Il portale dedicato al Viaggiatore
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La rotta della navigazione era impostata verso Tromso, detta la Parigi del Nord, collocata ben oltre 300 chilometri dal circolo polare Artico, su di un'isola. La città deve il suo sviluppo economico a partire dal XVII sec. quando iniziarono le rotte commerciali, da Tromso partirono anche le celebri spedizioni verso il circolo polare Artico di Nanse e Amundsen. Come ogni mattina mi alzai alla buon ora per potermi affacciare e fotografare l'alba del nuovo giorno in questa natura incontaminata. Appena misi fuori il naso, vidi di fronte a me il meraviglioso ponte che collegava la città da una parte all'altra del fiordo, il quale si inarcava vertiginosamente nella parte culminante della curvatura, per poi ridiscendere, arrivando proprio di fronte alla Ishavskatedralen: Cattedrale dell'Oceano Artico. La cattedrale fu consacrata nel 1965, la struttura è in cemento e la progettazione fu ispirata dall'aurora boreale, questa raffigurazione la si cercò anche con la realizzazione delle parenti, realizzandole con una sezione concentrica di triangoli, posizionati a richiamo della illuminazione della Aurora Boreale. Arrivammo in porto per le ore 09.00, ma scendemmo a terra solo un'ora più tardi, in quanto il rituale della colazione al buffet era imperdibile. La camminata dal porto sino al centro cittadino durò circa 20 minuti, attraversammo tutto il porto e i quartieri che qui si affacciavano, per la verità poco carini e mal tenuti, con sacchi dell'immondizia nascosti nei vicoletti. Arrivati nella parte nuova della città tutto si trasformava, logicamente potevamo prendere i mezzi pubblici, ma siccome era domenica passavano in orari poco propensi alle nostre esigenze, potevamo anche scegliere i mezzi messi a disposizione dalla nave, ma non avevo voglia di sborsare 7 euro per la corsa. Arrivammo finalmente alla rotonda dell'imboccatura del ponte, e seguimmo lo sciame di persone che si spostavano lungo le carreggiate dedicate esclusivamente al transito misto ciclabile pedonale. Fu una dura arrancata, ma arrivati all'apice del ponte potemmo ammirare il panorama sul porto e sulle montagne circostanti, mentre di fronte a noi si ergeva la cattedrale dell'Oceano Artico. Arrivammo sino al piazzale antistante il portale della cattedrale, dove riprendemmo nuovamente fiato, e sorridemmo alla vista di una giovane madre e della figlia vestite di tutto punto con i vestiti tipici locali, dove il rosso era il colore dominante. Ripreso fiato tornammo nuovamente dall'altra parte del ponte in direzione del centro cittadino, caratterizzato da un grande slargo pedonale, che si incanalava verso una piazza, sulla quale si affacciavano diversi edifici e negozi, nonché una banca ed una chiesa, rimanemmo per un po' seduti su di una panchina con lo sguardo perso nel mare. Il tempo passò veloce e ci accorgemmo che era ora di rientrare per il pranzo prima che i buffet chiudessero per le ore 15.00, quindi ci rimettemmo in cammino e tornammo verso la nave, con più difficoltà rispetto all'andata, ma riuscimmo comunque a non perderci d'animo. Dopo tanta sfacchinata terminammo la giornata prendendo il sole sul ponte 10 mentre la brezza ci rinfrescava la pelle. Alle ore 18.00 la nave salpò in direzione di Gravdal dove saremmo arrivati il mattino seguente alle ore 08.00. |
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