La
città di Modena è fra i primi
centri industriali (alimentali, costruzioni meccaniche, automobilistiche e
chimiche) nonché centro culturale, grazie alla presenza di università
fondate nei secoli passati. Quasi il 50% del territorio è pianeggiante, la
quota restate è suddiviso per il 17% da colline e per la maggior parte dai
monti dell'Appennino. Da ricordare in oltre che Piazza Grande, assieme al celebre Duomo Romanico e alla torre della Ghirlandina, nel 1997 sono stati riconosciuti Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
Il territorio è attraversato da due corsi d'acqua principali che vanno a gettarsi nelle acque del Po: Il Secchia che ha come affluenti il Dolo, il Dragone e il Rossenna; mentre il secondo fiume per importanza è il Panaro che ha come affluenti: Scoltenna, Leo e il Tiepido. I rilievi Appenninici hanno vette che superano anche i 2000 metri: Monte Cimone (2165 m.), Monte Giovo ( 1991 m.), Monte Albano (1694 m.), Monte Cervarola (1623 m.) e Monte Cantiere (1617 m.).
PERCORSI ESCURSIONISTICI DELLA PROVINCIA DI MODENA
Nella provincia di Modena è presente un tratto della via Romea che nel Medioevo collegava Nonatola a Fanano, ma che successivamente andò perduta, oggi è un tracciato da poter effettuare in mountainbike o trakking.
A questa antica strada segnaliamo anche il sentiero Matilde, che dalla provincia di Reggio Emilia si collega con l'Appennino Modenese attraverso il Passo delle Radici. Il sentiero è ben delineato ed è anche percorribile in mountainbike. La strda inizia da Quara nel Reggiano e continua successivamente arrivando a Romanoro, Rovolo, Frassinoro (qui si trova il monastero Benedettino del XI sec.), sino ad arrivare a Fontanaluccia. Il tratto successivo è quello più impegnativo che conduce sino a monte Roncadello dove si trova il Parco del Frignano. Si ci lascia alle spalle Piandelagotti per raggiungere il Passo delle Radici e proseguire verso San Pellegrino in Alpe per andare oltre i confini del Modese e attraversare il confine Toscano e continuare il percorso nella provincia di Lucca....(clicca qui per leggere l'intera sezione)
La zona del modenese fu un centro di insediamento umano nel Paleolitico (10.000 anni fa), questo è stato
possibile identificarlo grazie ai ritrovamenti con i quali si sono potuti
studiare le abitudini di questa prima popolazione. Di quest'epoca si è ritrovata una
antica scultura nella zona di Savignano sul Panaro, la
Venere risale a 35.000 anni fa. Nel Neolitico la zona del modenese venne abitata dai liguri,
i quali costruirono i primi insediamenti permanenti, grazie all'agricoltura
e all'allevamento di bestiame....(clicca qui per leggere l'intera sezione)
Modena fu la
capitale della musica (nel Medioevo come nel '600) e oggi della cultura,
grazie al festival-Filosofia, questa manifestazione da l'opportunità di
poter conoscere i grandi maestri nell'atto di sciorinare il loro sapere e le
loro opere direttamente in piazza....(clicca qui per leggere l'intera sezione)
L'abbazia di Nonantola è il monumento romanico che miglio regge il
confronto con il Duomo di Modena. Fu fondata nel 742 dall'abate Anselmo e
dedicata a S. Silvestro, e fu più volte danneggiata a causa di incendi e
saccheggiata da predoni, ma sempre ricostruita dopo ogni disgrazia....(clicca qui per leggere l'intera sezione)
L'economia ha un'agricoltura
fiorente con una specializzazione nelle tecniche produttive e
polifunzionali soprattutto per la coltivazione di cereali, primizie e
foraggio. In oltre è presente la coltivazione di alberi da frutta, fra cui
spicca la produzione pregiata di pere, oltre alle ciliege, susine, pesce,
albicocche e mele....(clicca qui per leggere l'intera sezione)