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Sulla facciata neoclassica a colonne
binate, ad opera di Simone Cantoni, del settecentesco palazzo Ducale spicca
lo stemma della Repubblica, sormontato dalla corona reale, sorretto da
grifoni. La costruzione del palazzo iniziò nel 1587, sotto la supervisione
del Vannone. L’accesso è dato dal portale che da sulla piazza e conduce a
due cortili loggiati. Al centro dell’atrio interno è posto lo scalone
monumentale, suddiviso in due rampe, quella di sinistra conduce alle sale
del Minor e Maggior Consiglio, oltre che alle stanze del Doge e la cappella,
quella di destra conduce all’Archivio Storico del Comune. Importante è
soprattutto la cappella Ducale, ove si trova un altare sul quale è posto la
statua della Madonna opera di Francesco Maria Schiaffino. Volgendo lo
sguardo alle pareti si ammirano gli affreschi raffiguranti tre scene:
l’arrivo a
Genova delle reliquie del santo protettore S. Giovanni Battista, la
presa di Gerusalemme da parte di Guglielmo Embriaco e Cristoforo Colombo
mentre pianta la Croce sulla spiaggia del nuovo continente. Sul soffitto
invece è rappresentata la Vergine in atto di ricevere da un angelo i simboli
della regalità. Dopo la caduta della repubblica, il palazzo fu destinato a
diversi usi, l’ultimo fu quello di tribunale, che terminò con il finire
degli anni ’70. Nel 1777 un incendio devastò lo scalone d’onore e le sale
del Minor e Maggior Consiglio, andarono anche perduti gli affreschi del
Franceschini. Gli ambienti furono ricostruiti da Simone Cantoni, il quale
progettò per la sala del Maggior Consiglio una sezione di semi colonne e
lesene che inquadrano una sezione di nicchie, la sala è tutta rivestita in
marmo e tutt’attorno troneggiano le statue di uomini illustri, le quali
furono ricollocate ai loro posti dopo la loro rimozione nel 1797, ad esse si
aggiungono quelle in stucco raffiguranti la Concordia, Pace, Fortezza e
Giustizia.
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