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Chiesa di San Francesco |
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I lavori di costruzione della chiesa furono iniziati nel XIII sec. per essere ultimati sono tre secoli dopo. Il tempio è stretto nell’abbraccio di due campanili, ai quali si affiancano le absidi poligonali (in totale sono sette), a chiudere la visuale della struttura ci pensa la cupola. Il lato che da sulla piazza è fiancheggiato da un porticato sorretto cinque arcate, poggiati a loro volta su colonne e adornato di merlature del XVI sec., denominato loggia dei mercanti, più precisamente per la corporazione dei lanai. Sempre su questo lato si apre il portale sormontato con l’edicola contenente il monumento di Giulio II del ‘500. All’inizio la chiesa era intitolata a S. Giovanni Battista, ma successivamente fu dedicata a S. Francesco. La facciata è composta da tre portali in stile veneto, di cui quello centrale è ornato da una lunetta della Vergine e sormontato da un oculo. Lungo il fianco sinistro, ove e collocato il chiostro maggiore, oggi adibito a mercato, furono realizzate alte e strette bifore, per incanalare all’interno della chiesa la giusta quantità di luce. La pianta del tempio è a croce latina, suddivisa in tre arcate, sorrette da archi gotici e volte romaniche, poggianti su pilastri ottagonali. Lungo la navata di destra si trova il monumento alla contessa Costanza Cavina Saladini, mentre nel penultimo pilastro sinistro è addossato il pulpito, e sempre lungo il lato sinistro in una nicchia si trova un crocefisso del ligneo del XV sec. Nella sagrestia si possono ammirare diversi dipinti fra cui sei figure di santi del XVI sec. opera di Cola dell'Amatrice. Nel refettorio si trovano cinque affreschi rappresentati scene del Vecchio testamento, anche queste opera di Cola dell'amatrice. Il chiostro maggiore fu eretto nel XVI sec. e terminato nei primi decenni di quello successivo, la struttura presenta colonne reggenti archi a tutto sesto nel lato interno, mentre nella sessione che si affaccia lungo la strada, furono eretti pilastri ottagonali e quadrati reggenti archi gotici. Da qui si accede al chiostro Minore del XIV sec, assorbito nei primi anni del '900 dall'edificio adiacente.
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