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Galleria Sabauda

 

E' una fra le pinacoteca più importanti d'Italia, fu istituita nel 1832 a Palazzo Madama per volontà di Carlo Alberto, fu ceduta nel 1860 allo stato. Le origini delle opere artistiche raccolte dai Savoia risalgono al XV sec, il primo catalogo effettivo di tutte le opere private della casata risale al 1631. L'opera era composta all'inizio da 365 pezzi provenienti da palazzo Reale, da Palazzo Carignano e Palazzo Durazzo di Genova. Nel 1848 a seguito dell'insediamento a Palazzo Madama del Senato la galleria si dovette trasferire in un altra sede; il nuovo direttore Massimo d'Azeglio trovò la sistemazione nel Palazzo dell'Accademia delle Scienze. I quadri furono riorganizzati e catalogati per periodo e scuole pittoriche. La Galleria Sabauda ha conosciuto un incremento dell'acquisizione di opere mediante donazioni, tra le quali si ricorda quella dell'industriale Riccardo Gualino, arrivando all'attuale numero di 700 pezzi. Nella galleria sono esposti opere di scuola piemontese XIV e XVI sec., Italiana XIV e XVI sec., pittura Fiamminga e Olandese e le collezioni del principe Eugenio di Savoia-Soissons, oltre alle opere dinastiche provenienti dalle collezioni private di Vittorio Amedeo I e II, Carlo Emanuele II e Carlo Felice.  La Galleria ospita al primo piano le scuole pittoriche piemontesi (Martino Spanzotti, Defendente Ferrari, Macrino d’Alba, Pietro Grammorseo, Gaudenzio Ferrari, Bernardino Lanino e Ottaviano Cane), e la scuola italiana (Beato Angelico, Pollaiolo, Filippino Lippi, Bronzino, Bergognone, Schiavone, Bellini, Savoldo), oltre alla scuola fiamminga e olandese (Petrus Christus, Van Eyck, Memling, Rembrandt, Gerard Dou, Van Dyck, van der Werff, Jan Brueghel de Velours, Teniers, Jan Griffier). Il secondo piano è diviso in tre sezioni: la prima la prima raccoglie opere fiamminghe possedute da Emanuele Filiberto a Carlo Emanuele I (Van der Weyden), venete (Bassano, Veronese), e dipinti riconducibili al manierismo internazionale (Caracca, Tempesta, Moncalvo, Bronzino, Guercino, Gentileschi), ai lombardi (Cerano e Morazzone) ed ai caravaggeschi (Terbrugghen, Valentin, Vignon e Niccolò Musso). Nel secondo settore si trovano le opere che un tempo erano di proprietà del cardinal Maurizio di Savoia (Albani, Reni, Domenichino), oltre alle opere donate da Madama Reale Cristina di Francia vedova di Vittorio Amedeo I (Francesco Cairo, Dauphin, Guercino). L'ultimo e terzo settore raggruppa le opere commissionate da carlo Emanuele III a Carlo Felice.