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Castello del Valentino

PROGETTO DEL CASTELLO

PARCO DEL VALENTINO

 

Il castello del Valentino nacque come modesta dimora di proprietà  del feudatario di Poirino Melchiorre Borgarelli (1551), nel 1543 fu venduto a Renato Birago di Ottobiano e nel 1564 fu acquistato da Emanuele Filiberto di Savoia, successivamente il castello fu donato dal duca Carlo Emanuele I alla nuora Cristina di Francia. Quest'ultima avviò un progetto di rivalutazione della struttura stessa, con l'aiuto del Castellamonte. Vennero ridefinite due delle quattro torri, quelle che si affacciavano verso il fiume, progettò i tetti alla francese, i quali presentano due piani mansardati, i lavori si prolungheranno per 30 anni.  Il castello presenta due facciate diverse, la facciata che da verso la città ha le caratteristiche dei castelli  francesi del XV sec. oltre alle linee barocche italiane, mentre il fronte che si affaccia verso il Po è in cotto. La pianta dell'edificio assume la forma di ferro di cavallo con un'ampia corte a pavimento marmoreo. Gli ambienti sono composti da vari ambienti: dal Salone Centrale e la Sala della caccia al primo piano completi di ricchi stucchi ed affreschi allegorici. La sala d'Onore contiene raffigurazioni encomiastiche della casa Sabauda. Negli appartamenti a nord sono collocate: la stanza della Guerra avente come tema decorativo la figura di Vittorio Amedeo I, la stanza del Negozio con il tema principale della pace, la stanza della Magnificenza e la stanza delle Feste. Presso gli appartamenti posti a sud si trova la stanza verde simboleggiante la primavera, la morte oltre alle rappresentazioni delle metamorfosi Ovidiane, un tema che è molto accentuato dal colore verde, utilizzato per dipingere le pareti; in oltre in questa ala del palazzo sono collocate: la stanza delle Rose, la stanza dei Pianeti, dove è ripresa la metamorfosi Ovidiana a simboleggiare la morte di Vittorio Amedeo I, successivamente si incontra la Sala della Nascita dei Fiumi, la Stanza dei Gigli e del Gabinetto che presentano stucchi di carattere floreale.  L'ampio cortile è tutto composto da ciottolato avente colori che vanno dal chiaro allo scuro. Nel XIX sec. il palazzo fu depredato da tutto il mobilio e gli arredi dai soldati francesi, da questo momento seguirono anni di abbandono, sino a quando nel 1858 il complesso fu ampliato nelle maniche di collegamento delle torri, in quanto in quell'anno il castello ospitò l'esposizione industriale di Torino. Nel 1859 fu ceduto alla regia scuola per gli Ingegneri ed oggi è proprietà del politecnico di ingegneria di Torino.