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DIARIO DI BORDO

Week End al Lago di Garda  

 
   
     
     

Week End lungo al Lago di Garda… una buona scelta, soprattutto se in quel periodo il lago non è sommerso dai turisti, la stagione migliore a mio avviso primavera inoltrata / prime settimane di autunno, dove il caldo non è soffocante, e le strade non sono piene di code infinite, anche perché la via principale è la strada Gardesana, che costeggia tutto il Lago di Garda.

La nostra villeggiatura iniziava da Malcesine, dove avevamo prenotato una camera in un albergo a tre stelle con la mezza pensione, questa opzione è sempre una scelta ben ponderata per poter soggiornare fuori dalla propria città, in quanto non conoscendo i locali non si sa mai dove ci si può sedere e soprattutto quanto possa costare un menu… senza contare che in questi luoghi di altissima presenza turistica i furbetti sono sempre dietro l'angolo. In parte mi dovetti ricredere, in quanto notai che i prezzi non erano così gonfiati, e le portate nei locali erano più o meno abbondanti e prezzo giusto, correlato al luogo in cui ci trovavamo e alla pietanza...sperando che questi non lieviteranno con l'arrivo dell'estate.

Tuttavia durante il giorno preferivamo mangiare durante le passeggiate, o nei tragitti verso i musei o i luoghi che ci eravamo prefissati di visitare, in quanto ci sentivamo meno pesanti e potevamo continuare le nostre escursioni; di conseguenza un pit stop presso un supermercato era necessario per poter acquistare il pranzo frugale di ogni mezzo giorno, che consumavamo o su di una panchina al sole oppure sul traghetto che collega molte città che si affacciano sul lago.

La prima serata non fu fortunata per noi, in quanto usciti dall’autostrada del Brennero all’altezza di Affi, abbiamo seguito il navigatore, che ci indicò il percorcorso più breve lungo la strada che sale la zona collinare, sino ad arrivare a San Zeno Montagnana, dalla quale ci si sarebbe dovuti collegare alla strada Gardesana, ma destino volle che proprio di lì era stata predisposta la via Crucis, un vero calvario per i fedeli vista la pendenza della strada senza pensare che il percorso tortuoso e buio era lungo qualche chilometro.

Ad ogni modo dovemmo tornare indietro sui nostri passi e collegarci con una seconda strada, perdendo tutto il vantaggio che avevamo accumulato, in quanto invece che alle ore 21.00 arrivammo per le 22.00, questo naturalmente ci fece saltare la prima cena, ma il proprietario dell’albergo ci ha gentilmente offerto una pizza al ristorante sottostante, una fortuna inaspettata!!

Il giorno successivo ci dirigemmo a piedi verso il centro di Malcesine in perlustrazione, arrivati nella piazza principale trovammo il mercato, che si diramava dalla piazza sottostante la chiesa fino a una via laterale dove erano disposi i banchi della merce fresca. Il sole ci accompagnò nella passeggiata nel centro cittadino, tutto rannicchiato su se stesso, con case colorate una addossata all'altra, le quali giungevano a ridosso della passeggiata sul lungo Lago. Seguimmo le indicazioni per il castello Scaligero di Marcesine, una passeggiata fra viuzze e negozietti stracarichi di merce e prodotti tipici, come l'olio d'oliva.

Il castello a picco sul lago è di proprietà privata, all'interno si trova il museo si storia naturale del Lago di Garda e la stanza dedicata a Goethe.

Pagammo l'ingresso di 6,00 euro e ci avventurammo nel percorso della visita autonoma.

Il primo step quello a Palazzo Veneziano dove si trova il Museo di Storia Naturale, il quale ripercorre la storia dalle origini della creazione delle terre emerse, fino all'attuale composizione del lago di Garda dopo la ritirata dei ghiacciai, tutto seguito da illustrazioni e simpatici giochi, ideale per i bambini.

Continuando il percorso nel museo si giunge alla sala dedicata agli animali acquatici, anfibi, rettili e mammiferi, tutti imbalsamati...

Usciti dal percorso museale ci dirigemmo verso la scalinata che conduceva al corpo del castello, ma prima scattammo qualche foto panoramiche dal balcone adiacente a Palazzo Veneziano, lì da un parapetto in pietra a strapiombo sulle acque del lago di Garda, tutto sembrava immobile, magico, la mente si fermava e lo sguardo volge all'infinito, sino a giungere alla sponda di Riva del Garda e Limone sulla sponda opposta, tutto incorniciato dalle vette ancora imbiancate.

Fatto il book fotografico continuammo il percorso, attraversammo i battenti del portone e giungemmo nella stanza di Goethe.

Qui sono in mostra scritti e disegni del celebre viaggiatore, che approdò su questa sponda del Lago di Garda a causa dei venti contrari alla direzione della sua navigazione, che lo spinsero verso la cittadine di Malcesine. Da queste stanze si accede al cortile interno tutto coronato dal prato all'inglese ben curato e da colorate aiuole.

Salimmo lungo la rampa di scale poste di fronte a noi e giungemmo in un simpatico chioschetto collocato sul rivellino , dove riposammo seduti su graziose sedie di ferro, intenti a guardare il paesaggio sulla città e verso il monte Baldo.

Entrammo nella sezione interna delle stanze private del castello, sino a salire sulla torre principale, dove salimmo una serie infinita di scalini ripidi e alcune sezioni anguste, dove per chi fosse stato troppo alto avrebbe dovuto fare attenzione a non sbattere la testa, ma ne valeva la pena giungere sino a sopra la torre dalla quale la vista fu a 360 gradi su tutto il lago, nella torre furono collocati anche una campana e un vecchio fucile di dimensioni spropositate!

Usciti dal castello continuammo a perlustrare la cittadina e il suo centro storico, giungendo al palazzo dei Capitani, che con il suo ingresso anonimo non avrebbe di certo fatto immaginare che varcato l'atrio si giungesse direttamente al cortile interno, che si affaccia sulle acque del lago, da dove un tempo giungevano direttamente le imbarcazione di nobili e signori. La camminata proseguì sino a giungere al piccolo porto, molto pittoresco sia per le abitazioni che qui si racchiudono a ferro di cavallo, sia dalle imbarcazioni private che qui ormeggiano, da dove salpa anche il traghetto che mette in comunicazione i principali comuni che si affacciano sul Lago.

Ricordate di portare con voi la tessera “Touring club”, in quanto i soci hanno diritto a uno sconto sul prezzo del biglietto di navigazione.

Guardammo gli orari a disposizione per il nostro tour e decidemmo per una traghettata verso Riva del Garda, della durata di 50 minuti circa. Salimmo sul traghetto e andammo a sederci al primo ponte dove era anche collocato il bar, così potemmo tranquillamente goderci il panorama del Lago seduti con il nostro panino. Il paesaggio cambiava continuamente, così come i colori e le abitazioni, passammo Limone del Garda, piccola location adagiata sulla sponda ovest del Lago, molto intima, con la piccola piazza e il torrente che l'attraversa prima di buttarsi nelle acque del lago. Il traghetto salpò nuovamente con destinazione Riva del Garda in territorio Trentino. Nell'ultimo tratto di navigazione incrociammo una miriade di imbarcazioni a vela intente a gareggiare o ad allenarsi, le molteplici vele bianche si muovevano sinuose sulle acque tanto da sembrare tanti gabbiani in volo a pelo dell'acqua.

Attraccammo a Riva del Garda e non appena sbarcati incominciammo il nostro tour a partire dalla piazza della torre dell'orologio e del palazzo del Municipio, che si affacciano direttamente sul porto, per poi continuare lungo le vie cittadine con tutti i negozietti aperti, dove naturalmente non riuscimmo a trattenerci dall'entrare per comperare ..anche qui i prezzi erano abbordabili. Visitando qua e là il centro storico, ci accorgemmo che quasi tutti questi comuni che si affacciano sul lago di Garda hanno l'impianto abitativo e i colori che fra loro si assomigliano, quasi a voler rimarcare la loro appartenenza a queste acque calme e silenziose. Lungo il nostro tragitto incontrammo la casa dove abitò Andrea Maffei e la Rocca che si affaccia direttamente sul lago, circondata da un fossato, dove oggi si trova il Museo dell'Alto Garda. Ci addentrammo ancora di più nel centro cittadino sino ad arrivare all'intersezione con la strada principale, sulla quale si affaccia isolata la chiesa di sant'Inviolata. Da qui ritornammo in dietro e attraversammo la porta merlata si san Michele, la quale si compone di una torre campanaria. Da questo passaggio si accede al centro cittadino dove si trova la chiesa barocca dedicata a Santa Maria Assunta, adiacente piazza Cavour. Da qui proseguimmo lungo la via che ci riportò al porto. Il tempo iniziava a peggiorare, le nuvole minacciavano pioggia, ma decidemmo di fare ancora una breve sosta soprattutto nei bari lungo il molo, in quanto le porzioni di torta che servivano erano enormi e l'aspetto molto invitante, alle quali non si poteva di certo dire di “No!”.

Finito il dessert e riposati per bene con in corpo un miliardo di calorie, ci avvicinammo alla banchina in attesa che arrivasse il traghetto, mentre il cielo aveva deciso di scaricare goccioloni a volontà. Sulla via del ritorno ero talmente cotto che mi addormentai direttamente sul traghetto, mi svegliai giusto per scendere a Malcesine e ritornare verso l'albergo.

La cena era servita alle ore 19.00 perciò ci sbrigammo a cambiarci e a risistemarci...Alla sera fu un po' difficile potersi ambientare, in quanto i locali nelle vicinanze in questo periodo non erano fiorenti, e le passeggiate lungo il lago erano di poca prudenza visto il venticello che spirava. Di conseguenza optammo per un cinema, che ovviamente non c'era in paese, e dovemmo arrivare fin quasi a Verona, per giungere al Multisala.

Il giorno successivo, domenica di Pasqua, ci alzammo di buona ora, con nostra sorpresa ci accorgemmo che la cittadina era tutta in fermento, negozi e locali aperti, così come il supermercato dove acquistammo nuovamente il pranzo della giornata.

Il percorso di visita prevedeva una discesa fino a Peschiera del Garda, fermandoci nei centri più interessanti. Il primo paese dove sostammo fu Garda, anche qui il centro si sviluppava lungo la riva del lago, con piccoli viali, uniti qua e là da archi e cunicoli, a formare un pittoresco labirinto dove il passato si mescola in armonia con il presente. Lungo la riva del lago si trovavano gli approdi per le imbarcazioni, dove fu anche realizzata una passeggiata pedonale, affiancata dai tanti locali e bar affollati di gente, che comodamente seduti prendevano la tintarella.

Continuammo la nostra discesa sino ad Arrivare al secondo stop a Lazise.

Lungo tutto il percorso del lago i parcheggi sono quasi tutti a pagamento, quindi se non avete monetine dovrete parcheggiare un po' distanti, ma almeno avrete evitato una multa, in quanto i vigili e gli ausiliari sono sempre dietro l'angolo.

Il centro storico di Lazise apre le braccia al turista accogliendolo all'interno della sua cerchia di possenti mura merlate, sorvegliate dalla torre e dal mastio. All'interno si trovano negozi, bar e ristoranti, la piazza del municipio e il porticciolo sorvegliato dalla vecchia dogana e dalla chiesa duecentesca di San Nicolò, all'interno della quale sono stati rinvenuti affreschi trecenteschi. Lungo la passeggiata classica del molo, giungemmo in un parchetto, e all'ombra di un albero ci sedemmo su di una panchina, dove pasteggiamo insieme ai passerotti di passaggio, mentre all'orizzonte si vedeva nitidamente la lingua di terra sulla quale si dormiva la cittadina di Sirmione. La giornata soleggiata metteva tutti di buon umore e la gente per la città sembra tutta felice. Finito il nostro pranzo al sacco, continuammo la perlustrazione della cittadina di Lazise, costeggiando le mura del castello scaligero, sino a tornare all'ingresso del mastio.

Ultima tappa della giornata fu Peschiera del Garda. Arrivati a Peschiera varcammo il fornice delle antiche mura che proteggevano la città e lentamente ci avviammo verso un possibile parcheggio, che trovammo un po' fuori dal centro, ma pur sempre free. Risalimmo lungo il viale alberato affianco alle acque del lago, dove le papere e i cigni nuotavano con grazia e armonia. Arrivammo nel centro di Peschiera del Garda, ci infilammo all'interno di un passaggio e sbucammo sul ponte che anticamente proteggeva, insieme al fossato circostante, la città dal nemico esterno. La camminata proseguì sino ad arrivare ai ritrovamenti di un insediamento romano. Costeggiammo il canale e tornammo al porticciolo, da qui salimmo la sommità di una collinetta dove si trovava anche un parcheggio a pagamento e un parchetto attrezzato. Da questa sommità potemmo ammirare meglio tutto il perimetro delle mura, il fossato e il panorama delle montagne oltre il Lago.

Tornammo verso l'albergo per prepararci alla serata presso il pala tenda di Riva del Garda, dove si esibiva l'Armata Rossa Russa, per beneficenza verso la popolazione di Haiti. Arrivammo a spettacolo già iniziato ma per fortuna avevamo i biglietti numerati, ed eravamo nelle prime file, da dove potemmo vedere chiaramente i componenti del coro e il gruppo di ballo.

Il giorno successivo era giunta la fine della vacanza, dopo la colazione sistemammo la valigia e caricammo tutto in macchina, pronti per tornare verso casa. Mentre scendevamo nuovamente lungo la via Gardesana, ci fermammo a Torri del Benaco, dove trovammo anche il mercato di pasquetta per tutte le vie del centro, sino a cingere le mura esterne del castello. La passeggiata continuò lungo tutto il corso del porticciolo, dove si affacciava anche il palazzo della Gardesana, con una serie di alberi e panchine dove poter riposare. Tutte le vie erano in festa, tutti i negozi aperti, tutte le case diverse l'una dall'altra, tutto metteva allegria. Fu un peccato dover tornare subito a casa, ma non si poteva far altrimenti, in quanto volevamo evitare le possibili code del rientro. Il sole ci accompagnò lungo tutto il tragitto, lasciandoci alle spalle la vista delle acque calme e tranquille del Lago di Garda.



 

 

 

 

 

 
 

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