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ECONOMIA CITTA' DI MILANO

 


Con l’avvento delle immigrazioni interne, la città di Milano vede nascere nella sua periferia i quartieri dormitorio, i quali non avevano servizi e si reggevano in condizioni precarie. In oltre aumentarono altri problemi quelli legati ai servizi e alla congestione del traffico, da cui ne derivò il problema dell’inquinamento. Per ovviare ai problemi della modernizzazione si cercò di trasferire il complesso industriale fuori dalla città creando la regione-città. Negli anni avvenire furono costruiti la Torre Velasca (1958), il Pirellone (1959) e a San Donato il complesso Metanopoli. L’industria e il settore dei servizi sono riusciti a ridistribuire la ricchezza, creando una nuova fascia sociale intermedia, spaccando la solita dicotomia che prevedeva la classe ricca e quella povera. La città è organizzata anche dal punto di vista della mobilità del territorio, riuscendo a coprire vaste zone attraverso la rete ferroviaria (pilastro del trasporto umano e merci), poi in successione tram, bus e la metropolitana. Negli anni ’80 la città cambia il suo modo di fare impresa, sviluppando nuovi settori legati all’elettronica, ai servizi, ma anche culturali e sociali. Milano tuttavia non ha tralasciato l’ottica del verde, infatti ha cercato di salvaguardare i parchi che fungono da polmone per la città e le emissioni di CO2. il boom edilizio ha portato alla costruzione delle abitazioni seguendo un asse di cerchi concentrici, che dal centro della città si espandono verso le periferie.