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Palazzo del Principe


 

L’edificio fu costruito appena fuori le mura, nelle vicinanze della porta di San Tommaso, l’edificio fu progettato come dimora per l’ammiraglio genovese Andrea Doria, al servizio di re Carlo V di Spagna. Il complesso residenziale si articolava sino ad arrivare alle pendici della collina, grazie ai giardini e alle terrazzate oggi distrutti dalla ferrovia, ove vi era un approdo, di cui oggi ne rimane solo la loggia dell’imbarcadero sotto il livello della strada. Per le finiture furono chiamati grandi artisti come Perin del Vaga per gli affreschi del Salone dei Giganti ove sulla volta è rappresentato il dio Giove mentre è intento a fulminare i giganti ribelli (allusione a Carlo V e alle sue vittorie) e a Nettuno mentre placa le onde del mare dopo il naufragio di Enea, la Loggia degli Eroi sono rappresentati grandi condottieri dell’antica Roma che sacrificarono la loro vita per la patria; mentre i camini e le fontane furono opera di Silvio Cosini. Dopo una serie di restauri sono tornati alla luce i giardini a “mare”, nonché la maestosa fontana del Nettuno. Oggi al paino nobile del palazzo è posto un museo, nel quale sono collocati arredi e le tele originarie del palazzo stesso, tra le quali il ritratto di Andrea Doria, una pala intitolata a S. Giuliano in atto di ricevere la palma del martirio e un arazzo ove si narrano le gesta di Alessandro Magno.