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Palazzo Te'

Stanze di Palazzo Te'

Il palazzo prende il nome dall'isola sulla quale è collocato, in quanto in  origine questa si chiamava "teze" (cioè capanne), e con l'abbreviazione la parola si tramuta in "te' ". Questa area paludosa si trovava fuori dalle mura difensive della città, ma i Gonzaga la fecero bonificare, e Ludovico II vi collocò le scuderie, nelle quali si allenavano pregiate razze di equini. Il Palazzo fu iniziato soltanto verso la metà del '500 dall'artista Giulio Romano, il quale per la realizzazione si ispirò a opere del Raffaello, come Villa Madama, oltre che dal Bramante. Egli cercò una costruzione armonica fra le mura e il giardino, la pianta del palazzo è quadrata, composta da quattro corpi di fabbrica, nel quale il giardino è chiuso da un'esedra. L'accesso principale era ideato nella loggia del lato a occidente, che apre con un vestibolo formato da colonne, e l'ingresso è posto in maniera tale che l'occhio può giungere sino a vedere l'esedra in fondo al giardino.
La costruzione di una così nobile villa, fu voluta soprattutto dal signore di Mantova per poter ricavarne un luogo intimo per se stesso, l'ambiente  fortemente personale del complesso è rappresentato dall'appartamento denominato "Grotta", collocato in fondo al giardino.
A palazzo Te' è anche presente la collezioni Mondadori, collocata al piano superiore, donata alla città dalla medesima famiglia. Le opere sono dell'artista veneziano Zandomeneghini, ma la collezione ha anche opere di artisti locali, ma oltre alle opere sono anche presenti pezzi unici, come medaglie e una raccolta egizia.

Sala di Ovidio

Sala delle imprese

Sala del Sole

Loggia delle Muse

Salone dei cavalli

Salone di Amore e Psiche

Sala dello Zodiaco

Sala delle Aquile

Loggia di Davide

Saletta degli stucchi
Saletta di Cesare
Sala dei Giganti
Il giardino