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LA CERTOSA DI PAVIA

 

 

 

 

Il complesso della Certosa fu un cantiere dove trovarono opera molti artisti e architetti. La realizzazione fu voluta da Gian Galeazzo Visconti sul finire del ‘300, per instaurarci il mausoleo di famiglia, il complesso comprende due chiostri uno grande dedicato alla preghiera e al lavoro dove si affacciano anche le celle dei monaci, mentre il secondo più piccolo dedito alla vita comunitaria ove l’accesso era consentito solamente ai membri dell’ordine, quest’ultimo è in oltre collegato alla chiesa. L’opera fu interrotta a seguito della morte del committente nel 1402, i lavori ripresero in un secondo momento con la costruzione delle cellette dei monaci, per poi passare al completamento della casa del Capitolo, del refettorio, della sagrestia e della biblioteca. Terminata nel 1473, pur avendo ancora la facciata incompleta, l’anno successivo fu trasportata nella Certosa la salma di Gian Galeazzo. Nel 1784 Giuseppe II d’Austria soppresse l’ordine dei Certosini e il monastero fu dato in uso ai Cistercensi, per poi passare ai Carmelitani scalzi, per poi essere abbandonato nel 1810 a seguito degli editti napoleonici dove si sopprimevano tutti gli ordini religiosi. Tuttavia nel 1843 tornarono i certosini sino al 1881 anno in cui la custodia passò in mano allo Stato, e nel 1968 nuovamente ceduto ai monaci cistercensi.

All’interno sono conservate opere del Perugino e del Bergognone, ad esse si aggiunge la statua tombale di Beatri d’Este e di Ludovico il Moro

Il coro ligneo fu realizzato sul finire del ‘400 e il polittico in avori agli inizi del XV sec.