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Madonna del Gradaro |
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La chiesa sorse nel '200, ove si pensava fu martirizzato Longino, il soldato romano che trafisse il il costato di Cristo, il quale, successivamente alla sua conversione, portò a Mantova una reliquia (rappresentata dalla terra imbevuta del sangue di Cristo). Nel 1772 gli ordini monastici furono eliminati, e questo luogo di culto fu trasformato dall'esercito in granaio. Soltanto con i restauri nel XX sec. la chiesa tornerà nel suo aspetto gotico originario, Il frontale è a capanna, con un rosone centrale e archetti che seguono il perimetro del tetto (sempre in cotto). L'ingresso alla chiesa è dato da un portale composto da blocchi di marmo bianchi e rosa, l'interno è composto da tre navate, con un colonnato che sorregge gli archi e termina prima del presbiterio, dove la struttura arcuata è sostenuta da pilastri in cotto. Questa differenziazione architettonica voleva forse simboleggiare una separazione fra i fedeli, posti prima del presbiterio e del coro, e i monaci invece che vi erano collocati per diffondere il Verbo. Ai lati sono collocate le cappelle edificate nel '500. Le decorazioni del presbiterio sono datate intorno al '200, periodo in cui la chiesa fu eretta, queste sono in stile bizantino, in quanto è stata adottata l'arte del mosaico, dove fra le scene si ammira l'ultima cena, e figure di santi e vescovi. Accanto alla chiesa sorge il monastero, di cui resta ancora in tatto il chiostro di epoca rinascimentale. |
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