MAPPA DELLA REGGIA

 

1. Vista della Reggia

2. Citroniera

3. Galleria Alfieriana

4. Rimessa delle carrozze

5. Cappella di S. Uberto

7. Torre Bel vedere

8. Padiglioni del Garove

9. Galleria di Diana

10. Appartamenti

11. Reggia di Diana

12. Corte d'onore

13. Parco Basso

14. CastelVecchio

15. Torre dell'orologio

17.  Scuderie

 
IL BORGO
MAPPA DEL BORGO

1. Il borgo

2. Negozi e botteghe

3. Galleria Alfieriana

CASTELLO DELLA MANDRIA

1. Parco

2. Appartamento Reale

3. Castello

4. Borgo


La Venaria Reale ha finalmente riaperto i suoi cancelli al pubblico con i suoi: giardini, la Reggia Barocca, il Parco de La Mandria e il Borgo Antico. Il complesso della Venaria è stato concepito non solo per rivivere gli sfarzi della corte Sabauda attraverso i racconti della guida turistica, ma per far sì che tale sfarzo sia contemporaneo, e questo è stato possibile concependo tutta la macchina dei restauri al fine di elaborare al suo interno eventi, spettacoli, mostre d'Arte e concerti; un nuovo inizio per quella che fu la Versaille dei Savoia. In totale il visitatore potrà ammirare più di 900.000 metri quadri di superficie della Reggia. Il complesso ha in oltre al suo interno inglobato il Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali, uno dei poli più importanti al Mondo.

L'inaugurazione della Veneria Reale fu nell'Estate del 2007, al termine degli imponenti restauri, con l'apertura dei Giardini, celebrata con l'esecuzione delle opere di Giuseppe Penone; mentre nell'Autunno dello stesso anno fu aperta al pubblico la magnifica Reggia, per tale evento fu inaugurata una mostra intitolata " Arti, guerre e magnificenza di una dinastia Europea. I Savoia fra '500 e '700" Per tale evento furono raccolti e reperiti dai musei di tutto il Mondo diversi pezzi: arazzi, dipinti, sculture, mobili e armi.

 

 

Nel 1659 iniziarono i lavori della reggia di Venaria sotto il controllo del Castellamonte, per volere del conte Carlo Emanuele II che aveva individuato in questi boschi, nelle vicinanze di Castelvecchio,  il luogo ideale per praticare la caccia proprio come si addiceva a un re. Oltre alla realizzazione dei vari corpi di fabbrica, si procedette alla costruzione di un muro di contenimento sotto il quale erano posti i giardini pensili e le fontane che traevano l'acqua dalla peschiera. Nel cortile d'onore fu costruita la fontana del Cervo, ma che ora non c'è più, così come la fontana dell'Ercole posta nei "Giardini a Teatro" collocati dietro alla reggia. Nei giardini era stato costruito un canale navigabile: l'"'Allea", alla fine di questo canale si giungeva a un laghetto nel quale era posto al centro il tempio della dea delle cacce: Diana. L'icona della dea la troviamo un po' ovunque nella reggia, difatti il nucleo centrale del complesso è il salone di Diana. Tutta la reggia è improntata su di un unico tema: La Caccia, che era lo svago prediletto dai signori, in quanto durante questi momenti non si pensava solo a stanare la preda, ma si parlava, si conversava, si prendevano accordi e alleanze, in fine quando si arrivava al momento culminante della battuta di caccia, i signori stavano solamente a guardare in quanto l'animale veniva prima ferito dai cani, solo inseguito alla morte per dissanguamento, se l'esemplare era un cervo maschio di bella stazza veniva ucciso dal signore o da un suo ospite con un colpo di spada. Oltre alla reggia è presente anche un borgo che inizia con un'esedra e si snoda su di un asse di 2 km, terminante in una piazza quadrovale, ai lati della quale dovevano sorgere due chiese, ma ne fu realizzata solo una quella dedicata a Santa Maria mentre quella si S. Eusebio non fu mai terminata e fu usata sin da subito come ricovero, e successivamente come ospedale. Al centro della piazza sono poste due colonne sulle quali sono poste due statue: l'Angelo Annunziante Gabriele e la Vergine dell'Annunciazione, queste due figure danno il nome alla piazza: Piazza dell'Annunziata. Il progetto di questo grande complesso architettonico piacque molto all'allora re  di Francia Luigi XIV (re Sole), che prese spunto per la costruzione della reggia Versailles.

Il complesso fu costruito in quattro tempi diversi, successivamente all'opera di Castellamonti, nel 1693  a seguito della decisione da parte del duca Amedeo II figlio di Carlo Emanuele II di sciogliere l'alleanza con il re di Francia, il quale decise di fargliela pagare, inviando le sue truppe nei territori Sabaudi, le quali arrecarono danni e saccheggi in tutta la regione e nemmeno il palazzo ne fu indenne, infatti furono arrecati gravi danni alla grandiosa opera, questo portò alla realizzazione di un nuovo complesso di lavori che iniziarono nel 1699 e terminarono nel 1713 sotto le direttive del Garove, che progetto due padiglioni alla francese e al centro delle due torri, del precedente progetto,  costruì una galleria. Nel 1714 fu lo Juvarra a prendere in mano le redini del cantiere costruendo al chiesa di S. Uberto con cupola a lanternino, anche se questo particolare è molto scherzoso dato che la cupola a lanternino non è stata fabbricata, ma comunque all'interno della chiesa si può mirare, alzando lo sguardo, la cupola a lanternino. Filippo Juvarra collocò a sud est le zone di servizio per la caccia, sopraelevò la galleria di Diana e vi aprì grandi finestre ai lati, mentre quelle precedenti, poste in alto verso il soffitto, furono racchiuse in una cornice creando un gioco di luci che inizia non appena il sole  sorgere, sino a quando la stessa fonte di luce non si spegne al calare delle tenebre.  Dopo la morte dello Juvarra subentrò l'Alfieri che proseguì i lavori, si agganciò al torrione e costruendo la torre "Bel Vedere", oltre alla successiva realizzazione di due maniche per le scuderie.   Fra il 1754 e il 1755 fu costruita la galleria che collega la chiesa con la Citroniera, mentre nel 1757 fu costruita la rimessa per le carrozze. I lavori terminarono nel 1798, anno in cui Napoleone irruppe in Italia.

Ma questa reggia racchiude anche un grande amore, quello fra Vittorio Emanuele e la bella Rosa Vercellana. Questo amore era nascosto, in quanto il re era già sposato, e quindi i loro incontri amorosi avvenivano presso il borgo della Mandria (fu chiamato così in quanto in tempi precedenti alla realizzazione del borgo qui vi erano gli allevamenti di cavalli purosangue) collocato oltre i giardini della reggia. A seguito della morte della moglie, il re prenderà in sposa Vercellana e la farà contessa.

Dopo anni di abbandono e al superamento delle razzie e atti di distruzione avvenute durante la guerra agli inizi del '900, i restauri stanno portando alla luce lo splendore della residenza, questo cantiere è identificato come uno fra i più grandi in tutta Europa. Sono stati restaurati marmi, stucchi, infissi solai, finestre; oltre alla realizzazione di una rete fognaria e di riscaldamento a terra. La reggia è a tutt'oggi visitabile tramite un percorso guidato effettuato da un gruppo di volontari. Sono state destinate le scuderie a sede del Centro Conservazioni e Restauro, oltre  a una scuola professionale di restauro, collegate fra loro dalla cavallerizza sede nella quale sono stati impiantati i laboratori. Anche il parco è stato rivalutato, cercando di ricreare i boschetti e prati che ruotavano attorno all'Allea, divenendo così un centro ricreativo e di manifestazioni floreali, spettacoli e musica. Il restauro del Borgo del castello della Mandria sarà ideato per farvi sorgere un albergo, un centro per esposizioni temporanee, una biblioteca, una sala per conferenze, ristoranti, un mercato ed in fine un museo. La cascina Rubbianetta collocata a Ovest del Borgo castello oggi è sede del Centro del cavallo, dove si svolgono attività didattiche, teoriche e pratiche, dove si potrà anche assistere a manifestazioni equine, con annessa una foresteria che può ospitare 30 persone.

LINK:
www.lavenariareale.it

Numero Verde 800.329.329


Prenotazione ingressi:
prenotazioni@lavenariareale.it

Tel. 011/ 499.23.33

 

 

 

   
 
   

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