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Mole Antonelliana |
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Opera fu costruita fra il 1862 e il 1889 dall'architetto Alessandro Antonelli, avrebbe dovuto essere un tempio ebraico, infatti i lavori fecero seguito alla concessione della libertà di culto alle religioni non cattoliche appena promulgata. Il progetto originario prevedeva oltre alla costruzione di un luogo religioso anche un ambiente dove istruire i propri figli, La struttura doveva essere alta non più di 47 m, ma l'architetto premette per una costruzione esemplare e unica, questo fece sì che i tempi di costruzione si prolungassero provocando anche un aumento dei costi, tutto questo non fu gradito dalla comunità ebraica, che fece terminare la costruzione sull'immediato con un tetto provvisorio (1869), successivamente si patteggiò con l'amministrazione la quale si prese l'incarico di ultimare la costruzione, dando alla comunità ebraica un nuovo terreno dove edificare il loro tempio. L'architetto Antonelli poté quindi tornare alla sua opera apportando nuove modifiche al progetto sino ad arrivare a compimento così come ancora oggi lo possiamo ammirare, al tempo fu anche l'edificio più alto in tutta Europa (fu dedicata a Vittorio Emanuele II), ma portare a termine questo estenuante progetto non fu facile, in quanto presentava grossi problemi di stabilità dovuti sia al terreno poco adatto alla costruzione sia al fatto che la base dell'edificio non era stata progettata per sorreggere una tale costruzione imperiosa. Famoso era in oltre l'ascensore che azionato da carrucole portava in quota il personale addetto. Purtroppo Antonelli non poté vedere la sua opera terminata, sarà il figlio Costanzo a proseguire il sogno del padre. Anche a fine lavori la costruzione dovette subire le furie degli eventi fatui, così come accadde agli inizi del '900, quando in un nubifragio il genio alato posto sulla sommità della cupola cadde rovinosamente e fu sostituito da una stella, tuttavia il genio ora si trova all'interno della stessa Mole. La struttura ospita attualmente il museo dedicato alla storia e alle tecniche del cinema. Con l’aiuto di un ascensore si può salire sino alla cima della cupola, dalla quale si ammira il panorama su tutta la città, oltre che le imponenti Alpi a ridosso della stessa. Il museo nacque con maria Adriana Prolo che nel 1941 con la raccolta di foto di scena e di pellicole, ma anche lanterne magiche e apparecchi di proiezione. Nel ’58 il museo fu instaurato presso Palazzo Chiablese, ma nel ’83 l’edificio fu chiuso per incompatibilità con le norme di sicurezza. Solo nel 2000 fu identificato un edificio adeguato all’esposizione del materiale accumulato: la Mole Antonelliana, che è anche il simbolo della città. Al suo interno è collocata una cineteca con oltre 7.000 film, 200 lanterne magiche, più di 125.000 fotografie, una raccolta immensa di volumi circa 20.000. Tutto l’allestimento fu progettato da François Confino, che utilizzò i 3000 metri quadri a sua disposizione progettando un percorso espositivo dislocato su 5 livelli. Le aree tematiche trattate sono tre: Archeologia del cinema, dove sono collocate le prime apparecchiature come la lanterna magica e il cinescopio, in successione è posta l’area del cinema formata da un percorso che illustra le sceneggiature fotogrammi e video produzioni, sino ad arrivare all’ultima aree: l’Aula del tempio, sita nel centro dell’edificio, nel quale è stata collocata una sala cinematografica, circondata da 10 nicchie dedicate alle varie tipologie di film, Horror, umoristico, fantascientifico ecc... Sulla cupola è invece collocata una scultura, opera di Mario Merz, che rappresenta la sequenza matematica di Fibonacci. |
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