delle autorità portuarie furono espletate, scendemmo a visitare la città di Bergen.

Gli abitanti della Norvegia sono circa 4,5 milioni, pari quasi alla popolazione di Milano, quindi le loro città non sono mai affollate e paragonabili alle nostre, eppure loro in queste piccole metropoli ci soffrono e devono spesso recarsi nelle loro seconde case costruite in luoghi isolati, spesso senza acqua corrente ed elettricità, tuttavia per l’acqua non hanno molti problemi, in quanto fiumi,cascate e rigagnoli sono ovunque, e lo spettacolo diventa ancora più accentuato con il primo scioglimento dei ghiacciai in primavera.

Usciti dal porto iniziammo la nostra passeggiata costeggiando tutta l’area portuale , la prima costruzione che incontrammo fu il Norges Fiskerimuseum, ovvero il museo della pesca norvegese, dove all’interno si trovavano barche e l’attrezzatura per la pesca relativi ai secoli passati.

Poco più avanti trovammo la Rosenkrantztarnet, una residenza fortificata del XVI sec. dove all’interno si trova l’Hakonshallen, un grande salone cerimoniale costruito dal re Hakon Hakonsson per il matrimonio e incoronazione di suo figlio nel XIII sec. 

Seguendo sempre la strada verso il centro cittadino, giungemmo all’antico porto, costituito da edifici in legno che un tempo fungevano da magazzini di proprietà di commercianti tedeschi, facenti parte della lega anseatica.  Questi edifici purtroppo nel 1955 furono distrutti da un incendio, ma tuttavia vennero ricostruiti fedelmente ai precedenti. Oggi qui si trova il Bryggens Museum che raccoglie i reperti ritrovati durante la ricostruzione del quartiere tedesco (Tyskebryggen “molo tedesco”), sempre in questa zona si trovano diversi esercizi di ristorazione e negozi di souvenir.

Continuando il giro turistico arrivammo alla parte finale del molo, dove era collocato il mercato del pesce, una colorata formazione di banchi con in esposizione una varietà fra pesce azzurro e crostacei, dietro i banconi i venditori attenti e precisi pulivano il pesce e ne compongono diversi piatti, sia da portare via che da assaggiare come prova per il potenziale acquirente.  Frugammo  qua e là nelle bancarelle che esponevano i loro classici indumenti, ma i prezzi troppo alti ci fecero  proseguire verso la cattedrale di Bergen chiamata Domkirken, la quale si raggiungeva attraverso una faticosa scalinata, questa fu  la prima sede del Vescovo luterano della Norvegia, tutta la struttura era composta da legno, ad ornarla esternamente era il campanile con al centro l’orologio, mentre all’interno si trovava l’organo a canne e il coro di forma poligonale di stile gotico.

Discendendo lungo il versante opposto ci ritrovammo in una grande piazza, con accanto un parco fiorito ed un lago, su quest’ultimo si affacciava il Bergen Kunstmuseum ( Galleria Nazionale del Vestlandet), dove all’interno erano custodite opere d’arte di pittura norvegese risalenti al XIX e XX sec . Accanto alla Galleria Nazionale sorgeva in oltre il Bergens Kunstforening (Associazione Artistica di Bergen) fondata all’inizio dell’800.

Ci lasciammo alle spalle quel scorcio di natura, proseguendo lungo un viale alberato che ci condusse dritto verso il Den National Scene, ovvero il primo teatro nazionale Norvegese, fondato nel 1850 dal violinista Ole Bull. Da qui proseguimmo senza una giusta meta, in quanto la città era molto piccola in se e per se, e di conseguenza altre attrazione di notevole importanza non ce ne erano, quindi prima di tornare alla nave, continuammo il nostro tour sul lato del porto che conduceva verso l’acquario marino, ma giunti a metà tragitto tornammo in dietro, in quanto raggiungerlo a piedi era un po’ troppo faticoso e per di più il pomeriggio era già incominciato, di conseguenza decidemmo di  tornare a bordo per l’ora del Thè.  Ripercorremmo a ritroso tutto il tragitto passando dal porto,  fotografammo gli edifici che fra loro erano completamente diversi , in quanto gli stili e i materiali si differenziavano fra legno, cemento e pietra,  il tutto si amalgamava  per dare vita a qualcosa di innovativo, un nuovo tessuto architettonico urbano, un misto fra passato e futuro.

La nave salpò alle ore 18.00 in direzione di Flam.

 

 

 
 

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