I Vostri Itinerari...

DIARIO DI BORDO

Viaggio a Genova
(dal 22 al 24 Marzo 2008)

 
   

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Molti pensano a Genova come una città incasinata e invivibile, e anche noi prima di partire la pensavamo così, ma alla fine del week end ci siamo dovuti ricredere. Decidemmo di fare il nostro viaggio in treno, in quanto sarebbe impensabile per un turista alloggiare nel pieno centro della città e sperare di divincolarsi con facilità dal traffico e dall'impossibilità di trovare parcheggio.

Abbiamo prenotato in un albergo non distante da via Garibaldi, esattamente in piazza Fontane Morose, che dalla stazione sono poco più di 20 minuti di cammino, che tuttavia sono coperti dai mezzi pubblici. Appena scesi dal treno ci si rende subito conto di essere a Genova, perché la gente si fa praticamente i fatti suoi, anche il giornalaio sembra poco felice di essere nel suo negozietto,

 - Tanto vale che chiudi e torni a casa –  mi son detto dentro di me.

Usciti dalla stazione è un vero caos, sembrava che tutte le macchine dovessero per forza di cosa passare per la stazione per discendere lungo la via che conduce al porto.

Salimmo sul nostro autobus  e arrivammo a destinazione dopo qualche minuto.

L’accoglienza in albergo fu molto calorosa, tutto il contrario di quello che c’eravamo prefissati, lasciammo le valige, e dopo esserci ripresi dal lungo viaggio uscimmo per la prima esplorazione.

La città di primo acchito sembrava fredda e priva di interesse, ma mano a mano che continuavamo a passeggiare per le vie incominciammo a capire come debba vivere un cittadino genovese in una giunga urbana.

Arrivammo a piazza Fontana De Ferrari, sulla quale si affaccia il palazzo Ducale e il Teatro, di fronte a quest'ultimo si trova la statua intitolata a Giuseppe Garibaldi,  che da qui partì con la sua spedizione dei Mille.

Proseguimmo lungo una via laterale del Palazzo Ducale che ci condusse davanti al Duomo, il quale era sorvegliato da due marmorei leoni, proseguendo lungo la via arrivammo direttamente nella zona pedonale del Porto Vecchio,  esattamente dietro Palazzo S. Giorgio, ove si trovano alcune pescherie. La passeggiata ci porta ad ammirare un po' quelle che sono le principali attrazioni di quella sezione di Genova: l'acquario, la Biosfera, i Magazzini del Cotone, il Bigo, e le centinaia di piccole e medie imbarcazioni ancorate lungo le banchine. Percorrendo tutta la passeggiata del porto, si arriva ad una zona galleggiante, quasi una sezione distaccata, ideale per le fotografie panoramiche, anche perché in lontananza si può ammirare la Lanterna, faro e simbolo di Genova.

Decidemmo di tornare verso l'albergo percorrendo la strada al contrario, ossia quella che sale lungo la collina, dove incrociammo la strada che corre dritta a senso unico verso la stazione, qui si trova palazzo Baldi, ora sede dell'università di lettere e filosofia, proprio in quel momento c'era c'era l'ultima visita guidata gratuita, dove era uno degli stessi studenti che si proponeva di far conoscere il palazzo ai visitatori. Il giardino della residenza era un'esplosione di colori dovuta agli alberi di agrumi, tale luogo è anche una sorta di perla rara, in quanto in esso fu riprodotta una grotta, all'interno della quale fu collocata la statua di Poseidone. La guida fu molto competente nel raccontare la storia della famiglia Baldi e della realizzazione del palazzo, nonché molto attenta nello spiegare il significato degli affreschi, ancora oggi  ben conservati sui muri della stessa facoltà e lungo alcune gallerie. Al termine della nostra visita gratuita continuiamo a seguire la strada, in quanto adiacente all'università si trova il Palazzo Reale, all'interno del quale si trova l'omonimo museo. Torniamo finalmente in albergo per poter rifocillarci, e presentiamo il piano per il percorso del pomeriggio: Palazzo Bianco e Rosso.

Percorremmo la via Garibaldi , praticamente adiacente il nostro albergo, la quale è costeggiata su ogni lato da palazzi della  nobiltà del tempo, che sembrano mettere in mostra tutto il loro sfarzo per catturare lo sguardo del turista. Arrivammo al famoso palazzo Rosso e Bianco, dove si trovano le pinacoteche. ll biglietto per i possessori della carta socio Turing è scontato, e con un unico biglietto si possono vedere entrambe i palazzi, che al loro interno custodiscono una galleria di quadri che valgono l'interno prezzo del biglietto, sarebbe bene andarci a primavera avanzata, in modo tale da potersi soffermare anche nei giardini pensili di Palazzo Bianco, ben tenuti e ricchi di vegetazione, in oltre salendo all'ultimo piano di palazzo rosso, si può raggiungere con la guida il tetto dell'edificio, dal quale si ha una vista su tutta la città.  Ci trasferiamo nel palazzo comunale, dove fra le molteplici sale, arriviamo alla sala che custodisce il famoso cannone di Puccini. Terminata la visita cerchiamo una trattoria per la sera, dove non spendere molto, ci dirigiamo allora lungo la direttrice che da Piazze de Ferrari prosegue  verso la ricostruzione della Casa di Cristoforo Colombo e la porta Soprana. Alla fine decidiamo di trovare  un locale lungo la banchina del Porto Vecchio, e scegliemmo una specie di trattoria – pizzeria,  in quanto l'idea per la serata era di poter andare a sonnecchiare al cinema al multisala poco distante. Ordinammo le tipiche pietanze della città: trofie con il pesto e le noci. Alla fine della serata e del carrello dei dolci, non potemmo che ripiegare nelle nostre stanze d'albergo, non riuscivamo più a stare in piedi, per di più quella sera spirava un vento freddo dal mare che faceva rabbrividire. L'indomani, dopo aver fatto una abbondante colazione, e aver assaggiato anche il buon umore mattiniero dei genovesi,  ci dirigemmo verso l'acquario, senza fretta in quanto i biglietti li avevamo prenotati 1 mese prima via internet, per evitare la coda ai botteghini,  la quale è sempre chilometrica. Arrivati al porto ci accorgiamo di quanto sia affascinate in una giornata di sole, con l’acquario realizzato all’interno dello scafo di una nave, e gli edifici ristrutturati tutt’attorno alla banchina. Aggiriamo l’ostacolo della fila per le casse ed entrammo dal lato laterale, riservato alla reservetion via internet. Entrati incominciamo subito la visita guidata, che conduce lungo un apposito percorso studiato, per poi arrivare all’interno della sala animazione 3D, sembrava di nuotare veramente insieme ai pesciolini e alle tartarughe, che si librano fuori dallo schermo.

Le sale successive ci mostrarono i diversi fondali marini e le molteplici specie che ci convivono, compresi gli squali, i pinguini e i socievoli delfini, che da soli catturavano lo sguardo dei bambini in un seguito di acrobazie.

Finimmo il tour e a malincuore uscimmo dalla struttura mentre incominciava a piovigginare. Per fortuna non durò a lungo, e riuscimmo a ripararci sotto il portico dell’acquario, mentre il biscione di persone continuava a dilungarsi per tutta la banchina.  Decidemmo di andare a cercare un forno per poter pranzare velocemente a base di focaccia genovese, buonissima!!!,  e passeggiare lungo il molo per goderci il sole che si era fatto varco fra le nuvole. Tutto sembrava tranne un porto fra i più importanti del mediterraneo per il carico delle navi cargo e per la costruzione navale , in quanto la trasformazione avvenuta per l'Expo del 1992 non si consumò solo per quell'annata, ma ebbe un suo proseguito sino ai giorni d'oggi, con la realizzazione di diversi complessi e con il recupero di altri, un esempio è sicuramente Galata il Museo del Mare e la costruzione della Biosfera.

Ci dirigiamo lungo le strette vie che si diramano per il centro cittadino, e venimmo quasi rapiti da questi palazzoni che si innalzano verso il cielo  sfiorandosi fra loro, facendo sparire quasi le stesse nuvole. Decidemmo di andare a visitare il Castello d’Albertis, che si trova sulla cima della collina, dalla quale si domina tutto il panorama su Porto Vecchio. Per raggiungerlo prendemmo una filovia, che si trova accanto alla stazione dei treni, alla base della collina stessa. Prendemmo il biglietto allo sportello automatico e attendemmo che arrivasse la cabina elettrica. Una volta arrivata, salimmo al suo interno e ci sedemmo, nessuno era al comando di questa cabina e tutti i movimenti degli ingranaggi erano ben visibili e sincronizzati, il primo tratto lo si percorre su una rotaia, nel secondo la cabina viene agganciata ad un montacarichi e sollevata per tutta l’altezza della collina, una volta arrivati a destinazione, ci accorgiamo di una cosa impressionante....il tunnel arriva direttamente nell’androne di un palazzo, dal quale si sbuca proprio di fronte al castello. Decidiamo solo di sostare nel parco, e di scattare alcune foto al panorama. Era ora mai pomeriggio inoltrato, ma non volevamo tuttavia rinunciare a visitare anche la Lanterna, alla quale si accede mediante un percorso molto suggestivo. La lunga camminata che da Porto Vecchio conduce al faro, è molto lunga, soprattutto se ci si perde come abbiamo fatto noi all’interno del Porto, in quanto pensavamo che la passeggiata si sviluppasse direttamente lungo la banchina e nella zona della dogana, invece bisogna percorrere tutto il tragitto che segue la strada urbana, per arrivare oltre la residenza del Palazzo del Principe, e proseguire sino a quando non si intravede il cartello con l’indicazione della Lanterna. Finalmente giungiamo anche noi a questo sentiero sospeso sul porto di carico delle materie prime, da dove si vedono alcuni complessi industriali fumanti, sospesi su di un ponticello continuiamo la nostra camminata, mentre in lontananza la Lanterna si faceva sempre più vicina. Arrivati a destinazione, il monumentale faro si innalzava davanti a noi per tutta la grandezza, dopo tanta camminata preferimmo non visitare la struttura interna, anche perché il solo stava iniziando a calare e di fare altre scala non ne avevamo voglia, per di più il tragitto del ritorno sarebbe stato un ulteriore tormento di almeno 20 minuti, ed erano già scoccate le ore 18.00. Alla sera decidemmo di andare a provare un ristorantino consigliato dal nostro albergo, il locale si trova in Viale 20 settembre, vicino al tunnel che percorre l’interno della collina, qui si cucinano specialità di mare, e di certo in una città che è stata la signora del Mediterraneo, di ricette gustose ne ha a centinaia.

Il nostro viaggio si concluse con un arrivederci alla città, in quanto dovremmo sicuramente tornare per visitare tutto quello che non siamo riusciti a vedere in così poco tempo.

 

 

 

 
 

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