Il capoluogo della
regione Calabria è Catanzaro, mentre le altre province della regione sono: Cosenza, Crotone, Reggio
Calabria e Vibo Valentia.
Il territorio della
regione è diviso a metà dalla catena montuosa degli Appennini, che crea
alcune difficoltà con le comunicazioni da un versante all'altro della stessa
regione, la quale è bagnata a sud dallo Ionio e a nord dal Tirreno, in
totale la costa ha un perimetro di circa 780 Km. Il confine naturale con la
regione
Basilicata è dato dal rilievo montuoso del Pollino, oltre che dal
corso del fiume Noce. Da sempre i confini naturali separano la Calabria dalla
Sicilia con un breve tratto di mare: denominato stretto di Messina. La regione presenta
una conformazione orografica tale da avvicinare molto la costa Tirenica con
quella Ionica, difatti nel punto più vicino calcolato fra il Golfo di Sant'Elena
e Squillace, corre solo una striscia di terra di circa 30 Km.
Fanno parte sempre della
regione Calabria anche le due isole al largo della costa che si affaccia sul
Mar Tirreno: Isola di Dino e l’Isola di Cirella.
Il territorio è per il
91% montuoso, la restante parte sono luoghi pianeggianti, come la Piana di
Sibari, quella di Sant'Eufemia e di Gioa Tauro. La Catena costiera (il monte
più alto è il Cocuzzo 1541 m.) diparte dalla dorsale Montea (quest'ultima
presenta vette che toccano quasi i 2000 metri come il M. Cozzo Pellegrino
1987 m. e la Mula con i suoi 1935 m.). All'interno della catena costiera si
trova l'Alto Piano della Sila che si estende per circa 2500 Km quadrati, il
territorio è rivestito da boschi composti da faggi e pini, la Sila è in
oltre diviso fra Sila Greca a Nord, Sila Grande al centro e Sila Piccola a
Sud.
Le coste Calabresi sono
una moltitudine si ambienti naturali, infatti esse comprendono litoranei
sabbiosi, ma anche rocciosi, questi ultimi sono soprattutto composti da
scogli granitici, i quali sono presenti solamente in Sardegna. Oltre a
questa conformazione rocciosa, ce ne sono molte altre, risalenti a diverse
ere geologiche.
Il territorio Calabrese
è ad alto rischio sismico, i più devastanti si ebbero nel XVIII sec. e
all'inizio del '900, la zona maggiormente a rischio è quella dell'Aspromonte
dove le rilevazioni dei sismografi registrarono l'evento maggiormente
distruttivo toccare il decimo grado della scala Mercalli.
La regione Calabria ha
anche un altro primato, quello di essere una regione con un terreno molto
franoso, a causa sia dell'erosione di quest'ultimo da parte degli agenti
atmosferici, nonché dallo sfruttamento troppo incisivo dei boschi. Tale
fenomeno si registra soprattutto lungo la fascia costiera, dove la
conformazione geologica presenta diversi tipi di strati rocciosi diversi fra
loro. Di conseguenza nel tempo sono stati molti i centri abitati che nel
corso del tempo hanno subito in modo più o meno grave, l'azione degli
smottamenti, che in alcuni casi più devastanti hanno visto ricostruire
dall'inizio l'intero paese. Questo evento catastrofico è anticipato
soprattutto dallo straripamento dei fiumi e torrenti. In quest'ultimo caso
la più devastate la si ricorda nel 1951 nella piana di Rosarno e nella valle
di Mesina, e successivamente nel 1953 dove fu coinvolto un raggio maggiore
di territorio: Aspromonte, piana di Locri, Serre Orientali, Marchesato
ecc...
I fiumi sono pressoché a
carattere torrentizio o a fiumare, tipico della vicina regione Sicilia; a
causa dello spartiacque della catena montuosa che attraversa da nord a sud
la regione, vede confluire verso lo Ionio i fiumi Mucone, Neto, Crati, Trionto,
Tacina, Caroce e Alli; mentre sfociano nel Tirreno i fiumi: Lao, Lamato e
Savuto. Il fiume Noce è invece il confine naturale fra la regione Calabria e
la Basilicata. Per quanto riguarda i laghi, la regione ne è quasi
sprovvista, se non si considera quello dei Due Uomini alle falde del M.
Caloria, tuttavia sono invece molti i bacini artificiali, quasi tutti
sull’alto piano della Sila. Questi bacini furono ideati per la necessità di
energia elettrica, e solo in minima parte sono utilizzati per l’irrigazione
dei campi.
La vegetazione la si può
differenziare per fasce in senso verticale, a seconda dell’altitudine
raggiunta. Sino ai 600 metri domina la macchia mediterranea, composta da
olivi e lecci, fino a 1300 metri si trovano boschi di castagni e querce,
frazionati dalla presenza del pino laricio (soprattutto nel territorio della
Sila) che fa la sua comparsa attorno agli 800 metri per poi lasciare spazio
ai faggi (caratteristici delle pendici del Pollino). Oltre i 1000 metri
dominano....(clicca qui per leggere l'intera sezione)
I primi insediamenti
umani nella regione, risalgono Paleolitico, questa affermazione è anche
testimoniata dalla scoperta di graffiti nella grotta a Papasidero, nella
quale è raffigurato un toro risalente a 12.000 anni fa....(clicca qui per leggere l'intera sezione)
Il clima è diverso a
seconda della sezione della regione che si sta guardando, infatti sulla Sila
il termometro può avere anche delle differenti escursioni termiche fra il
giorno e la notte....(clicca qui per leggere l'intera sezione)
Il settore agricolo
predilige la coltivazione lungo le coste di agrumi, olivi e vite, ed ha
ancora una elevata percentuale di popolazione attiva che vi gravita
attorno....(clicca qui per leggere l'intera sezione)