Il simbolo che
più è comparato alla Puglia è il trullo, una costruzione caratteristica
che solitamente si edificava nelle campagne, immerso nel paesaggio
ondulato, con gli ulivi, le viti e gli alberi da frutto a fare da contorno
alla caratteristica cartolina. Queste casette di pietra hanno una pianta
circolare, spesso sono più strutture messe in collegamento fra di loro
aventi un soffitto a cono, ove sulla sommità veniva posta una pietra,
detta anche “cippo”, tutte rivestite da intonaci bianchi. Queste case
furono le abitazioni dei poveri, dove all’interno ci abitavano intere
famiglie, a avvolte anche gli animali domestici. Tuttavia oggi sono
costruzioni protette dall’UNESCO come beni dell’umanità, un esempio
lampante è la città di Alberobello. Le origini dei trulli sono da desumere
al conte Girolamo che nel 1635, per non pagare le tasse sulla costruzione
in muratura, si inventò questa struttura, che tanto piacque anche alla
popolazione che ne fecero la propria abitazione, come ne è dimostrazione
Alberobello ( a pochi km da Martina Franca) ove sono presenti circa 1000
trulli, tra i quali spicca il più grande detto “Trusso Sovrano”(XVIII
sec), e la chiesa dedicata a S. Antonio (1926), rigorosamente inserita in
una struttura a trullo. Sempre nella cittadina di Alberobello sono
presenti le costruzioni del Duomo in stile romanico normanno del XIII
sec., il castello Tramontano e la chiesa del Purgatorio del 1770. la città
fu fondata nel XV sec. espandendosi successivamente nel ‘600 sotto il
barone Giangirolamo Acquaviva. La famiglia tenne il potere sino al XVIII
quando Ferdinando I borbone non ne pose fine.