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Orto Botanico

 

Fondato nel 1729, ebbe notevole importanza per l'Ateneo Torinese e già negli anni '20 del secolo XIX esisteva l'attuale edificio con aranciera, serra calda e museo-erbario; nel 1830-40 fu allestito il "Boschetto", Arboreto con numerose specie esotiche.
Ulteriori ampliamenti degli edifici adibiti a laboratori ed aule ridussero gli spazi dedicati alle serre. Riaperto dal 1997 al pubblico, dopo ristrutturazione e riqualificazione scientifica di alcuni settori, mostra la flora locale, specie utili e curiosità esotiche.
Nel Boschetto è ricostruito un lembo del bosco tipico delle zone occidentali della Pianura Padana. Un piccolo settore riunisce specie citate nelle Sacre Scritture.

Oggi gli studi di laboratorio stanno dunque trasferendo all'Orto i risultati delle proprie indagini, restituendo in termini di modernità quanto un tempo avevano sottratto come spazi e risorse e modificando la filosofia con la quale vengono allestite e mantenute le collezioni vive, che sono impostate in modo il più possibile chiaro e rigoroso.
 
Nel 2006 è stato allestito un piccolo percorso per ipovedenti e non vedenti dotato di cartelli con disegni e testi colorati, in rilievo e con scritte anche in Braille, relativi a specie particolarmente note o di uso corrente (es. lavanda)
Sono attualmente in fase di realizzazione altri spazi dedicati a collezioni tematiche di particolare interesse ed attualità. Uno riguarda le specie citate nelle Sacre Scritture per le quali è stato possibile da parte degli studiosi individuare la denominazione scientifica corrispondente, ed un secondo dedicato alle specie da cui erano ricavati i principali pigmenti per tingere fibre animali e vegetali che tanto interesse hanno rivestito nell'economia delle popolazioni del passato. Questi due settori rappresentano l'inizio di una collezione etnobotanica che si spera di poter incrementare, pur con le limitazioni di spazio esistenti