02 AGOSTO
La nostra meta di quest’anno è stata nel Salento,
direzione S. Isidoro, sulla costa Ionica, frazione del comune di Nardò (LE).
L’organizzazione della partenza diciamo che non è stata ottimale, ma
possiamo anche accontentarci, diciamo che avevamo pianificato il viaggio tre
mesi prima della partenza, e per lo meno tutte le valigie e accessori vari
sono stati caricati, un po’ compressati ma siamo riusciti a portare dietro i
bagagli per 9 persone, tre delle quali (donne) hanno scelto di piantare la
tenda al
camping a due stelle del luogo, quindi solo la loro macchina (mini couper)
era stipata, e il posto per la terza ragazza l’abbiamo dovuto trovare
successivamente, eravamo quasi tentati di legarla al porta pacchi della
Renoult Clio, ma siccome era già occupato dall’uovo che conteneva le valige
per altri quattro ragazzi, abbiamo deciso di caricarla sulla nostra Rover 25
insieme alle sue valige e quelle supplementari degli altri che siamo
riusciti a imbucare in ogni spazio vuoto.
Finalmente si parte, ore 22,30 della notte…..il viaggio
scorrevole, anche se non nascondo che partire di notte è sempre meglio che
di giorno per via della calura diurna, ma poi subentra il fattore Y, ovvero
l’abbiocco delle ore 2.00 del mattino, che per il guidatore può essere
letale. Così procediamo con il primo cambio
per le due ragazze sulla Mini. All’altezza di Pescara facciamo la sosta
carburante e il cambio di pilota per la Rover, dopo aver rifocillato tutti i
componenti con piadine e frittata di patate, cucinate appositamente nel
pomeriggio. Si riparte dopo circa un'oretta e grazie ai Walk Toky ci tenevamo compagnia
parlando contemporaneamente in tutte e tre
le auto, tra cavolate varie il tempo passa più velocemente, ed ecco che
arrivano le ore 6.00 del mattino e all’altezza di Bari ci fermiamo per
l’ultimo pit stop, per chi doveva andare in bagno e fare colazione, niente
rabbocco di carburante, dato che il
serbatoio non era nemmeno a metà (per tutti), premetto che la truppa ha
scelto macchine a combustibile Diesel.
Tutti in macchina e via per l’ultimo tratto in discesa,
forse anche il più duro, ma non per il fatto di curve o strade non
asfaltate, ma per il fatto che il tavoliere delle puglie si presenta ai
viaggiatori come una pianura piatta e brulla, interrotta solo dalla
vegetazione e dagli alberi di ulivo, e la sensazione del guidatore è quella
di essere fermi nello stesso punto. Usciamo dall'autostrada a Bari sud e
percorriamo la tangenziale, che collega direttamente le principali città
della Puglia: Bari-Brindisi e Lecce. Questo tratto è scorrevole, e qua e là
erano presenti corpi di polizia, per la verità solo due. La truppa era un
po’ giù di tono, perché i cartelli stradali indicavano la distanza
perentoria dalla città successiva, ma mai quella di destinazione. Finalmente
un barlume…direzione Gallipoli…ecco finalmente la nostra uscita. Da questo
momento contavamo solo i minuti che ci separavano dal mare…Una volta varcata
la soglia del comune di Nardò incominciammo a orientarci per trovare la
strada corretta: seguimmo il perimetro dello stadio, percorremmo tutta la
strada seguendo le indicazioni per il centro, e finalmente il cartello S.
Isidoro!!! Con un Urlo liberatorio attraverso i Walk Toky ci
dirigemmo verso il nostro soggiorno tanto sognato.
03 AGOSTO
Dopo un lungo viaggio durato ben 11 h, ci dividiamo per
andare ognuno ai propri alloggi da tempo prenotati.
Nel pomeriggio non poteva non mancare un tuffo nelle
acque del mare, per rigenerare i muscoli dal torpore della guida.
Naturalmente alla sera non ci siamo mossi, direi che Morfeo aveva già
portato con se molti dei nostri compagni viaggiatori, anche se alcuni,
quelli che durante il viaggio hanno solo dormito, erano arzilli e carichi
come delle molle, ma hanno dovuto desistere…
04 AGOSTO
Il girono successivo decidemmo di fare tappa lungo
le coste sabbiose di Porto Cesareo, a 15 minuti dal nostro campo base,
caricammo nelle rispettive
macchine il necessario per affrontare un meriggio di caldo sole, spaparanzati
sulla spiaggia denominata “Le Dune”, e si capisce subito da cosa deriva il
nome, dalle sinuose collinette di sabbia, che si frappongono fra il mare
cristallino e la strada. Naturalmente la restante parte del gruppo, le
donne, dovevano ancora finirsi di preparare, e guidandole scrupolosamente
con il cellulare, indicando anche i singoli sassi lungo il percorso per dare
loro la possibilità di orientarsi meglio, sono giunte con un'oretta di
ritardo. Un tocco fondamentale al divertimento in mare sono
sicuramente i pedalò con lo scivolo, infatti non abbiamo resistito e ci
siamo fiondati a noleggiarne uno al costo di 10 € per soli 30 minuti, "e poi
dicono che non c’è inflazione, mi ricordo che prima prima dell'euro costano 10.000
mila lire"…Vabbhè… il sole ora mai aveva varcato la soglia dello Zenit e di
conseguenza non si poteva restare come scogli al sole, e le ragazze molto
furbescamente se la sono iallata prima, anche perché dovevano andare a fare
spese, mentre noi maschietti siamo rimasti per un’altra oretta …anche una
parte del nostro gruppetto doveva andare a fare spese, e il caso vuole che
alle 14.00 i negozi chiudano per la pausa pomeridiana...quindi compere
ritardate.
Il sonno direi che in questa vacanza sia il sovrano
principale, non si ha mai dormito abbastanza, e difatti è praticamente
irresistibile il chiudersi della palpebra non appena si tocca una sdraia o
un lettino, con la dolce brezza che spira dal mare, ci si ritrova
addormentati in un batter di ciglio.
Tra una chiacchiera e l’altra arrivano le 17.00 e
visitare un’altra spiaggia è in pensabile, di conseguenza quale meta
migliore del “Frescone”, una delle tante spiagge locali di S. Isidoro. Ed
eccoci dunque arrivati alla sera, tutti pronti per una cena a base di
Gelato, servito in mega coppe traboccanti di frutta, comodamente servita
nella gelateria di Porto Cesareo, accanto alla statua intitolata a Manuela Arcuri
in simbolo di prosperità,
che detto fra noi non ci assomiglia per nulla. Siccome la vita mondana
serale del luogo è sempre molto accesa, non poteva non mancare il tour nei
negozi del centro del paese che chiudono a tarda sera. La lunga camminata, oltre a farci aver digerito il
gelato, ad alcuni ha anche svuotato il portafoglio, perché è difficile non
resistere al richiamo delle vetrine…e con le borse degli acquisti ci
dirigemmo finalmente a casa, per far riposare i piedi…assonnati, sazi e
contenti.
05 AGOSTO
Il giorno successivo abbiamo fatto meta a Porto
Selvaggio, un parco Naturale protetto, ove la pineta la fa da padrona, la
quale segue tutto il versante della scogliera, sino a giungere nelle acque
cristalline. Qui è conosciuto soprattutto il fenomeno delle
sorgenti di acqua fredda, che dal sotto suolo emergono incontrandosi con
quelle marine. La partenza naturalmente era sentenziata per le ore 10.00, ma
naturalmente è difficile poter compattare il gruppo e sperare che tutti
siano puntuali, così alla fine salimmo in macchina solo un’ora
dopo…prendiamo la litoranea e seguimmo la costa in direzione S. Maria al
Bagno. Arrivati sul luogo, si ci rende subito conto di essere arrivati a
destinazione, non per via di cartelli o insegne, che non ce ne sono, ma per
via del flusso di gente che qui transita e parcheggia la macchina lungo il
bordo della strada in un lungo serpentone infinito, naturalmente al sole, di conseguenza meglio lasciare la
propria vettura in un parcheggio a pagamento e all’ombra degli ulivi.
Caricati come muli ci dirigemmo lungo la discesa che conduce alla spiaggia
di sassi, e seguiamo i sentieri tracciati dai passi delle migliaia di
turisti che qui si riversano ogni anno, per ammirare le bellezze naturali
del posto. Dopo ben 10 minuti di discesa giungiemmo alla spiaggia, che
naturalmente era già tutta stipata, nemmeno un fazzoletto era rimasto
libero, con gli ombrelloni impalati fra torrette di sassi, dato che la
sabbia non è menzionata in questo tratto di costa. Proseguimmo lungo gli
anfratti fra gli scogli, e ci appollaiammo come condor su di uno spunzone
piatto, e stendiamo tutta la nostra mercanzia. Le acque verdi e blu donano
alla piccola baia un senso di pace e armonia, una tavolozza multicolore,
contornata dal verde accesso delle chiome degli alberi. Il sole ora mai alto
nel cielo non da tregua, nemmeno con gli ombrelloni…appoggiati a terra
perché ancora il trapano non era menzionato nel nostro set da viaggio, per
poter fare un buco nella scogliera. Con
votazione unanime prendemmo i viveri e le stuoie e ci dirigemmo in pineta,
dove il canto delle cicale fa compagnia al viaggiatore in cerca di riposo
e ristoro. Sulla baia domina dall’alto la torre di avvistamento di
Porto Selvaggio, alla quale si accede mediante una breve camminata, lungo il
versante destro della scogliera, da qui il panorama è senza fine, il mare
sembra infinito, e Gallipoli si mostra con le sue protuberanze tese verso le
acque dello Ionio. Il tempo sembra fermarsi, e si torna indietro con la
mente, quando da questa altura i guardiani scrutavano l’orizzonte in attesa
della vista di pirati.
06 AGOSTO
Il sole sorse in fretta sul nuovo giorno e gli occhi assonnati si dischiusero
a fatica. La
meta del giorno era sicuramente la spiaggia vicina, in quanto nessuno voleva
stancarsi troppo, in vista della serata che ci attendeva. Ci caricammo con
il solito ombrellone e gli armamenti da bagnante e ci dirigemmo con passo
lento verso il “Frescone”, scegliendo questa volta una fra le conche con
acqua bassa, adatta per il bagno dei bambini. Arrivò presto mezzogiorno, e
prima che il sole ci cocesse le teste, ci ritirammo verso casa. Il sonno
concilia gli animi, e il calore assiepa il corpo, questo mix di sensazioni
ci rende immuni di fronte al sonno che ci colpì nella siesta pomeridiana. Le
16.00 arrivarono in fretta, e il gruppo da questo momento si divide fra chi
vuole andare a fare la spesa, chi non vuole uscire di casa per non sciuparsi
la pelle, e chi invece vuole diventare nero come il carbone in spiaggia. La
sera ormai inoltrata preannuncia le ore di divertimento che ci stanno per
attendere, fra chi ha scelto di andare al concerto a Gallipoli e chi invece
di andare nei locali della movida notturna a Otranto. Nessuno del gruppo
tornerà a casa prima delle 4.00 del mattino.
07 AGOSTO
I postumi della serata si fecero sentire così bene che
quasi tutti dormirono sino a mattino inoltrato, alcuni riuscirono anche a
farsi sbattere giù dal letto nel momento in cui il pranzo era stato
preparato e servito nei piatti fumanti. Dopo tanto letargo non potevamo di
certo restare ancora a poltrire, e di comune accordo, solo noi maschietti,
decidemmo di andare a S. Maria di Leuca, mentre le donne si erano già
appollaiate come corvi sulla spiaggia delle “Dune” in cerca di qualche
passerotto. La strada che conduce al capo della penisola italiana, è tutta
scorrevole, quasi sembra di essere nelle lunghe e dritte strade desertiche
americane, ai lati della carreggiata c’è solo vegetazione, mentre
all’orizzonte, verso il mare, si intravedono le abitazioni locali. Dopo
un’oretta giungiamo a destinazione, uscimmo dalla super strada, e
proseguimmo lungo la scogliera in direzione del centro cittadino, ove le strade si
susseguono strette a formare una ragnatela. Salimmo in fine lungo la costa
in direzione del faro, e parcheggiammo le macchine nel parcheggio a pagamento situato ai piedi
della scalinata che conduce al santuario di S. Maria.
Gli scatti
fotografici infiammavano il paesaggio, sembrava di stare in un set cinematografico.
Era ben visibile, anche se
un po’ disturbata dal moto ondoso causato dalle barche in movimento, la
correte del Mar Adriatico nel procinto di incontrare quella dello Ionio,
creando una lunga linea increspata, come se una mano invisibile avesse preso il
gessetto e l’avesse incisa sulle acque. Salimmo prima al santuario per
godere del panorama dall’altura più alta , oltre a visitare il luogo sacro e
a sbaffarci un bel gelato. Pronti per il tuffo in mare dalla scogliera,
scesimo la scalinata intitolata alla memoria della costruzione
dell’acquedotto pugliese voluto da Vittorio Emanuele II agli inizi del ‘900,
e con l’attrezzatura da bagnanti ci dirigemmo verso lo spunzone di roccia,
camminando lungo un piccolo sentiero a strapiombo sul mare, largo
abbastanza solo per il passaggio di una persona per volta. Arrivati in
questo angolo di paradiso, ci dirigemmo alla discesa lungo la
scogliera, che la natura ha pensato già di rendere accessibile, mediante la
trasformazione della roccia in gradini naturali, che conducono il bagnante
in acqua. La scogliera si tuffa nel mare con violenza, lasciando che
l’occhio crei fantastiche suggestioni in quell’acqua blu cobalto. Il
parchimetro segnava come ultimo orario disponibile le 19.00 e di conseguenza
ci incamminammo nuovamente lungo il sentiero per rincasare, dato che per
cena ci attendeva la parmigiana alle melanzane.
09 AGOSTO
Direi proprio che la vacanza sia già
arrivata a metà percorso, infatti il giorno successivo era l’ultimo di mare
e sole per due
dei nostri compagni di viaggio. Volevamo cambiare spiaggia, e siccome si
vociava delle spiagge di Gallipoli, abbiamo optato di dirigerci verso uno di
queste, peccato che avessimo scelto tale meta nel giorno più incasinato
della settimana: Sabato, dove anche la popolazione locale scende lungo le
spiagge per cercare refrigerio alla calura estiva. Dopo circa due ore di
macchina, fra tragitto stradale, giri a vuoto per la città e code varie,
giungemmo a destinazione, in una zona di riserva naturale. Parcheggiammo la macchina a
lato di una stradina, ci carichiamo come muli da sona e percorremmo il sentiero
che conduce alla pineta, attrezzata per i pic-nic con panche
e tavolini, anche se non tutta la gente mostra intelligenza, infatti qua e
la c’erano i resti di pasti e sagre delle “melanzane” : i così detti ritrova
di parenti e amici. La pineta lentamente si dirada per lasciare lo spazio
alla spiaggia, sulla quale è stata costruita una passerella che conduce fino
alla scogliera. Ci dirigemmo verso uno dei bagni che si trovano appollaiati
a ridosso del mare e cercammo di piantare l’ombrellone, o meglio cercammo
di farlo stare in equilibrio sugli scogli. Il mare non era proprio stupendo in
questa zona, a causa del vento che faceva innalzare i cavalloni, responsabili delle alghe portare in superficie.
Tutto sommato non si poteva di certo non entrare in acqua per cercare di
calmare i bollori causati dal sole, e quindi affrontammo le alghe e ci
tuffiamo in acqua. Naturalmente il tempo passa sempre velocemente ogni volta
che c’è allegria, e di fatti le 18.00 arrivarono in un baleno. Decidemmo
quindi di ritornare verso casa, anche perché volevamo uscire alla sera,
anche se ancora non avevamo bene in mente cosa fare, dato che per il momento
era super gettonato il locale del luogo, per andare a fare quattro salti, ma
le ragazze, che avevano invece trascorso la giornata a S. Maria di Leuca,
ebbero un’altra opzione: “La Festa della Birra” a Leverano. Così per il
disappunto solo di uno della ciurma, scegliemmo anche noi di andare con loro,
anche perché dovevamo cercare di essere maggiormente risparmiosi con il
denaro. Ci preparammo e alle 22.00 partimmo tutti, meno uno, alla volta
della festa. In poco più di venti minuti siamo subito a destinazione, il
vero problema era il parcheggio, in quanto la città sembrava invasa da un
formicaio di macchine, tutte le viuzze erano impraticabili, quindi cercammo
di allontanarci un po’ dalla zona, ma il serpentone di macchine parcheggiate
sembrava non finire mai, finalmente trovammo una locazione dove imbucare le
vetture. La serata terminò con bicchieri di birra e porchetta, quasi per
tutti, visto che il sottoscritto è astemio, fra le ultime risate e le foto
di gruppo, che avrebbero segnato l’inizio dell’ultima settimana prima del
ritorno a casa.
10 AGOSTO
Ore 9.00 del giorno 10 Agosto, siamo in macchina verso
Lecce per portare i nostri due amici, uno del gruppo maschile e l’altra di
quello femminile, alla stazione dei treni. Eravamo in orario se il
componente maschile non avesse dimenticato il marsupio con dentro i soldi e
il biglietto sul letto, quindi noi che avevamo l'altra ragazza continuammo la corsa verso Lecce, anche
perché lei doveva ancora fare il biglietto, mentre gli altri si fiondarono a
tornare a casa. Naturalmente ci eravamo tutti mossi per tempo, in quanto il
loro treno partiva alle 13.35, l’unica punta negativa era che nel frattempo
in stazione era giunto il nuovo inquilino della casetta dei maschietti, ed era ad attenderci già dalle ore 8.00, e
noi ci siamo presentati solo alle 10.30 !!!
Sostiamo la macchina lungo la via che porta alla
stazione, e andammo a fare il biglietto e recuperare il nuovo arrivato, ma l’odissea sembrava non finire, i ragazzi nel frattempo avevano
sbagliato strada e invece di proseguire sulla superstrada per Lecce, hanno
ben pensato di prendere per Maglie, a causa di un errore di impostazione sul
loro navigatore, non contenti, hanno iniziato, una volta giunti a Lecce, a
girare per il viale principale senza imbucare la via della stazione, a causa
del cartello poco visibile. Il gruppo si ricompattò solo
alle 11.45, e certamente era l’orario perfetto per andare a scuriosare il
centro cittadino in cerca di una trattoria locale ove poter assaggiare i
piatti del posto. La nostra passeggiata continuò lungo le stradine della
città barocca, sino a giungere al Duomo, il quale si aprì ai nostri occhi in
tutto il suo splendore. Le 12.00 scoccarono come per magia, e tornando sui
nostri passi ci infilammo nella prima trattoria a buon mercato nei dintorni
del Palazzo degli Studi, così da essere più vicini alla stazione dei treni.
Il pranzo fugace fu diverso per ognuno di noi, chi prese le orecchiette al
sugo, chi alle cime di rapa, antipasto di mare e riso alla pescatora. Il
tempo è tiranno e purtroppo i nostri amici si sono dovuti imbarcare sul
treno alla volta del ritorno a casa, naturalmente i saluti sono stati da
oscar, direi che in quella stazione non ci dimenticheranno per un po'...
Finito il film alla stazione, fra saluti e finti pianti
e raccomandazioni stupide, tornammo indietro lungo le vie della città per
finire di fotografare quegli splendidi monumenti, che rendono Lecce unica e
particolare, ma anche per andare nella gelateria che avevamo visto passando
velocemente lungo la strada che conduce al Duomo. Una volta ritrovata la
strada per S. Isidoro, decidemmo di
portare il nostro nuovo componente a fare un salto in spiaggia, così da
poter famigliarizzare un poco con le acque cristalline, anche se purtroppo
un po' mosse. Il 10 come tutti sanno è la notte dove dovrebbero cadere le
stelle: S. Lorenzo, quindi dopo una lunga cena assieme a tutto il gruppo, e dopo
aver fatto un po' di disco music ci dirigemmo verso il centro del paese, in
quanto lungo la spiaggia di questo periodo ci sono i bagni con i DJ della
notte, per tenere il morale sempre alto. Tuttavia la stanchezza e il sonno
erano più forti di ogni nostra volontà, e di conseguenza le ragazze decisero
comunque di andare a vedere le stelle con dei loro amici conosciuti al
camping, sdraiati nelle vicinanze della torre di S. Isidoro, mentre noi
mestamente con le braccia a penzoloni tornammo indietro alla ricerca del
nostro letto.
11 AGOSTO
Il lunedì fu una giornata tranquilla, molto direi,
infatti arrancammo lungo la spiaggia in tarda mattinata, ma del gruppo
eravamo
in 4, solo nel pomeriggio si aggregarono tutti gli altri, alla volta del "Frescone",
in quanto è la spiaggia più vicina, che si raggiunge in 10 minuti a
piedi senza tanti sforzi fisici.
La serata non poteva poi concludersi senza
il giretto in qualche gelateria, ovviamente la maggioranza unanime ha deciso
per la gelateria "Principe" a Porto Cesareo. Tuttavia l'unico ostacolo è la
presenza della gente, che in questi ultimi giorni si è moltiplicata
esponenzialmente, al punto che i parcheggi sono divenuti cosa rara...anche i
cassonetti diventano una piazzola di sosta per le auto.
12 AGOSTO
Naturalmente non possiamo non far vedere al
nuovo venuto i bei
posti che già avevamo visitato noi, e quindi torniamo a Porto Selvaggio, e
anche qui la gente sembra moltiplicarsi come muffe...parcheggiammo comunque
all'ombra degli ulivi all'interno del Casa Blanca, un locale che diventa
discoteca nelle ore notturne, sempre carichi come muli da soma ci dirigiamo
alla volta della lunga discesa che porta al mare, che da lontano riflette i
raggi del sole. Il caldo afoso era mitigato dalla brezza che spirava dal mare,
dando così respiro ai corpi accaldati. Il rituale classico volle poi che
consumassimo il pranzo in pineta, al termine del quale alcuni si misero a
giocare a carte, mentre altri tornarono sulle loro stuoie, lasciate a
ridosso degli scogli piatti, per non perdere il pezzettino di terreno
conquistato in mattinata.
Si decise di andare a Gallipoli a mangiare un
boccone per cena, quindi tutti dovevamo essere pronti per le ore 20.00,
anche se a questo giro fu il nostro gruppetto ad essere in ritardo, che
solitamente gioca d'anticipo su quello delle girl. Sapevamo già cosa ci attendesse all'arrivo in
città, e così fu, una lunga coda di macchine impazzite!! Sorpassammo il centro cittadino, delimitato da un
semaforo lungo come la quaresima e svoltammo nel senso unico sulla sinistra,
alla ricerca di un parcheggio. Dopo tanto faticare lo trovammo, peccato che
una twingo ne prendesse parte con la sezione di sinistra, a questo punto
scese
dall'auto uno dei nostri e bussando al finestrino chiese cortesemente alla signora seduta
all'interno di posizionare in
modo migliore la macchina, la risposta fu sorprendente: "L'auto non è mia,
sto aspettando che torni la mia amica che è andata in farmacia qui
all'angolo", allora il nostro amico gli disse che gliela spostava lui, anche perché nel
frattempo avevamo congestionato il traffico della via. Finalmente dopo mille
manovre e aver ringraziato la signora, pagammo il parchimetro, attivo anche
nei giorni festivi,
sino alle ore 24.00. Ceriammo la pizzeria in cui eravamo stati l'anno
scorso, che si trova lungo una traversa sinistra di corso Roma, ma purtroppo
era stracolmo, la gente era talmente tanta che aspettava anche fuori dal
locale, lasciammo la prenotazione per 8 persone e andammo a fare un giro per la città aspettando che trascorresse mezz'ora.
Tornammo indietro, ma la sorpresa fu amara, dovemmo aspettare altri 30
minuti, ma una volta seduti a tavola e ordinato ci rendemmo conto
dell'errore fatto. Le pizze di cui il menu era stracolmo, contenevano una
serie di ingredienti che di prima lettura sembravano invitanti, ma le espressioni sui volti si
aggrottarono non appena arrivarono le ordinazioni, le pizze erano quasi
tutte immangiabili, la pasta dura, il condimento era una cosa strada con pomodorini acerbi
e verdura cruda....la coca cola
sgasata servita in un unico boccale di birra da un litro, visto che non avevano
brocche, da versare in bicchieri di carta, "ditemi voi come si fa a non versare
metà della bibita sul tavolo per cercare di bere quell'intruglio nero??".
Non vedevamo l'ora di uscire per andare a mangiare un gelato e riempire il
buco lasciato da quella brutta cena, per poi dividerci fra colore che
volevano andare al Caffè Bellini, uno dei maggiori ritrovi di
giovani, e fra chi voleva visionare le baracchine verso la zona vecchia di Gallipoli. La sete e l'arsura grattava
lungo le gole, perciò decidemmo di comprare una bottiglia d'acqua in un bar
che serviva anche all'aperto, ma a quanto pare la maleducazione è presente
anche qui, difatti prima di essere serviti ci hanno fatto aspettare servendo
tutti gli altri che si erano accomodati fuori, mentre per il caffè la
risposta fu - "Dovete attendere-...attendere cosa? siete in 2 dietro a un
bancone che vi girate i pollici!!!"
Prendiamo l'acqua la pagammo ed uscimmo
immediatamente! Ci dirigemmo verso il ponte e finalmente prendiamo il
caffè, in un bar dove la gente è più cortese. Purtroppo anche questo liquido
nero non serve alle palpebre per farle rimanere aperte e facendo retro
marcia, andammo a raccattare gli altri due al caffè Bellini per tornare verso casa da una
via secondaria, in quanto il traffico all' 1.00 di notte era
congestionato!!!!!!
13 AGOSTO
Queste terre Salentine sono un luogo prettamente di
riposo, tanto è la loro influenza sui nostri bioritmi che ci ritroviamo a
dormire per gran parte del tempo, anche a causa della continua "Movida"
notturna. Fatto sta che la giornata è trascorsa per metà senza che ce ne
accorgessimo e solo nel pomeriggio ci siamo ritrovati... per giocare a
carte come i pensionati, il mare in pratica lo abbiamo visto solo dalle ore
16.00 del pomeriggio sino
alle 18.30, orario in cui risalimmoi verso casa per prepararci ad andare a
S. Caterina, meglio conosciuta come la località delle "Quattro Colonne",
denominazione data in quanto sulla riva fu edificata una torre di
avvistamento dei pirati, che durante una guerra fu colpita dall'artiglieria
e rimasero in piedi solamente gli angoli del mastio, lasciando il monumento
in questa sua caratteristica forma. Partimmo alla volta di S. Caterina in
torno alle 22.00, non seguimmo la strada litoranea in quanto passa
direttamente per il centro cittadino, che nel periodo estivo diventa solo pedonale, quindi ci
saremmo trovati in un ingorgo infinito, perciò decidemmo di optare per il giro della
scogliera passando per Nardò e scendendo lungo il versante opposto. Parcheggiamo in fine in mezzo ad un quartiere di case, per poi avviarci
verso il centro a piedi, in quanto in poco tempo tutta la zona sarebbe stata
invasa dalle auto. Passammo di fronte alle Quattro Colonne, ove all'interno
hanno ricavato un locale molto Inn, una specie di Music Pub che attrae molti
ragazzi, qui ci fermammo per una serie di fotografie, per poi seguire il
lungo mare verso le bancarelle, dove comprammo qualche oggettino da
regalare. Continuammo la passeggiata e venimmo rapiti dal riflesso della
luna sulle acque notturne , mentre in lontananza si vedeva il faro
di Gallipoli, che rendeva ancora più romantica l'atmosfera. Arrivati
finalmente al centro ci fermammo a mangiare una coppa gelato alla gelateria Picadilly...purtroppo
questi giorni pieni di turismo rendono difficile ogni sorta di servizio al
cliente, e c'è il rischio che per avere una coppa gelato bisogna attendere
anche mezz'ora. La serata tranquilla si conclude con un monito, quello di
svegliarci presto l'indomani per andare in una spiaggia nuova....peccato che
a letto ci arrivammo solo verso le 2.00 della mattina.
14 AGOSTO
Si era deciso nella tarda serata del giorno prima di
andare a Punta Prosciutto, tuttavia dovemmo partire presto e non di certo
alle 10.00, infatti il traffico della litoranea che da S. Isidoro attraversa
Porto Cesareo e continua lungo i lidi della riva degli Angeli per poi
arrivare a Punta Prosciutto, è praticamente intasata, e invece di metterci
solo 20 minuti di macchina ci abbiamo messo più di 1 ora, direi che la
giornata è praticamente spezzata.
Arrivati al Lido parcheggiamo lungo la strada e sfiga
vuole che sostai la macchina accanto a un nido di vespe…incominciamo bene!!
Prendiamo tutta la nostra attrezzatura e ci dirigemmo verso la spiaggia
bianca, cercammo un posto dove poterci accampare, purtroppo non vicino alla
riva, ma solo nelle immediate vicinanze, a ridosso delle dune di sabbia, in
quanto la gente aveva preso possesso di tutta la superficie terreste.
L’acqua limpida è una prerogativa di quasi tutto il litoraneo Salentino, e come tutte
le spiagge di questa costa presenta un fondale che per molti metri da riva,
l’acqua arriva al massimo alle ginocchia. In questo lido trovammo la rete da palla volo piantata in acqua, così ci mettemmo subito
in fila per giocare una partita, il sole nel frattempo scottava, ma in acqua
il calore non si percepiva per nulla. Così verso le 13.00
risalimmo dal mare e ci appollaiamo come polli al forno sui nostri teli…il calore aumentava, divenendo insopportabile, a tal punto da farci
decidere di tornare a casa.. purtroppo una nostra compagna si è sentita
male, il pallore sul suo volto era così bianco da sembrare cadaverico, si è
accasciata a terra senza dire nulla, abbiamo subito cercato di soccorrerla,
mettendole le gambe per aria, in modo che la circolazione potesse
ristabilirsi, mentre altri gli spruzzavano sulla testa dell’acqua fresca,
mentre un'altro la costringeva a bere un bicchiere d’acqua e zucchero…un colpo di sole…direi un’esperienza irreale, è un attimo, non si fa in tempo a
riconoscerlo…
Riguadagnammo la strada per la macchina, ove ci rifugiammo al
fresco del climatizzatore. Per il rientro a casa questa volta optammo per la
strada che passa per l’entro terra, che costeggia la pista di Nardò, famosa
per le alte velocità che qui si possono raggiungere, e ci dirigemmo lungo la
direttrice parallela alla litoranea, arrivammo a casa senza incontrare mai
traffico. Nel pomeriggio
la ragazza colpita dalle fauci del sole non si mosse da casa, mentre noi decidemmo solo alle 17.00 di
andare a prendere l’ultimo solo della giornata prima che tramontasse,
naturalmente il tramonto è spettacolare quando il sole si spegne nelle acque
del mare, e non ci facemmo perdere l’occasione per fotografarlo con anche i
nostri faccioni in mezzo…alla sera…bhe non possiamo non optare per qualcosa di divertente,
quindi tutti ai Go-cart, i quali si trovano lungo la strada che da
S. Isidoro va verso Nardò, dalla strada si vedono subito, anche perché il
complesso ha al suo interno due campi da calcetto e altri
divertimenti per bambini illuminati a giorno.
15 AGOSTO
Penso che questo giorno sia da considerarsi come il
Natale estivo, in quanto si mangia e basta…e così abbiamo fatto…
naturalmente non potevamo perderci però il mercato in paese, che si svolge
di venerdì, tuttavia siccome sfortuna vuole che cada proprio di festa, le
bancarelle erano la metà del solito, e per di più ci siamo addentrati lungo
le vie di Nardò alle 11.30, in quanto prima abbiamo fatto tappa alla
Pasticceria il Gabbiano, dove servono oltre ai dolci tipici, anche la
caffetteria con cappuccini vari e brioches. Il giro per il mercato direi che
è stato breve ma fruttifero, in quanto alcuni di noi hanno fatto acquisti. A
casa nel frattempo ci aspettava il pranzo nuziale, che ci ha visti a tavola
sino al primo pomeriggio…momento in cui dopo un piccolo sonnellino in
veranda, sono partiti i gavettoni gelati!!!
Eravamo tutti contro tutti, chi si era attrezzato era
stato bagnato con il costume, il più sfortunato, era stato completamente
messo a bagno con tutti i vestiti…eheheh…dopo tanto divertimento, era giunto
il momento di renderci un po’ più presentabili, per la serata, ma visto che
erano solo le 18.00, optammo per una bella corsa, due di noi si sono fermati
a metà tragitto, in quanto il pesce stava risalendo il condotto
dell’esofago, mentre noi proseguimmo sino a qualche chilometro da Porto Cesareo…direi che
stavamo morendo. Tornati a casa alle 20.00, ci lavammo in velocità per
procedere con il secondo round della cucina, in quanto gli avanzi rimasti
consentivano di poter mangiare tranquillamente tutti e otto senza alcun
problema…per poi partire alla volta di Gallipoli, dove poter prendere il
dessert in una gelateria a metà di Corso Roma. Terminato il giro dei negozi ci dividemmo, fra quelli
che volevano andare a fare serata al Caffè Bellini, e chi invece si voleva
addentrare lungo i vicoli della Gallipoli vecchia, che si trova dopo il
ponte che collega la terra ferma con l’isola.
Le viuzze del centro si snodano come lunghe code di
serpenti, lasciando trapelare all’occhio le bellezze delle vecchie
abitazioni e dei templi religiosi. I negozi di souvenir e di articoli vari
sono uno attaccato all’altro, così come i bar e le taverne. Giungemmo
dall’altra parte dell’isola, dove si trova la spiaggia, e lì la gente ancora
alle 01.00 di notte faceva ancora il bagno e gioca a palla tranquillamente come
se fosse giorno. Seguimmo la sponda della passeggiata lungo il porto, che ci
condusse nuovamente al ponte, riprendemmo quindi la strada verso il Corso
per raggiungere gli altri e tornare a casa. Le gambe ora mai distrutte
arrancavano sul marciapiede come fossero immerse in secchi di cemento,
arrivati alla macchina, che naturalmente
era parcheggiata lontano rispetto a quella degli altri componenti del
gruppo, che nel frattempo erano imbottigliati
nel traffico, cercando di guadagnare la strada per Lecce,
in quanto a quell’ora è l’unica da poter percorrere se non si vuole passare
tutta la notte in macchina a cercare di attraversare il fatidico semaforo
del centro cittadino e
fare la litoranea.
16 AGOSTO
Naturalmente non poteva non mancare la giornata
dedicata al divertimento notturno, così non potendo rischiare di
addormentarci nel bel mezzo della serata, decidemmo di passare la giornata
in modo tranquillo, cercando di arrostirci ben bene al sole come delle
aragoste, schiacciando un pisolino per tutta la giornata. La serata si
prospettava con una marcia in più, ma non avevamo fatto i conti con la "movida"
notturna locale. Decidemmo di passare la pre - serata in un qualcosa che
potesse assomigliare a un pub, e andammo quindi a provare "il Fico d'India"
che si trova lungo la strada che conduce a Porto selvaggio, in quanto lo
avevamo sempre visto strabordante di persone, peccato che non sapevamo che
genere fossero...e questo fu una brutta sorpresa, in quanto non era il
locale adatto a noi, sia dal punto di vista del servizio in generale, che
della gente, dato che erano già tutti ubriachi. Optammo quindi di andarcene
immediatamente e ci dirigemmo verso le quattro
colonne sperando in qualche locale non strapieno come al solito, anche se
avevamo preventivato che era sabato sera, e quindi non potevamo di certo
sperare in un locale vuoto, anzi dovemmo anche fare i conti con i parcheggi
affollati e la marea umana di gente che si riversava verso il lungo mare!!!
Una coda interminabile che partiva dalle quattro colonne sino a tornare
indietro verso Santa Caterina...in totale siamo rimasti in coda per quaranta
minuti ed erano già le ore 00.00 , quindi non ci fermammo nemmeno a cercare un
buco di parcheggio, e ci dirigemmo verso la nostra discoteca: "Il Casa Blanka"...anche a questo giro
eravamo arrivati prima di tutti. Parcheggiammo sempre nel solito parking, e attendemmo con
pazienza che aprissero i cancelletti, noi eravamo tranquilli in quanto eravamo in lista...infatti,
meglio spararsi..in quanto il locale aprì alle 12.30, ma la nostra
lista fu fatta entrare solo alle ore 01.30, quindi avevo già accumulato un
mal di schiena allucinante...la musica "commerciale" aveva già iniziato a
tutto volume a tenerci compagnia, ma sfortuna volle che dopo aver pagato 15
euro a testa, solo ingresso senza consumazione, la musica si sia modifica di
botto, divenendo la classica "Tunz Tunz", che non si riesce nemmeno a
ballare...era quasi inascoltabile.. cercammo il bar per prendere
qualcosa per schiarirci la gola secca...8 euro il cocktail e 6 euro le
bevande analcoliche...tanto valeva pagare il biglietto intero di 20 euro con
la consumazione!!! Una bella presa per i fondelli !!!
Praticamente una serata totalmente sbagliata, dall'inizio sino alla fine!!!
Uscimmo solo alle 3.30 dalla disperazione e ci
dirigemmo assonnati e totalmente delusi verso i nostri lettini.
17 AGOSTO
Bene.. l'ultimo giorno di mare, non si può non
trascorrerlo esclusivamente sotto i raggi solari, alcuni naturalmente non posso evitare di andare
al mercato, e quindi il gruppo si scinde per fare compere...mentre al
pomeriggio alle 15.00 tutti in spiaggia al "Frescone" nella conca dei
bambini dove l'acqua è più fresca...alla sera ci ritrovammo tutti a casa per
cenare a base di pesce, fritto misto e carne alla brace, per festeggiare
questa vacanza trascorsa in allegria e frizzantezza....una vacanza da sogno,
tra amici a base di risate!!
Ma non potevamo di certo dire addio al mare del Salento
senza prima andare a Porto Cesareo per l'ultimo gelato alla gelateria
"Principe", quindi ci prepaimamo e alle 22.30 ci dirigemmo verso l'ultima
meta della serata, che ci vedrà passeggiare per le bancarelle e comprare
le ultime cose da portare a casa, per poi trovarci soddisfatti davanti alla
propria coppa gelato, tutti insieme...per un'altra boccata di allegria!!!
18 AGOSTO
La partenza è ormai imminente, questa volta a tornare
saremmo solo in due macchine, la nostra Rover 25 composta da 2 persone e la
Renault Clio dove assieme ai quattro componenti viaggeranno anche
le corrispettive valige, che naturalmente furono collocate anche nell'uovo
sopra il porta pacchi...bene tutti pronti? Sì ! Quindi andammo a fare colazione al Gabbiano in centro a Nardò, dove
prendemmo anche alcuni dolcetti tipici da far sentire a casa...come è
logico che sia...
Alle 10.00 partimmo alla volta del
ritorno a casa...ci fermammo per fare carburante prima di Bari, per poi
pranzare al primo autogrill verso le ore 13.00...una volta
risaliti in sella alle nostre vetture ci accorgemmo di quanto manca poco al
momento in cui dovremmo separarci..in quanto noi deviiammo a metà strada per
andare ad Ascoli Piceno, mentre i nostri compagni continuarono verso casa. A pochi chilometri dallo svincolo ci fermammo per restituire il Walk
Toky che durante la vacanza ci sono stati molto utili per parlarci tra le macchine
lungo i vari tragitti e nelle corrispettive abitazioni senza utilizzare il cellulare...ottima
soluzione!!!
ASCOLI PICENO
18 AGOSTO
Usciti allo svincolo ci impiegammo poco più di mezz'ora
per arrivare a destinazione, l'albergo scelto per il pernottamento fu il Best Western Hotel Villa
Pigna, una splendida villa immersa nel verde delle colline umbro
marchigiane. Parcheggiamo l'auto e faccemmo il chek - in, salimmo in camera dove
rimanemmo sino alla prima serata...direi che un riposino era d'obbligo dopo
500 km. Chiedemmo informazioni alla reception per andare in centro e ci
avviammo, impiegammo solo 5 minuti di auto per
raggiungerlo, ma prima decidemmo per una breve sosta al centro commerciale Oasi,
dove facemmo qualche compera oltre a lavare la macchina. Parcheggiammo vicino il centro e girammo a piedi
per cercare una pizzeria, alla fine la nostra scelta cadde su " Pizza Napoli", dove con 22 euro abbiamo mangiato due pizze, acqua,
coca, patatine fritte e una bruschetta...direi niente male! La città
medioevale di sera fu molto attraente e scintillante di luci, alle quali si
aggiungevano quelle dei negozi
che accompagnano la
passeggiata...e sicuramente il giorno successivo saremmo andati a visitarli
tutti!!!
19 AGOSTOC
Ci alzammo di buon umore verso le 8.00
e dopo mezz'ora fummo pronti per scendere per fare colazione, per tre giorni avremmo
avuto la
colazione a buffet con brioches e ogni altra leccornia..e io sono
assai goloso!!!
Una volta sazi fummo pronti per la lunga passeggiata
per il centro storico di Ascoli Piceno, partimmo con l'auto e la
sostammo in Corso
Napoli, ove i parcheggi erano liberi dal parchimetro, e ci incamminammo per una lunga
passeggiata, guardando le vetrine, e non potendo resistere allo shopping ci
tuffammo fra scarpe, accessori e vestiti...anche
perché questo era ancora il periodo dei saldi, e la merce era ancora più
ribassata, con l'opportunità di fare veramente degli affaroni se si trova quello che si
cerca.
Il centro è veramente affascinante, con le
vie laterali che si intrecciano fra loro, che permettono quasi il passaggio
di una sola persona, per aprirsi successivamente su grandi slarghi che
conducono verso le piazze o le strade principali. La piazza principali di
Ascoli è Piazza del Popolo, ove si trova uno dei cento caffè storici
d'Italia "Caffè Meletti", mentre attorno scorrono i portici.
Continuammo
la nostra passeggiata sino all'ora di pranzo inoltrata, ore 13.00, cercando
di fotografare ogni particolare possibile, fra chiese, palazzi e
monumenti, ma sono dislocati anche a molti isolati di
distanza l'uno dall'altra. Tuttavia riuscimmo a vedere la quasi totalità
delle opere, perciò decidemmo di fare rotta al centro commerciale Oasi, dove
avevamo già visto un self-service con di menù a 8,50 euro: con primo a scelta,
focaccia, contorno e caffè. Ritornammo in l’albergo per cambiarci e verso le
16.00 tornammo nuovamente all'arrembaggio, decidemmo di andare a visitare:
Fortezza Pia, della quale resta purtroppo poco, anche perché fu mezza
distrutta durante la seconda guerra mondiale, tuttavia le mura esterne sono ancora
solide, e la piccola porta che concede l'ingresso sembra aprirsi al passato,
conducendo il visitatore all'interno del giardino ove poter trovare un po'
di quiete. Il nostro tragitto proseguì lungo il colle S. Marco, dal quale la
vista si perde sulla città arrivando a lambire le coste dell'Adriatico,
coperto dalla foschia e da una cappa di calore e smog, ma il panorama è
tuttavia stupendo, come anche la vegetazione, in quanto la natura sembra
integrarsi con le abitazioni e le infrastrutture sottostanti. Parcheggiammo
la macchina lungo la strada e percorremmo a piedi la via che conduce per la passeggiata
panoramica, qui si trova in oltre il monumento ai caduti partigiani durante la grande
guerra. La passeggiata pomeridiana fu veramente necessaria per incominciare
a smaltire la pigrizia accumulata durante le due settimane di spiaggia
profonda. Alla sera tornammo nuovamente in centro per andare a mangiare al
ristorante "Al Teatro", adiacente proprio al teatro comunale. Appena entrati notammo da subito
le foto appese alle pareti,
che ritraevano i personaggi famosi che qui avevano pranzato o cenato, fra le quali
riconoscemmo da subito Cristina
D'Avena, Katia Ricciarelli ecc... trovammo posto in giardino e ordinammo due
primi tipici, supportati da un antipasto "Il Crostone", e naturalmente a
fine cena non si poteva di certo dire di no al dolce...e quindi un bel
tartufo nero per due in quanto io ero già sazio; totale della cena 22 euro,
non male visto i prezzi che fanno pagare i ristoranti del NORD e nelle
località di maggior interesse turistico costiero!!!
Per digerire
passeggiammo per il centro a scrutare le vetrine illuminate da molteplici
luci proiettate dai faretti, passammo per piazza del Popolo e torimamo alla macchina, visto che l'indomani ci aspettava la lunga marcia attraverso i
monti Sibillini.
20 AGOSTO
Cercammo di fare il più velocemente possibile
colazione e tutta la preparazione, in modo da poter partire non nelle ore
più calde del giorno per dirigerci verso il profondo Appennino, nei Monti
Sibillini. Il cammino in macchina fu lungo, tuttavia decidemmo di fare tappa ad Arquata del Tronto, una comunità montana arroccata su di una montagna, alla
quale si accede solamente a piedi, quindi lasciammo l’auto lungo la strada e
dopo esserci fermati al punto d’informazione salimmo verso la rocca,
posizionata a controllo della valle. Il percorso si snoda lungo le vie del
paese, che ancora richiamano il tempo in cui i cavalli erano gli unici mezzi
di locomozione conosciuti. La vista del promontorio è spettacolare, i colori
brillanti dell’estate sono ancora vividi. Il breve percorso che porta alla
Rocca è ben studiato, anche in previsione di soste e brevi pic-nic. Per la
visita è richiesto un semplice contributo di 2,50 euro, e dura all’incirca
20 minuti, purtroppo il tempo stringe e dopo aver mangiato velocemente la
focaccia comprata al mattino nel negozio vicino l’albergo, ci rimettemmo in
marcia, alla volta della vetta di Forca Canapine, dove sono presenti anche
gli impianti sciistici e rifugi, questi ultimi sono aperti anche durante il periodo
estivo, per accogliere il turista che si vuole avventurare
nelle escursioni fuori porta. Arrivati a destinazione camminammo lungo uno
dei tanti sentieri per fotografare
tutto il paesaggio, il quale muta ad ogni angolazione. Riprendemmo quindi il
viaggio con destinazione Norcia. Dopo
un’altra oretta di marcia arrivammo alle 14.00 a destinazione, parcheggiammo
fuori le mura della città, e ci concedemmo un rapido giro turistico fra le
chiese e le varie costruzioni, qui non mancano di certo i negozi che offrono i
prodotti tipici: salsicce di cinghiale, cervo ecc...tutto contornato da
simpatici pupazzetti fatti apposta per essere fotografati dal turista e
invogliarlo a soffermarsi a guardare tutte le cose appese alle vetrine e ai
portoni d’ingresso. Ci fermammo per degustare nella piazza centrale del
paese un gelato rinfrescante e sorseggiare una bibita, per dare un po' di
sollievo al fisico ora mai stremato dal caldo. Il tempo passò in fretta, e
tornammo quindi sui nostri passi, ma invece di riprendere la strada
panoramica attraverso le montagne, decidemmo di tornare verso l'albergo per la
provinciale e in una mezz'oretta fummo in albergo, per prepararci per
l'ultima cena ad Ascoli. Arrivammo in centro per le 20.30 e ci dirigemmo verso la piazzetta dietro il battistero,
dove si trova la trattoria Laliva, segnalata anche dalla guida Turing. L'indomani partimmo per tornare a casa.
A conti fatti la nostra vacanza è stata veramente
divertente, abbiamo visto posti diversi ogni volta che ci spostavamo, quindi
non ci siamo mai abbacchiati in un solo posto come corvi, ma siamo riusciti
più o meno a spostarci tutti in gruppo, e dire che viaggiare in dieci non è
affatto facile, anche perché non tutti siamo uguali, e formare gruppo è
veramente difficoltoso, soprattutto quando le mete prefissate sono diverse. Tuttavia è da segnalare che le nostre esperienze
sono state veramente differenti l'una dall'altra in quanto due di noi erano
ospitati da parenti, quindi non hanno sostenuto spese per l'alloggio, gli
altri invece hanno sborsato 1.500,00 euro per stare due settimane in
appartamento (naturalmente l'importo è da dividere per 4) mentre le ragazze
hanno speso 70 euro a testa per una settimana in campeggio
(posteggio macchina e tenda incluse nel prezzo), anche se a dirla tutta
hanno incontrato non poche difficoltà, a partire dalla disponibilità dei
proprietari, al fatto che l'acqua calda diventava fredda come per magia, e
il rientro serale nel camping non poteva avvenire più tardi della mezzanotte, altrimenti si
rischiava di rimanere fuori dai cancelli. I ragazzi invece si sono trovati
bene, hanno stretto amicizia con i proprietari dell'abitazione, che non
mancavano di far assaggiare loro i prodotti della terra, oltre a offrire in
continuazione il caffè, a qualsiasi ora del giorno e della notte. |