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Il Museo è dedicato espressamente
alla cultura egizia, a questa realizzazione partecipò in oltre il grande
studioso di geroglifici Jean François Champollion. (colui che scrisse: "La
strada per Menfi e Tebe passa da Torino").
Il museo ha comunque nel complesso un numero vasto
di reperti, tanto da guadagnarsi il titolo di secondo museo al mondo di
egittologia dopo quello del Cairo. Gli albori della formazione del Museo si
hanno nel 1724, quando Vittorio Emanuele di Savoia fonda il Museo della
Regia Università di Torino, presso il palazzo dell'Università in via Po, ma
fu fondato solo nel 1824 da re Carlo
Felice a seguito dell'acquisizione della collezione di reperti egizi di
Bernardino Drovetti, la quale era composta da 5628 pezzi fra i quali
spiccano statue, papiri, mummie, bronzi, amuleti ecc... Si succedettero vari
direttori, ma uno fra tanti spicca per il suo apporto al museo: Ernesto
Schiaparelli, che organizzò scavi sul territorio egizio. Attualmente sono
esposti sono 6500 pezzi, ma nei magazzini sono in giacenza più di 26000
pezzi, che non sono esposti per un carattere puramente di conservazione,
mentre altri sono trattenuti per studi scientifici. Il palazzo che
originariamente era dei gesuiti, costruito da Guarino Guarini, fu adibito a
Museo nel 1832, e a tutt'oggi ne è la sede. Il 6 Ottobre 2004 il ministero
dei beni culturali concede la collezione in uso per trent'anni alla
fondazione "Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino" di cui fa
parte la regione, la provincia, la città, la Compagnia di San Paola e la
CRT, di cui il presidente in carica è Alain Elkaan. La fondazione ha sede
nel medesimo palazzo delle Scienze nel quale è posta la collezione del museo
egizio. Il gruppo che si occupa dell'assetto del Museo ruota attorno alla
figura del direttore nonché archeologa Eleni Vassilika, oltre che agli
archeologi Matilde Borla, Giovanni Bergamini, Elvira d'Amicone, Sara
Demichelis, Elisa Fiore Marocchetti, Marcella Trapani, Elisabetta Valtz.
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PERCORSO DIDATTICO
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