La superficie del terreno è prevalentemente
coltivata a cereali e frumento, a seguire orzo e granturco. Lungo le zone
costiere si predilige l'orticoltura, in quanto tale produzione è molto
richiesta sia dal mercato interno che esterno alla regione, soprattutto
dalle aziende di trasformazione. Negli ultimi anni è aumentata la
coltivazione di olive, a seguito di un aumento della richiesta esterna, ma
anche quella della vite è in costante aumento, e per la maggior parte il
prodotto è assorbito dalle cantine sociali. L'allevamento di bovini, che nel dopo guerra era
una fonte di reddito per molti mezzadri, attualmente impiega una modesta
parte di popolazione attiva in tutta la regione, in quanto i piccoli
allevatori sono stati scalzati dalla media impresa che utilizza tecniche di
nuova generazione; tali aziende sono presenti in larga parte nella provincia
di Ancona.
L'industrializzazione della regione avvenne nel
secondo dopo guerra, le caratteristiche delle imprese erano, e sono tutt'ora,
delle dimensione medio - piccole, anche se il settore primario, con la sua
agricoltura, restava il settore più importante in quanto assorbiva il 25%
della forza lavoro sino alla fine degli anni '60. Le aziende manifatturiere
sono quelle che concorrono maggiormente alla formazione del PIL regionale
(calzaturifici, maglifici, mobili ecc...), è comunque da rilevare la
presenza di grandi impianti industriali come i cantieri navali, le
raffinerie di petrolio e i comparti farmaceutici.
Il turismo è tuttavia la locomotiva trainante
dell'economia regionale, sopratutto quello balneare, che fa registrare
periodi di sovraffollamento nelle spiagge come quella ad esempio di Gabicce
e Senigallia. A questo ambito si affianca quello culturale, soprattutto
grazie alle Università che richiamano giovani da gran parte del paese:
Ancona, Urbino, Camerino e Macerata. Tuttavia il turismo è ancora frenato
verso le zone interne delle Marche a causa delle infrastrutture poco
sviluppate, si pensi ad esempio allo snodo autostradale di Ancona o alla
ferrovia principale che dagli Appennini (Firenze-
Roma) giunge sino al
capoluogo marchigiano. Diventa quindi difficile anche il semplice
spostamento interno.
La cosa più interessante è che questa regione non
ha usufruito degli incentivi stanziati per le regioni del sud, e di
conseguenza tutta la produttività creata è dovuta essenzialmente allo sforzo
degli abitanti e della regione stessa.