Duomo di Milano

Duomo di Milano

Lo stile Gotico

Pianta del Duomo di Milano
 

 

 

 

 

La costruzione è rivestita di marmo, ma la qualità di questo materiale non era adatto per l’esterno, ma per abbellire gli interni del duomo stesso. Infatti questa tipologia di marmo a contatto con gli agenti atmosferici e lo smog si deteriora in fretta, ed è per questo che in continuazione si lavora attorno al Duomo, per cercare di prevenire l’irreparabile. Il marmo proviene dalle cave di Candaglia, e da qui veniva poi trasportato lungo il Lago Maggiore su barconi, per poi risalire il Ticino e in fine i Navigli. Il Duomo è il tempio principale della diocesi Ambrosiana, realizzata con una struttura di contrafforti neogotici sormontati da guglie. Molto recenti sono le porte in bronzo le quali furono terminate fra il 1894-1965, ma anche la facciata è di epoca recente, in quanto fu ultimata nel 1813. i portali sono sovrastati da cinque finestroni a timpano, che scandiscono le 5 navate interne della chiesa. L’interno dell’edificio è costruito con marmo bianco  - rosato con venature grigie. La costruzione del tempio fu iniziata sotto Gian Galeazzo nel 1386, ma con il passare del tempo, si mescolarono al progetto iniziale diversi stili. Gli interni subirono un’influenza tardo cinquecentesca, come ad esempio: il coro, gli altari, presbiterio, le cappelle del transetto e il pavimento, il cui autore fu Pellegrino Tabaldi. L’esterno è ornato da più di 3400 statue, senza contare i giganti dei doccioni e gli altorilievi, alcune delle quali sono oggi sostituite da delle copie  a causa dell’inquinamento e del degrado di quelle originali, custodite all’interno del museo del Duomo. L’abside centrale presenta tre enormi finestroni gotici (terminati nel ‘400), nei quali sono rappresentate alcune scene della cita di Cristo. Le navate sono sorrette da 52 colonne polistile, si mette in risalto la navata centrale, che risulta essere il doppio rispetto le altre 4. Nel soffitto compare un trompe- d’oeil dipinto nel ‘500 e restaurato nel ‘800. nella navata di destra, nella prima campata, è custodito il sarcofago dell’arcivescovo Ariberto d’Intimiano, sovrastato da una vetrata decorata con immagini di S. Giovanni.  In questa navata è presente anche il monumento funebre a Gian Giacomo Medici. Il presbiterio festivo è incorniciato da 2 organi maestosi e una coppia di pulpiti, restando comunque separato dal coro mediante il ciborio. Nel sottostante presbiterio è presente la cripta circolare comunicante con lo scurono di S. Carlo, una cappella ottagonale ove si trova la salma di S. Carlo Bartolomeo protetta in una teca di cristallo di rocca, mentre nei locali attigui è custodito il tesoro del Duomo.

Nella prima campata si trova il trecentesco portale della sagrestia, nella seconda campata si trova la statua di Martino V e il monumento del cardinale Marino Caracciolo, governatore di Milano . nella terza campata di sinistra è collocato il monumento agli arcivescovi Giovanni, Guido Antonio e Giovanni Antonio. La prima campata è attraversata da una meridiana tracciata nel 1786 dagli astronomi dell’osservatorio di Brera. Una scala scende sotto al sagrato per 4 metri di profondità, dove si possono visitare gli scavi archeologici paleocristiani. Grazie all’ascensore si può salire ai terrazzi con vista su Milano e sulle Alpi, qui sorge il Tiburio, costruito attorno al ‘500 fra l’incrocio della navata con il transetto. La guglia più alta misura 108,50 m , divenendo immagine della città nel 1769, ove fu posata la Madonna in lamina di rame. Tutte le altre guglie risalgono al XIX sec, fa eccezione le guglia carelli, situata in prossimità dell’ascensore (‘400-‘500).

Una curiosità è il sottopassaggio sotterraneo che mette in comunicazione il Duomo con l’arcivescovado.