Il portale dedicato al Viaggiatore
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Arrivammo in porto nella baia di Honningsvag per le ore 12.00, su questa striscia di terra si affacciavano diverse abitazioni, le quali furono ricostruite a seguito della distruzione avvenuta durante la seconda guerra mondiale. Ancorati in porto, notammo subito che questo è l'attracco per molte navi locali da turismo che solcano i fiordi, ma tuttavia sfiguravano contro la nostra splendida Costa Luminosa, sia in termini di grandezza che di sfarzo. Il nostro turno per la gita a Capo nord fu fissato per ore 13.00, lasciammo quindi la nave a bordo di un pullman diretti verso Nordkapp, che non è esattamente il luogo più a nord del vecchio continente, in quanto fu deciso a tavolino come punto di riferimento internazionale, infatti il punto più a nord è individuato con Knivskjellodden. Capo Nord fu il nome dato a questo luogo dal Marinaio inglese Richard Chancellor nel XVI sec., che si trovò a passare in queste acque durante la ricerca del passaggio che lo potesse in Cina. Successivamente il re di Svezia sul finire dell'800 cercò di incrementare gli sforzi economici al fine di poter rendere questo luogo una meta appetibile per i turisti, oggi circa 200.000 persone l'anno si recano a Capo Nord per cercare quel senso di avventura ora mai perduto, quel brivido antartico che corre lungo la scogliera sulla quale si erge il celebre mappamondo in metallo. Lungo la strada ci fermammo in uno spiazzo dove era ricostruita una classica tenda lappone, e in bella mostra al pascolo c’erano le renne chiuse in recinti, mentre fiero e sorridente un piccolo signore grinzoso, un lappone appartengono alla tribù dei Sami, si faceva fotografare assieme a tutti i turisti curiosi e stupiti, come se vedessero per la prima volta babbo Natale. Proseguimmo in fine alla volta del famoso promontorio, sul quale si erge il mappamondo in metallo, simbolo di Capo Nord. Un altro simbolo presente poco lontano a ridoso della scogliera sono le sette opere cilindriche realizzate da sette bambini provenienti da altrettanti continenti, invitati dal re di Norvegia per realizzare un’opera che potesse simboleggiare la pace e la fratellanza. Qui il vento soffiava con forte raffiche, quasi a spazzare via i pensieri più oscuri che si annidavano nella nostra mente, per lasciare a nudo la nostra anima. Il paesaggio mozzafiato di affacciava a strapiombo sulla scogliera, un volo di 307 metri. Fatte le foto di routine ed eretto un piccolo totem di sassi, a simboleggiare il nostro ritorno, andammo verso il centro di accoglienza NordKapphallen, dove assistemmo alla visione, sul primo schermo panoramico al mondo a 180°C, del film su Nordkapp, il quale attraverso le immagini e il sonoro lanciavano la mente all'interno della pellicola stessa, rivivendo le stagioni che si susseguono una dopo l’altra. Purtroppo per potersi gustare il sole di mezza notte bisognava venire tra Giugno e al massimo la metà Luglio, purtroppo ad Agosto potemmo ammirare il tramonto delle 23.00, un'emozione ad ogni modo da dover provare, perché i sensi vengono plasmati e rimodellati, in un credo non voluto, dove tutto ciò che si conosce viene rimesso in discussione dalla stessa natura. La nave ripartì appena dopo il tramonto, mentre ci allontanavamo dalla baia, tutti i passeggeri si erano cercarti un posto al ponte 9, per poter ammirane gli scultori di ghiaccio mentre rendevano viva la glaciale sostanza, successivamente a mezza notte fu aperto un nuovo buffet con frutta e verdure utilizzata come decorazione, tutto per rendere più appetitoso e divertente lo spuntino al calar del sole. Non riuscii a toccare nulla, in quanto avevo da poco finito di cenare, e non avrei di certo trovato alcuno spazio ove poter collocare tutto quel ben di dio...... |
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