La Puglia resta
ancora al giorno d’oggi una regione di emigranti, in cerca di una migliore
sistemazione. I grandi centri urbani hanno comunque visto uno spostamento
della popolazione verso i comuni non capoluogo di provincia, cercando quindi di
allontanarsi dal caos della vita frenetica di città. Il tasso di
disoccupazione è attorno al 17%, ma è un dato relativo, visto che molti
sono i lavoratori in nero. L’agricoltura occupa da sola l’11,5% della
popolazione attiva, questo settore ha comunque aumentato le rese anche
senza una forte meccanizzazione delle strutture di coltivazione, e con la
mancanze di veri centri agricoli in grado di controllare veste aree
produttive. Il prodotto agricolo che maggiormente si coltiva sono ortaggi
e frutta, questi fanno della Puglia la seconda regione per l’export dopo
l’Emilia Romagna, a questo si deve aggiungere la produzione di olio, che
da sola fornisce quasi il fabbisogno di tutta la penisola.
L’allevamento è
poco sviluppato e i capi che comunque sono maggiormente presenti sono gli
ovini, e solo negli ultimi anni si sta aumentando l’allevamento dei
bovini. Per quanto riguarda la pesca la zona più produttiva è Taranto, ove
si allevano in oltre molluschi e cozze in tali quantità da essere il
maggior esportatore al mondo.
L’industria
agroalimentare è discreta e si è specializzata verso i prodotti che
riguardano la propria terra come l’imbottigliamento del Vino del Salento,
la pasta in terra di Bari; e anche in questo settore sono maggiori le
piccole e medie imprese che hanno la maggior fetta di mercato.
Anche il settore
industriale si è specializzato nella produzione del made in Italy da
esportare in tutto il modo, come l’abbigliamento, cravatte, abiti da
sposa, scarpe e salotti. Nel su complesso il settore secondario è
maggiormente potenziato nel triangolo rappresentato dalla zona fra Bari-
Brindisi e Taranto, dove sono presenti raffinerie petrolifere, industrie
plastiche, tessili, conserviere, del tabacco e olio; nonché la più grande
acciaieria d'Europa: l'Ilva, la quale assorbe nel suo organico circa
13.000 dipendenti, le sue dimensioni fanno sì che si possa parlare di una
vera e propria città dentro la città stessa di Taranto: il processo
produttivo ha inizio e fine sempre nello stesso stabilimento ove per gli
spostamenti fra gli stabilimenti si è dovuta costruire una ferrovia lunga
quasi 200 km e una strada asfaltata di 50 km sulla quale circolano 3.000
mezzi. Tali attività
portando la Puglia al primo posto fra le regioni industrializzate del
mezzogiorno.
Nel settore
terziario si registra un peso enorme della pubblica amministrazione,
mentre il turismo ancora non è totalmente a pieno regime, tuttavia sono
in incremento le attività legate agli agriturismo e alla enograstronomia,
tutti esercizi che mettono il cliente a stretto contatto con la natura del
posto e soprattutto gli fanno conoscere i prodotti tipici della terra di
Puglia.
Il centro
finanziario della regione è inglobato nella città di Bari, dove si
concentrano le attività legate alle assicurazioni e al credito.
Per quanto
riguarda i trasporti si sta cercando di incrementare sempre di più quello
marittimo, e molto è stato fatto soprattutto per il porto di Taranto, i
quale è stato ampliamente potenziato. Importante è anche il porto di
Bari, dal quale attraccano e salpano di continuo le navi per le crociere
del Mediterraneo, le quali da sole attirano nella Puglia un gran numero di
turisti: inglesi, francesi e americani. Molto si sta facendo anche per
quello aereo, visti gli ingenti investimenti puntati sull'aeroporto Karol
Wojtyla, il quale ha registrato un'impennata delle affluenze di
passeggeri, grazie anche all'aperture di rotte come Londra, Monaco,
Parigi, Colonia e Stoccolma. Anche l'aeroporto di Brindisi fa la sua
parte, cercando di guadagnarsi fette di mercato.
Da non
dimenticare è anche l'artigianato, di fatti qui si trovano i maestri della
carta pesta, del ferro battuto, della ceramica, oltre agli intagliatori
della pietra leccese; quest'ultima insieme alla carta pesta sono arti che
iniziarono a formarsi nel '600, tanto che ora sono conosciute in tutto il
mondo.
La regione nel
settore energetico sta sempre più valorizzando le strutture ad alta
rinnovabilità, come l’energia eolica, di cui alcuni impianti sono presenti
nel Gargano e nella zona di Surbo. Si sta ideando in oltre altri complesso
per il sistema energetico fotovoltaico, da installare nella zona dismessa
di Montecatini. A brindisi invece si trova il rigassificatore, utilizzato
per lo scarico di gas liquido dalle navi cisterne che qui approdano.