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STORIA CITTA' DI MILANO

 


Un primo villaggio fu fondato dai Celti Insubri nel VI sec. a.C. , e solo successivamente nel 222 a.C. queste terre furono conquistate dai romani. Successivamente Aureliano, vista la posizione geografica della città ai confini dei territori romani, a stretto contatto con il nemico barbaro, decise di proclamarla capoluogo di Aemilia et Liguria, la quale prese poi il nome di Mediolanum. Con la fine dell’impero romano e con la scissione di quest’ultimo, Mediolanum divenne la capitale dell’impero d’Occidente nel 286 d.C. , ma nel 402 d.C. dovette lasciare lo scettro a Ravenna. Nel 313 d.C. La città divenne il centro più importante della cristianità europea occidentale, grazie anche alla nomina nel 374 d.C. del vescovo Ambrogio, questo portò a uno scontro fra culture quella pagana e quella cristiana, ma non fu solo un fatto di fede ma anche architettonico, dato che entrambi i culti erano professati il templi. Sarà questo l’anno in cui si diede vita al Duomo di Milano, chiamato anche La Fabbrica (questo nomignolo deriva dal fatto che dall’anno della sua costruzione , sino ad arrivare ai giorni nostri,questo luogo sacro è sempre stato attorniato da travi o castelli mobili per via delle ristrutturazioni).

Nel 569 d.C. la città cadde nelle mani dei Longobardi e nel 774 d.C. nelle mani dei francesi di Carlo Magno.

Nel 1097 ci fu la sciata del Comune, ove una magistratura esercitava le funzioni amministrative e giuridiche. I componenti erano scelti tra aristocratici e militari, ed erano eletti annualmente , i quali governavano assieme al consiglio composto da 800 membri. Questo periodo coincise anche con l’espansione della città, la quale conquistò Lodi nel 1110, Como 1127 e Crema nel 1130. La città fu la principale antagonista di Federico Barbarossa, il quale nel 1162 distrusse la città. Nonostante la sconfitta il comune si risollevò, mettendosi a capo della lega anti imperiale, costringendo il Barbarossa alla sconfitta nel 1176 a Legnano. Questo contribuì a sancire la pace di Costanza nel 1183, che decretò l’attribuzione dei pieni poteri ai comuni, sotto però un cospicuo pagamento monetario.

Sul finire del ’200 si ha la fine del comune e l’inizio della signoria dei Visconti, aperta con la nomina di Ottone ad Arcivescovo di Milano. Il suo successore Matteo si preoccupò di sancire leggi per decretare la caduta effettiva del comune. A lui succedette Azzone che conquistò nuovi territori, fu lui che continuò la trasformazione del palazzo comunale in reggia, alla quale fece annettere anche la chiesa intitolata a S. Gottardo e il campanile delle ore (1336). Galeazzo II per cercare di riottenere i territori persi a causa del marchese di Monferrato, assoldò una banda di mercenari, che nel 1361 portarono la peste in città. Alla sua Morte succedette Gian Galeazzo che nel 1368 iniziò la costruzione di S. Maria Maggiore; la costruzione però crollò nel 1353, per poi essere riedificata come oggi la conosciamo: Duomo. La famiglia Visconti ottenne il titolo ducale nel 1395, ma alla morte di Filippo Maria Visconti, salirono al potere gli Sforza.

Francesco Sforza fu il promotore del restauro del castello di Porta Giovia, divenuto poi castello Sforzesco. Egli puntò sul rilancio economico dell’agricoltura e delle manifatture; una delle sue opere fu anche quella di costruire l’Ospedale Maggiore, ove i malati potevano recarsi, anche quelli più poveri. A Francesco susseguì il figlio Galeazzo Maria, ma la sua crudeltà lo condannarono a morte, fu infatti assassinato nel 1468. Lo rimpiazzò il figlio di 8 anni: Gian Galeazzo, il quale fu assistito, nella reggenza del potere, dalla duchessa Bona di Savoia e il cancelliere Ciccio Simonetta. Ma questa situazione durò sino al 1429 anno in cui lo zio Ludovico il Moro, con un colpo di mano, tolse di mezzo i due sostenitori del fanciullo ponendosi lui stesso al potere, assieme alla moglie Beatrice d’Este. La coppia fece crescere la città in prosperità, trasformandola in un centro culturale nel quale confluivano molti artisti chiamati a corte, tra i quali ci fu anche Leonardo da Vinci e il Bramente. Alla morte di Beatrice Ludovico non si mosse con la dovuta cautela in ambito politico, e le sue mosse si rivelarono incaute, tanto da provocare il suo declino a causa dei francesi, che sotto il comando di Luigi II, si impossessarono del ducato. La città nel 1535 passò sotto il governo spagnolo, che non si preoccupò di avviare riforme a favore della città. Anche l’arte mutò, divenendo più austera, questa corrente artistica si rifletté anche sugli edifici Tuttavia si compirono lavori per l’allargamento delle mura della città a protezione dei nuovi sobborghi, creando di conseguenza nuove porte di accesso e nuove vie di comunicazione verso Roma e Venezia. Nel 1630 scoppiò un’altra volta la peste, che decimò gli abitanti. Dopo circa 200 anni di governo Borbone, la città nel 1706 passò sotto il controllo di un’altra casata importante: gli Asburgo, di cui allora la reggente era l’imperatrice Maria Teresa, la quale attuò le politiche illuministiche per ammodernare la città, e con l’opera dell’architetto Giuseppe Piermarini realizzò la costruzione del Teatro La scala e ripristinò il Palazzo Reale, in oltre fece edificare un quartiere che ancora oggi richiama una sinfonia Stendhaliana, il quale si colloca fra piazza Belgioioso e Monte Napoleone. L’imperatrice nel 1776 abolì la tortura e nel 1784 Giuseppe II abolì la pena di morte. Si cercò di dare vita all’università di Milano, ma si dovette rinunciare a causa delle proteste di Pavia, perciò di dovette ridare vita alle Scuole Palatine, dove nel 1769 vi insegnò economia politica Cesare Beccaria e Paolo frisi matematica. Sono sempre in questi anni che Milano vede sorgere l’industrializzazione della città, e con essa nasce la questione anche degli operai, alla quale l’impero Austriaco tenta di risolvere, cercando di aiutare con sussidi chi è disoccupato. Questi furono anche gli anni in cui la carta stampata inizia a circolare con maggiore fervore, grazie alla fondazione della Gazzetta di Milano, il Corriere Milanese e la Gazzetta Enciclopedica. Giuseppe II abolì in oltre il tribunale dell’inquisizione e i tribunali eclesiastici, abolì le autonomie nobili Lombarde e istituì la scuola elementare di stato. Alla morte di Giuseppe succedette Leopoldo che dovette affrontare la propaganda delle idee rivoluzionarie provenienti dalla Francia.

Nel 1796 penetrano in città le truppe di Napoleone che fecero scappare gli austriaci. Sotto i francesi la città fu ridisegnata seguendo il modello degli sfondamenti, che delinearono il nuovo centro storico, aprendo nuove entrate che ancora oggi inglobano gran parte del traffico. Furono emanate leggi a favore degli operai e la città divenne il luogo di incontro di molti artisti, fra cui Foscolo, Gioia e Monti. Ma a tutte queste novità ci fu anche un rovescio della medaglia, dovuta alla prepotenza dei francesi,

Milano divenne in seguito la capitale della Repubblica Cisalpina, per poi passare sotto il Regno d’Italia nel 1801. Tuttavia gli Austriaci tornarono e rimasero al potere sino al 1848, anno in cui sull’onda del pensiero Mazziniano, il 18 Marzo la popolazione cercò l’indipendenza rivoltandosi contro l’invasore, questi giorni saranno poi ribattezzati come le 5 giornate di Milano. Il 21 Marzo il nuovo governo provvisorio avvia i contatti con Carlo Alberto, annettendosi nel 1861 al Regno d’Italia governato da Vittorio Emanuele II.

La città nel 1899 si rifece il look e le mura furono abbattute, risparmiando solo ; Porta Romana, Porta Ticinese, Porta Nuova e Porta Venezia.

Nel 1914-18 scoppiò la I guerra Mondiale e successivamente nel 1919 ci fu la famosa riunione in piazza S. Sepolcro che fu la partenza per Benito Mussolini, che fondò il partito fascista. Il 2 Agosto 1922 ci fu l’occupazione di Palazzo Marino da parte dei Fascisti, da questo momento Milano fu sotto il regime, che detta le leggi su ogni cosa, a partire vita sociale economica del singolo cittadino sino ad arrivare alle costruzioni edili grigie e tristi, e piazze ampie presso i luoghi storici. Con l’inizio dell’industrializzazione di decise di chiudere i Navigli, i quali sino agli anni ’20 cingevano la città arrivando quasi a ridosso del Duomo. Queste opere permisero di costruire nuovi quartieri, e una di queste nuove zone prese il nome di: Via d’Acqua 8attualmente, dopo anni di lavori, il Naviglio grande è tornato ad essere navigabile). Nel 1943 la città fu bombardata dagli alleati e i carrarmati tedeschi entrarono in città. La popolazione terrorizzata avviò quindi un fronte di resistenza il Comitato di Liberazione Nazionale. L’insurrezione definitiva scoppiò a Milano il 25 Aprile 1945, liberando così la città dal nemico. Al termine del conflitto la città si trovò rasa al suolo, ma questo non la mise in ginocchio, tanto che fu ricostruita con molta rapidità. Con la ricostruzione ritornano le idee moderne e prendono piede le costruzioni di quartieri residenziali, che si inglobano assieme alle aree verdi.