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Castello Sforzesco

 

Le mura della Fortezza

I cortili interni

Mappa del Castello



 

 


Il castello fu voluto da Galeazzo II Visconti, che all'inizio si presentava come una rocca difensiva. I suoi successori modificarono l'aspetto di "fortezza" della costruzione, questo fu grazie anche all'intervento del Brunelleschi che trasformò il castello in una dimora sontuosa dove far abitare la famiglia Visconti. Filippo Maria Visconti nel 1447 morì senza lasciare eredi legittimi, di conseguenza fu decretata dalla popolazione la nascita della Repubblica Ambrosiana, nonché la distruzione del castello, che però riuscì solo in parte, in quanto gran parte della costruzione fu risparmiata. Nel 1450 Francesco Sforza sposò la figlia illegittima Bianca Maria Visconti e fece ritorno a Milano, ove sconfisse la Repubblica e prese possesso della rocca, ricostruendo le parti danneggiate e rafforzando le mura difensive.  I lavori furono seguiti da Jacopo da Cortona, mentre quelli concernenti la torre mediana furono portati avanti dal Filarete, dal quale la torre trae il suo nome oltre a quello di "torre dell'orologio", essa è alta circa 70 metri. La torre fu distrutta nel 1521 da un incendio causato da un fulmine, in quanto in quel periodo la torre era usata come sala delle munizioni, fu ricostruita solo agli inizi del '900 dall'architetto Luca Beltrami. Successivamente Ludovico il Moro chiamerà a corte Donato Bramante e Leonardo Da Vinci, queste menti crearono la Ponticella, altro non è che un'elegante ala, di cui sono celebri gli affreschi della sala delle Asse. Con la caduta di Ludovico subentrarono al potere i francesi nel 1499, a questo evento seguiranno varie battaglie da parte della popolazione per cercare di cacciare il nemico. Un altro nemico era in agguato alle spalle della città, gli spagnoli, che nel 1526 ne presero il possesso. Durante la dominazione spagnola il castello subì nuove modifiche, con l'aggiunta di corpi di fabbrica, diventando così un forte militare protetto da una cerchia di mura a forma di stella. Nel XVI sec. la costruzione fu cinta da baluardi e nel secolo successivo fu creato il fossato attorno alle mura. Nell'800 con l'avvento di Napoleone le modifiche apportate dagli spagnoli furono distrutte, risparmiando solo il castello Sforzesco, il quale fu utilizzato dalle truppe come caserma e il piano della corte ducale adibito a stalla. Con l'avvento del regno d'Italia l'edificio fu utilizzato come caserma militare e nel 1880 fu decisa la sua demolizione, ma questo non avvenne per volere dei cittadini milanesi e dell'intervento della Società Storica Lombarda, tanto che nel 1893 furono decisi i lavori di restauro affidati all'architetto Luca Beltrami.

Il Castello Sforzesco è il maggiore edificio rinascimentale di Milano. Il castello è protetto da una cortina in laterizio culminante con merlature e piombatoi, ai due estremi si innalzano due torri cilindriche decorate a bugnato. A sinistra della struttura sono presenti: la porta di santo Spirito e il rudere del Rivellino. Entrando all’interno si passa alla piazza d’Armi, sulla quale spiccano tre corpi di fabbrica: Rocchetta, Torre di Bona Savoia e la torre del palazzo di Corte Ducale, ove è collocato il museo del castello. Oltrepassando la piazza d’arme si giunge nella corte ducale, la quale da le spalle al portico dell’elefante, affiancato da una loggia rinascimentale a due livelli. Dal cortile della rocca si passa all’archivio Storico Civico e alla biblioteca Trivulziana nella quale si trovano molti codici miniati. Le sale di rappresentanza e l'appartamento del duca sono disposti lungo i tre lati del cortile, chiuso in fondo dal portico dell'elefante.