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STORIA CITTA' DI BARI

 


La città di Bari trae le sue origini origine nell’età del bronzo, la quale prima della venuta dei greci era organizzata in famiglie nucleo, raggruppate intorno ad una rocca, nella quale vi si rifugiavano in caso di pericolo. I romani conquistarono Bari dopo il IV sec. , alla quale concessero la possibilità di promulgare proprie leggi e istituzioni, nonché anche la possibilità di coniare monete di bronzo, questo lasciava alla popolazione una certa autonomia anche se sempre monitorati dal controllo straniero. La città di Bari venne a crearsi lungo la strada principale: la via Traiana, una delle più importanti vie per i commerci e le vie di comunicazione dell’impero. I ceti che si vennero a costituire furono quello dei senatori e dei magistrati, che occupavano la classe più elevata, per poi passare ai nobili ed in fine al popolo. La dominazione bizantina fu tra il 535-553 d.C.  per poi essere spodestati dai Longobardi nel 730 d.C. e a seguire dagli Arabi tra l’842-871 d.C. sotto il dominio di questi ultimi i baresi appresero l’arte del commercio con l’oriente, impararono i cambi di moneta e assimilarono molta della cultura araba. Nel 871 la città tornò sotto il dominio dei bizantini, l'imperatore inviò nella città un Catapano per averne un maggiore controllo. Nel 1002 i saraceni tentarono di riconquistarla, ma furono allontanati dalla flotta veneziana.

Il territorio conobbe molti signori e sovrani, nel 1071 arrivarono i Normanni, i quali fecero di Bari la città porta dell’Oriente, da dove salpavano le navi dirette verso il medioriente e le crociate. Il 9 Maggio del 1087 arrivarono in città le ossa di S. Nicola, vescovo di Mira, trafugate dai marinai durante una spedizione in oriente. Il malgoverno Normanno provocò un’insurrezione popolare , che causò la devastazione del castello, il re di risposta fece radere al suolo tutta la città. Successivamente al potere si sostituirono ai Normanni gli Svevi, che attuarono la ripresa economica della città. Dopo questo periodo di positività se ne aprì uno negativo con la caduta degli Svevi e l’arrivo degli Angioini, Aragonesi e Spagnoli. Nel 1464 il re Ferdinando I come riconoscenza ai milanesi per averlo aiutato alla sua ascesa al trono, donò il ducato di Bari agli Sforza, per poi essere ceduto nel 1499 a Isabella d’Aragona che lo detenne sino al 1524, in questi anni la reggente abbellì la città e riordinò l’organizzazione dell’amministrazione municipale, diede impulso alla vita artistica e culturale, oltre all’introduzione della stampa. Dopo la morte di Bona Sforza Bari tornò a far parte del Regno di Napoli, passando poi nel 1503 sotto gli spagnoli. Da questo momento per il mezzogiorno si prospettarono solo tempi duri e infelici a causa dell’ondata di violenze che si scatenarono con questa reggenza, ma non solo: stupri, prepotenze,rapine e tasse durissime. Per non bastare nel ‘600 avvenne anche l’epidemia della peste. Nel 1734 Carlo Borbone III diede un alitata di freschezza al regno, tanto da valersi la nomina di re illuminato. Durante la prima guerra mondiale furono ingenti i danni che la città dovette subire a causa dei suoi nodi ferroviari e marittimi, che smistavano tutte le rotte del mezzogiorno. Furono molte le incursioni aeree e la popolazione dovette muoversi al buio e schermare le finestre delle case e le vetrate delle fabbriche, per non favorire meglio il bersaglio al nemico. Durante l’epoca fascista fu costruito il lungo mare monumentale e la fiera del Lavante. Tuttavia l’epoca fascista non fu un periodo florido, in quanto le finanze erano disastrose a causa degli sforzi dovuti per la guerra. Per cercare quindi di rimediare in parte a tale situazione si fece una colletta fra la popolazione a favore della patria, dove la gente donava oggetti preziosi e non a favore della causa bellica. Poco dopo l’entrata in guerra nel 1940 furono colpite nuovamente i punti strategici e comunicativi della città oltre che la raffineria di carburanti, questa fu l’ennesima parentesi di morte che si aprì per la città,  la popolazione fu messa in ginocchio anche per la scarsità dei viveri che venivano distribuiti. Dopo la caduta del fascismo nel 1943 Bari poté veder finito uno dei suoi capitoli più drammatici.

Nel corso del XX sec. la città crebbe senza controllo e in modo disomogeneo. La città è una fra quelle del sud con migliori infrastrutture e collegamenti terrestri e marittimi. Il sistema ferroviario vede nella stazione entrale di Bari un grosso centro di interscambio di arrivi e partenze, la stessa funzione spetta anche al porto, considerato come il più grande dell’Adriatico. Il centro economico e politico della città è rappresentato dalla piazza del Mercantile, l’antico centro degli affari dei nobili, ove accanto sorge la colonna della Giustizia (detta anche dell’Infame) la quale un tempo era usata come gogna per i debitori insolventi, su di essa campeggia un leone di pietra. La città si divide fra Bari Vecchia, circondata dal mare e dalle mura difensive del borgo medioevale, e la parte nuova costruita agli inizi dell'800.