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L’agricoltura non occupa una grande fetta dell’economia della regione, questo è dovuto oltre che dalla morfologia del territorio, anche dalla presenza di molti fontanili. La risorsa principale di questo settore rimangono comunque le risaie (Vercelli e Novara) , in quanto la regione è una grande produttrice di riso, a tal punto da fornire da sola il 60% del fabbisogno nazionale, ma i produttori guardano anche oltre i confini territoriali cercando di esportare il proprio prodotto anche all’estero, infatti le piantagioni si sono diversificate anche per tipologia del chicco. Ma il terreno è favorevole per la produzione di mais e frumento, di prodotti ortofrutticoli, alberi da nocciole, e non per ultimo il vino (Monferrato, Langhe). Tra gli anni 60’ e 70’ il settore trainante era quello manifatturiero, trainato dal settore dell’auto che era in espansione, ma che successivamente ha incontrato un arresto, dovuto alla situazione del mercato dell’auto che ha visto una saturazione, questo ha causato uno sgretolamento di questa economia che faceva sostentamento solo su di un'unica azienda, attorno alla quale ruotavano tutte le piccole aziende, che da un giorno all’altro si sono ritrovate prive di ordini, e quindi a un passo dalla crisi. Da qui si è ripartito per esplorare un nuovo settore, quello dell’elettronica e dell’alta tecnologia, questo ha portato quindi a una crescita dei centri industriali meno importanti come quello di Ivrea, oppure nel canavese dove è concentrato il settore delle telecomunicazioni (es. Olivetti), mentre di tutt’altro settore sono invece il biellese (tessile), cunese ed astigiano e l’albese (agroalimentare e dolciario) qui sono anche collocate diverse aziende come Cinzano, Gancia, Martini e la Ferrero. Altri settori sono l’oreficeria nel Valenzano Po e l’area di Bra per i laminati plastici. Attualmente si cerca di rilanciare l’economia piemontese attraverso una rete di informazioni basata su ricerche tecnologiche, in oltre si è creata un’agenzia regionale per gli investimenti, questa iniziativa ha portato alcuni frutti, infatti aziende come la Motorola hanno già iniziato ad insidiarsi sul territorio, con la formazione di un centro di ricerche. Ma il settore leader è sicuramente il terziario, che accompagna l’azienda nel suo iter giornaliero attraverso la formulazione di servizi come il marketing, l’engineering, la pubblicità, il design, il credito, l’assicurativo e i trasporti. Questi ultimi sono i meglio organizzati in quanto la regione si trova a cavallo di molti snodi ferroviari del continente, e centro di smistamento, con la Francia i contatti sono permessi grazie al colle della Maddalena, colle del Monginevro, del Frejus, Moncenisto, mentre il valico del Sempione crea il collegamento con la Svizzera. Ma la regione è anche attenta al turismo, non solo a quello di interesse sportivo (impianti sciistici) e culturale ma anche naturalistico, grazie soprattutto alle bellezze naturali che si possono incontrare su tutto il territorio, dalle Alpi alla pianura, dove sono state ritagliate aree protette.
Una di queste zone è appunto il Gran paradiso, che si estende per 700 km quadrati tra la Valle d’Aosta e il Piemonte, dalla Valle di Cogne a quella di Rhemes. Fu istituito nel 1922 a tutela di alcune specie animali come il Camoscio e lo Stambecco, attualmente le altre specie protette sono le marmotte, caprioli, lepri, volpi, scoiattoli e martore, oltre a tante varietà, di uccelli. Un’altro parco è quello del Ticino e quello dell’Argentario, mentre in provincia di Torino si trova il parco della Mandria, il quale faceva parte del complesso della reggia di Venaria. Il Piemonte di conseguenza risulta essere una regione molto boscosa, soprattutto nelle zone collinari e montane, formata da abeti, larici, pini e faggi, oltre a castagni e querce, mentre lungo le sponde del lago sono presenti anche delle palme.
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