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STORIA CITTA' DI PAVIA

 


Il primo insediamento si fa risalire ai Liguri, ai quali susseguirono i Galli, per poi essere conquistati nel II sec. a.C. dai Romani, i quali trasformarono la città di Pavia in un imponente nodo commerciale, in quanto la sua posizione era strategia sia per il trasporto delle merci via terra, sia attraverso le rotte fluviali. Di tale periodo sono ancora visibili le fognature. Cesare la fece diventare un Municipio, dandole il nome di Ticinum.

Con la caduta dell’impero romano, la città fu governata da Teodorico, il quale costruì un anfiteatro, il suo palazzo e le terme. Nel 572 Alboino riesce a prendere il controllo della città, dopo un assedio durato circa tre anni, quest’ultimo eresse qui la sua capitale del regno Longobardo. Nel 924 la città fu distrutta dagli Ungari. Dal XI sec. sorsero in città numerose chiese e monasteri.

Nel XII divenne uno fra i più importanti e popolosi Comuni del nord Italia, in oltre Pavia appoggiò l’esercito dell’Imperatore Barbarossa nella lotta sul territorio italiano, in cambio ottenne diversi favori. Anche Pavia, come diversi Comuni, ebbe le sue lotte interne fra Guelfi e Ghibellini, ma a decidere le sorti della città furono i Visconti, che nella metà del ‘300 ne divennero i padroni. I nuovi signori da subito fecero costruire l’Università e qualche anno dopo la Certosa. La città in questo periodo conobbe il massimo della sua importanza, anche grazie a Galezzo II che qui fece trasferire tutta la sua corte e che fece istituire l’Università sullo studio del diritto.

Nei primi anni del ‘500 la città fu attaccata e messa sotto assedio dal re Francesco I, ma tale battaglia volse a favore in un primo momento di Pavia, in quanto l’esercito riuscì a catturare il re di Francia, ma l’anno successivo fu fatta cadere da Lautrec, passando quindi in mano agli spagnoli di re Carlo V assieme a Milano. Da questo momento la città scivola nella decadenza, dal quale non riuscirà a risalire nemmeno sotto il dominio degli spagnoli che quello austriaco, solo l’Università riuscì ad elevarsi ai massimi vertici, grazie agli interventi di Maria Teresa e Giuseppe II d’Austria, in quanto in essa si insidiarono molti intellettuali di spicco.

La città è inoltre da ricordare per l’ingente contributo di uomini durante la guerra per l’Unità d’Italia, infatti ben 60 componenti del battaglione guidato da Garibaldi (l’impresa dei Mille) provenivano dalla gioventù cittadina.