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Le terre della provincia di brescia furono abitate ancora prima dell’arrivo dei romani nel VI sec. a.C. dalle popolazioni indigene dei Liguri, la quale si stabilì nella zona occidentale, mentre i Galli Cenomani si stabilirono dove successivamente sorse il foro romano nel III sec. a.C.
Nel 202 a.C. le popolazioni celtiche si ribellarono contro il nemico romano, unendosi in una confederazione, all'interno della quale erano entrati in un primo momento anche i Galli Cenomani, per poi allearsi nuovamente con Roma.
I romani diedero il nome alla città di Brixia, nel 41 a.C. la città ottenne la cittadinanza romana, mantenendo una certa autonomia amministrativa. La città divenne un importante centro religioso e fu inserita amministrativamente nella X Regio . Fu in oltre costruito l'acquedotto e l'anfiteatro, mentre dove oggi sorge il Duomo Vecchio un tempo c'erano le terme. In quel tempo la struttura economica della città aveva subito un arresto, tanto che molti contadini si arruolavano nella Legione.
Successivamente alla caduta dell’Impero Romano, i barbari invasero la città in un susseguirsi di predomini, da prima gli Unni, nel 176 Odoacre spinse i suoi territori sino a comprendere il territorio bresciano, e successivamente nel 493 Teodorico riuscì ad espugnare Brescia facendone un importante centro, elevandola a ducato Longobardo. Il regno dei Longobardi si protrasse per alcuni secoli, costruendo sul territorio diverse opere cristiane come il Monastero di San Salvatore a Brescia e la Badia Leonense a Leno. Con la presa del regno da parte di Carlo Magno il territorio bresciano passò in mano all’impero Carlìolingio, racchiuso nel Sacro Romano Impero.
Nel XI sec. la città di Brescia divenne libero Comune e nel 1186 istituì la Zecca per coniare moneta propria. In questo periodo storico la città conobbe una forte ascesa economica e commerciale, tanto che i quartieri si ampliarono sempre di più, facendo sì che la città, attorno al 1186, dovesse ampliare le mura romane per includere al suo interno le abitazioni periferiche a ovest della città. Quasi mezzo secolo più tardi la città dovette nuovamente procedere con una nuova espansione delle mura, a seguito dei nuovi quartieri, ma tale ampliamento si verificò anche nei confronti dei possedimenti terrieri, andando a scontrarsi con i comuni vicini, soprattutto contro Bergamo e Cremona.
Durante il Medioevo l'agricoltura fu potenziata attraverso la realizzazione di canali, per irrigare i campi, in questa opera fu importante il Monastero di Leno, fondato dal re Longobardo Desiderio.
Il Comune di Brescia fece parte della Lega Lombarda contro l’invasione dell’Imperatore Federico Barbarossa, affiancando quindi le principali promotrici della resistenza: Milano e Piacenza.
Purtroppo il potere autonomo della città venne soffocato da Ezzelino da Romano nel XIII sec., questo segnò l’inizio della successione delle Signorie, fra queste quelle degli Scaligeri e dei Visconti.
Nel 1428 le città di Bergamo e Brescia furono annesse allo stato della Serenissima, le quali poterono godere di un periodo di stabilità e tranquillità, che diede possibilità ala città di aumentare la popolazione toccando i 65 mila abitanti. La città di Brescia conobbe anche un nuovo periodo culturale, in quanto in città arrivarono gli artisti del calibro di Tiziano,Veronese. Sempre sotto il dominio Veneziano la città realizzò la piazza Nuova, oggi identificata come piazza della Loggia, alla sua progettazione parteciparono architetti del calibro di Palladio e Sansovino.
Un altro aspetto del periodo dominio Veneziano è la costruzione delle mura esterne della città, potenziando quindi quelle medioevali già esistenti, che in età Napoleonica venne abbattuta.
Dopo l’unità d’Italia nel 1861 la città conobbe un aumento dell’industrializzazione, soprattutto nel comparto metallurgico.
Con l’avvento del fascismo l’architettura subì una manipolazione da parte del regime, soprattutto furono modificati i palazzi adiacenti a piazza della Vittoria, senza tenere conto degli edifici storici, questa disattenzione si manifestò anche nel resto della città, non solo nel periodo fascista, ma anche durante la ricostruzione del dopo guerra.
Alla fine della seconda guerra mondiale, la città fu stremata dai bombardamenti, durante la ripresa post bellica, la città risorse, come molte altre città d’Italia. Furono approvate diverse opere pubbliche, fra queste il traforo della Maddalena, per cercare di smaltire il traffico cittadino, il collegamento con la città di Mantova attraverso un canale navigabile, e non ultimo il termovalorizzatore, che fu considerato il migliore al mondo. Vennero costruiti diversi quartieri popolari, grazie anche alla cooperativa fondata dal parrocco Ottorino Marcolin.
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