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Palazzo Rosso |
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Il palazzo fu edificato sul finire del seicento per i fratelli Gio. Francesco e Ridolfo Brignole Sale. Il nome deriva dal colore che fu utilizzato per l’intonaco esterno del palazzo, lo stesso che fu utilizzato per decorare i mascheroni, i timpani e il cornicione. Il palazzo è composto da due piani nobili, in quanto i futuri residenti avevano il parigrado nobiliare, il costruttore Pierantonio Corradi realizzò l’opera grazie all’unione di tre corpi di fabbrica mediante una serie di passaggi sospesi. Il secondo piano nobile si caratterizza per una serie di cicli di affreschi che utilizzano la tecnica dello “Sfondato” nelle sale della Primavera, Estate, Autunno ed Inverno. Durante la seconda guerra mondiale il palazzo fu gravemente danneggiato, di conseguenza furono avviati i restauri nella seconda metà del secolo, eseguiti da Franco Albini. Il complesso fu donato al comune di Genova nel 1874 da Maria Brignole-Sale De Ferrari duchessa di Galleria, in quanto volle lasciare ai posteri un simbolo della magnificenza della casata dei Brignole-Sale, realizzando quindi il primo museo della città, composto anche dagli arredi e dalla galleria artistica. Tra i pezzi più importanti si riscontrano opere del Veronese, Van Dyck, Guercino, oltre a opere di artisti locali. In oltre sono esposte circa 100.000 fotografia datate dal 1860 al 1950, che documentano il mutamento del patrimonio artistico Ligure. Seguì la stessa sorte anche l’altro palazzo della duchessa: Palazzo Bianco, destinato ad essere una galleria d’arte civica, richiamandovi quindi collezioni private e opere ecclesiastiche pervenute a seguito della soppressione dei luoghi sacri a cui appartenevano.
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