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Teatro Regio

 

 

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Il teatro regio fu commissionato da Carlo Emanuele III allo Juvarra, in quanto si voleva trasformare Torino in una capitale che potesse essere presa a modello anche nelle corti Europee. L'incarico passò successivamente all'Alfieri. Il teatro fu inaugurato il 26 Dicembre 1740. Uno dei tanti spettatori sarà Napoleone e il nome del teatro cambierà nuovamente: Teatre Impèrial. Napoleone in oltre ordinò che il teatro fosse aperto solo quando c'era lui in alternativa doveva restare chiuso. Fra le maggiori interpreti del teatro dell'800 troviamo la spagnola Isabella Colbran, che sarà una stella teatro torinese. Con la decadenza della potenza napoleonica, a Torino tornarono i Savoia, e il teatro ebbe una ventata di freschezza neoclassica, grazie a Carlo Alberto, che affida queste migliorie all'architetto Ernesto Melano e al pittore Pelagio Palagi. Nel 1870 il teatro divenne di proprietà comunale, e sul finire dell'800 il teatro vedrà in se grandi autori come Toscanini e Puccini. Durante il periodo bellico il teatro fu chiuso, e nella notte del 8 Febbraio 1836 fu distrutto da un incendio. Ci vollero più di quarant'anni per far sì che le note risuonassero fra quelle mura silenziose e vuote. Il teatro è formato da 8 piani di cui 4 sotterranei che raggiungono una profondità di 12,5 m, mentre dal suolo si erge per 32 m, in oltre il teatro è sempre rinnovato tecnologicamente per far fronte all'aumento della produzione teatrale, e questo lo pone ai vertici internazioni del monto del palcoscenico.  La sala ha una forma ellissoidale contenente 1394 poltrone ed è illuminata da un lampadario formato da 1762 steli in cristallo che danno l'impressione di passare sotto a una stalattite di ghiaccio. Il teatro dopo il suo incendio agli inizi del '900, ricominciò la sua attività nel '70, e all'inaugurazione fu mandata in scena "I Vespri siciliani" di Giuseppe Verdi, per la regia di Maria Callas e Giuseppe di Stefano.