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A seguito della concessione da parte
di Carlo Emanuele II del lotto di terra adiacente al collegio dei Gesuiti,
fu edificata nel 1675 la chiesa a S. Filippo Neri su progetto di Antonio
Bettino, nell'area dove sorsgeva l'Oratorio fondato nel 1552 da Filippo
Neri. A seguito del crollo della cupola dovuto a cedimenti strutturali e
fondamenta non del tutto salde, furono arrecati seri danni al tempio
stesso. Fu lo Juvarra a cercare di ricostruire ciò che era stato distrutto,
identificando come soluzione migliore, per la struttura dell'edificio, la
costruzione di un unica navata sormontata da una volta a botte con ampie
finestre. Lo Juvarra non potette occuparsi dell'ultimazione dei lavori in
quanto partì per la Spagna nel 1730, al suo posto si succedettero altri
architetti come: Giovanni Battista Sacchetti, Pietro Bonvicini, Giuseppe
Talucchi (1823) ed Ernesto Camussi (1891), quest'ultimo nel 1891 disegnò e
definii il
frontone in stile classico, posto sopra un pronato di colonne corinzie. Nel suo
complesso è la chiesa più vasta di Torino, con i suoi 69m di lunghezza e 37
di larghezza, all'interno sono disposte sei cappelle, le quali sono adorne
di differenti raffigurazioni, fra le tante spicca: Il martirio di S.
Lorenzo, la Madonna in trono e santi, oltre a S. Filippo e la Vergine.
Sull'altare è posizionata una pala dedicata alla Vergine con bambino e
Santi. L'altare Maggiore è in stile barocco, come anche la tribuna
dell'organo e il lavabo della sagrestia. |
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