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L'economia del Comasco ha un ampio ventaglio di settori economici nei quali le sue strutture produttive si propongono; il settore industriale racchiude al suo interno industrie poligrafiche, della produzione di mobili, tessili e meccaniche. Un altro punto di forza sono i settori del terziario avanzato e del turismo, quest'ultimo racchiude in se diverse località attrattive: Bellagio, Cernobbio, Menaggio e Tremezzo. Il settore agricolo è relativamente presente nella struttura economica del Comasco, in quanto rispetto agli altri due comparti non incide sulla struttura economica con cifre rilevanti, infatti anche gli addetti in questo settore sono poco
circa 3-4%. La struttura urbanistica è ben sviluppata, soprattutto per quanto riguarda il settore dei trasporti, in quanto Como è dotata di importanti arterie sia in direzione della Svizzera, e di conseguenza con i mercati del resto d'Europa, che con l'aeroporto di Linate.
Il territorio del Comasco è interessato dalla presenza di rettili, fra i quali spicca la velenosa vipera, la quale predilige luoghi soleggiati e sassosi. Accanto a questa specie di rettile si affiancano altre che sono innocue, come la biscia d'acqua e la testuggine lacustre, ora mai divenuta un esemplare raro.
La zona del Lario è l'habitat ideale per molte specie di uccelli come i cigni, le anatre, mentre nelle zone montane vivono: il gallo forcello, la pernice , le ghiandaie e il gallo cedrone. Tra i maggiori predatori del cielo si distinguono il nibbio, falco, gufo reale e l'aquila reale.
Sempre sulle zone montane trovano spazio i camosci, caprioli, cervi ; ma anche lepri, conigli, scoiattoli e marmotte. Fra i predatori si riscontrano i tassi (animale notturno), le volpi e le faine.
Lungo le rive del Lago prosperano ulivi, alloro, oleandri, canfore, ma la cosa stupefacente è che qui riescono a coesistere sia il clima mite Mediterraneo, che quello esotico, grazie alla presenza di palme. Il terreno di conformazione acida favorisce lo sbocciare di fiori come i rododendri, camelie e le azalee. Lungo le alture la vegetazione è caratterizzata dalla presenza di castagni tra i 600 e 800 (questa pianta fu nei secoli passati il maggior nutrimento per la popolazione), lecci e querce, queste ultime possono vantare fra loro un esemplare mastodontico di rovere chiamato dalla popolazione “Rogolone”, che ha radici nella zona limitrofa a Menaggio, fu dicharato monumento nazionale già agli inizi del '900.
Salendo di quota si trovano alberi di aghifoglie, mentre arrivati a quota 1800 metri la vegetazione si sfoltisce in arbusti, sino a lasciare spazio solamente ai pascoli.
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