Dopo un capodanno passato in famiglia,
decidemmo di fare una gita fuori porta, per poter sfruttare il lungo ponte
vacanziero, prima di tornare al solito tram tram quotidiano della vita
lavorativa. È stato difficile scegliere una meta, anche a causa del tutto
esaurito in tutte le località montane, nonché anche in quelle cittadine.
Viene da pensare a questo punto se la crisi di cui tanto si parla in questo
ultimo periodo ci sia veramente o se sia tutta una strana nuvola tossica.
Alla fine
optammo per una meta senza scii e scarponi, e dove la temperatura salisse
verso i +6°C : Genova.
Partimmo
sabato mattina alle ore 9.30, puntando verso l'autostrada in direzione
Milano, con svolta a Piacenza verso Serravalle Scrivia con deviazione
forzata dalla polizia stradale verso Novi Ligure, a causa delle code
formatesi per i troppi malati di shopping!
Mano a
mano che ci avvicinavamo al confine fra Piemonte e Lombardia la temperatura
iniziava a sobbalzare, fino a quando usciti dall'ultima galleria in
territorio piemontese, il grigio dei nuvoloni sparì per lasciare spazio al
sole e ai suoi raggi caldi che portarono di colpo la temperatura da 0°C a
+6°C, proprio come da previsioni. Usciti dall'autostrada ci immettemmo nel
circuito cittadino, un budello di vie, tanto che il navigatore sembrò
ubriaco, in quanto le indicazioni che ci dava non corrispondevano alla
realtà. Dopo varie peripezie entrammo nella sona ZTL, ed arrivammo a
destinazione. Scaricammo i bagagli e andammo a sostare l'auto in un
parcheggio sotterraneo a pagamento: 18 euro al giorno con la convenzione
dell'albergo presso il quale alloggiavamo, altrimenti erano ben 25 euro.
Siccome
l'ora di pranzo era ora mai volta al termine, e le nostre pance non erano
state sfamate, ci fermammo a mangiare in una trattoria a pochi passi
dall'albergo, nonché a qualche metro dal Porto Antico, mangiammo il Menù del
giorno che prevedeva primo, secondo contorno e acqua, totale 13 euro, niente
male direi no?
Dopo il
riposino pomeridiano, uscimmo per vedere un po' le vetrine dei negozi che
affollavano via che conduce a Piazza de Ferrari, e naturalmente non potemmo
resistere alla frenesia dell'acquisto in saldo. Terminammo la nostra caccia
solo a chiusura degli esercizi: 19.30, quindi ci affrettammo ad uscire a
cercare un supermercato dove acquistare i viveri come acqua per il bollitore
e biscotti per il The pomeridiano (spostato al pre e dopo cena). Il vento
che per tutto il giorno ci aveva accompagnato nelle nostre passeggiate si
fece sentire anche alla sera mentre cercavamo di andare in pizzeria lungo il
molo, in direzione del cinema multisala. C'era così tanta gente che fummo
costretti a cenare nella zona all'aperto con i funghetti risaldati. Tuttavia
verso le 11.30 provammo a sfidare il vento per cercare di fare una
passeggiata semiromantica vicino alla riva del mare, ma il gelo si insinuava
sin sotto le giacche, tanto da farci preferire il caldo delle nostre stanze
d'albergo.
In
albergo ci fermammo nella Hall per decidere cosa poter fare il giorno dopo,
e fra ricerche in internet e sulla mappa, alla fine ci arrendemmo e
chiedemmo informazioni al portiere, il quale ci consigliò diversi locali
Il
secondo giorno ci alzammo ci buon ora e dopo la colazione, lasciammo gli
altri dormire nella loro camera, mentre noi nel frattempo ci dirigemmo verso
la parte poco conosciuta della città. Da piazza Matteotti, sulla quale si
affaccia il Palazzo Ducale, scendemmo per via Pollaioli sino a sbucare in
Piazza San Donato, sulla quale si affaccia l'omonima chiesa, per continuare
per Stretto Sant'Agostino attraverso il quale si giunge al Museo Diocesano .
Sbucammo in fine in piazza Sarzano e proseguimmo lungo via Ravasco, la quale
continua la sua direzione su di un ponte, sotto il quale furono costruiti
diversi edifici ed enormi palazzi, non contenti realizzarono in oltre una
strada . Giunti a fine tragitto arrivammo a piazza Carignano, sulla quale
domina la chiesa. Ultimo punto della breve passeggiata di mezz'ora a passo
spedito, fu la chiesa Sacro Cuore edificata di fronte uno spiazzale
alberato, al quale si giunge seguendo lungo via Bixio, dietro alla chiesa
intitolata a S. Carignano. Una volta ultimato il giro turistico, tornammo in
dietro lungo la strada che costeggia il mare, dalla quale ammirammo le
migliaia di imbarcazioni ancorate nei diversi porticcioli, che si
alternavano ad enormi capannoni ed edifici. Una volta ritornati a piazza De
Ferrari ci dedicammo a un po’ di shopping non fruttifero.
Alle
12.35 cercammo un posticino dove mangiare una cosa veloce: focaccia
genovese, farinata di ceci e una torta salata con spinaci e ricotta, con un
abbondante pranzo di 7,00 € riuscimmo a mangiare in due per porzione. Pronti
per la digestione ci rimettemmo in marcia, alla volta della passeggiata
intitolata ad Anita Garibaldi, la quale si snoda attraverso il porto di
attracco per le navi da crociera e successivamente le navi merce, per
arrivare a destinazione con la Lanterna, dalla quale si gode il panorama
sulla città a 360°. Non c’era tempo da perdere, e ci rimettemmo subito in
marcia per tornare in città e arrivare al Castello D’Albertis, meta molto
ambita dalle famiglia per i pic-nic nel periodo primaverile ed estivo.
Arrivati alla stazione girammo l’isolato ed arrivammo al tunnel nel quale fu
realizzato un ascensore mobile, il quale percorrendo la montagna in altezza
giunge proprio di fronte ai cancelli del Castello. All’interno della
proprietà dell’edificio si trova un parco ben curato dal quale si domina la
vista sul porto Antico, mentre all’interno dello stabile, costruito nell’800
per volere dell’ammiraglio d’Albertis, si trovano ancora tutti i cimeli
collezionati durante i suoi viaggi, oggi esposti nel museo intitolato al
viaggiatore moderno di altri tempi.
La nostra
visita si conclude quindi alle 16.50, scendemmo nuovamente e tornammo alla
stazione dei treni dove prendere l’autobus e tornare in albergo, per
riposare un po’ in vista dell’ultima serata. Ci eravamo fatti consigliare la
sera prima dal portiere dell’albergo, un locale tipico dove poter assaggiare
i piatti della loro regione, quindi ci incanalammo lungo le stradine e le
viuzze, sino ad arrivare alla Locanda del Grillo, dove la famigliarità era
di casa e dove il padrone di accolse e ci consigliò: antipasto misto di mare
e polpo caldo, primo sempre a base di pesce e per concludere un dolce a
testa, tutto accompagnato dal vino della casa, totale 20€ a persona. Direi
un prezzo Equo.
Naturalmente fra ridere e scherzare erano scoccate le 00.00 e dato che il
giorno dopo era la levata per tornare a casa, tornammo lentamente verso i
nostri letti caldi, con il sorriso sulle labbra per il week end trascorso,
nel quale abbiamo riscontrato un ottimo rapporto fra qualità della vita e lo
spendere della moneta. Una città caotica nel suo vivere quotidiano, ma
piacevole da girare e vivere per qualche giorno. |