I Vostri Itinerari...

DIARIO DI BORDO

Week End fra il Lago di Idro e il Lago di Garda
 

 
   

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Giunti quasi alla fine della settimana non sapevamo esattamente se era meglio andare in piscina, o cercare un altro posto fresco, che fosse nuovo ed insolito….Aprimmo l’atlante, proprio il vecchio librone cartaceo, quello che si usava nell’ora di geografia a scuola. La carta per me ha ancora un profumo e una sensazione al tatto,oltre che visiva, che non riesce a trasmettere lo schermo piatto di un pc, soprattutto non si rischia di perdere la vista, preferisco stampare tutto quello che mi interessa leggere, sempre se l’articolo in questione è più lungo di una serie di colonne, altrimenti rischierei di far fuori una foresta, e questo non sarebbe positivo….Ad ogni modo, ci mettemmo alla ricerca di un luogo non molto lontano, ma che tuttavia non avessimo ancora visitato, ed ecco finalmente la soluzione: Lago d’Idro.

Il Lago d’Idro è uno specchio d’acqua posizionato a ovest del Lago di Garda, al confine fra la provincia di Brescia e quella di Trento. Per arrivarci comodamente si percorre l’autostrada A1  in direzione di Fiorenzuola, qui si interseca la diramazione per  l’allacciamento con l’autostrada A21 che conduce sino a Brescia per intersecarsi con la A 4 Milano Venezia. Arrivati in questo imbocco si esce a Brescia Est e si continua lungo la statale, seguendo le indicazioni per il Lago. Dall’uscita dell’autostrada in media ci vogliono 30 minuti circa.

Il paesaggio man mano che iniziammo a salire le colline mutava sin da subito, già da lontano si potevano ammirare i fianchi delle montagne, alcuni dei quali violentati dalla voracità dell’uomo per cercare materiale utile per le costruzioni, dando quindi origine a cave che salivano l’altezza del promontorio in un susseguirsi di gradoni giganteschi e rugginosi. Anche la temperatura finalmente cedeva un po’ il fiato e dai 30°C scese di qualche tacca, mezzo grado!!! Solamente mezza tacchetta!!!

La strada si snodava lungo una serie di gallerie e strane rotatorie uscite fuori da un fumetto, caso vuole che proprio quel giorno fosse in atto una gara di auto sportive d’epoca…rimanemmo con le dita piantate nelle orecchie per il rumore, cercando di restare concentrati sulla guida, in quanto dovevamo stare attenti a quando ci sorpassavano i veicoli, perché loro si limitavano solamente a dare un colpo di clacson e successivamente si buttavano in mezzo alla strada come se  ci fossero solo loro e tutto il resto fosse invisibile. Arrivati finalmente al Lago iniziammo ad ispezionare un attimo la situazione, il primo paese che incontrammo fu Idro, collocato proprio sulla punta a sud del Lago, il quale da anche il nome allo specchio d’acqua. Questa volta non avevamo prenotato da nessuna parte, avevamo fatto comunque qualche telefonata preventiva per sapere se c’era disponibilità, ma visto che nessuno di noi c’era mai stato, e nemmeno i nostri amici che ci potessero dare indicazioni, abbiamo preferito andare alla cieca e tastare con mano il terreno. Su internet avevamo visto un hotel a due stelle con piscina, quindi andammo alla ricerca di questo hotel, ma la nostra sorpresa fu quando parcheggiamo l’auto e andammo a bussare alla porta…lo stabile era in disfacimento, parte dell’intonaco esterno era crepato, e nemmeno il resto della struttura sembrava in buono stato, quindi alzammo subito i tacchi e andammo via senza nemmeno suonare il campanello. La meta successiva fu il paesino a nord del lago, dove i due fiumi: Chiese e Caffaro, si uniscono per dare origine al lago di Idro. La posizione dell’albergo non era niente male, si godeva un bel panorama, e la spiaggia era a due passi, lo stabile esternamente sembrava ristrutturato, ma aimè non avevamo fatto il conto con la camera, per fortuna chiedemmo di poterla visionare, e per fortuna in quanto lo stile all’interno era quello di quando era stato aperto l’albergo, eclettico degli anni ’60, direi proprio non di nostro gusto, più che altro la scelta di non restare a dormirci fu a causa del la doccia che non c’era, in quanto sul pavimento era collocato uno scolo e basta, quindi immaginatevi che macello ci potesse essere in quel bagno dopo una doccia!!! Per non parlare del materasso….la schiena mi stava già dando scosse elettriche gridandomi che si sarebbe rifiutata di dormire in un materasso extra molle…piuttosto il pavimento!

Rifiutammo ovviamente quell’ultima camera, e tornammo sulla strada principale in direzione di Anfo, e proprio lungo la strada trovammo il nostro B&B Garden Grill, appena spacchettato, in un’ottima posizione strategica, sia per ammirare il panorama del Lago dalla finestra della camera che dal sottostante Bar. La camera era  in stile etnico veramente deliziosa, il  prezzo di una doppia era 75 euro con colazione inclusa. Ci cambiammo e chiedemmo ai proprietari dove ci fosse una spiaggia gratuita, ci indicarono quella di Bondone, dall’altra parte del lago, sul versante Trentino, a 10 minuti di macchina, la quale godeva di un’ottima posizione per la tintarella, in quanto il sole la riscaldava dalla mattina sino a tarda serata. Quindi ci avviammo e dopo aver percorso la stradina che costeggiava la punta nord e aver  oltrepassato i due corsi d’acqua, giungemmo al parcheggio gratuito della spiaggia, sulla quale si affacciava sia un campeggio che un ristorante – pizzeria- bar. Ci piazzammo con l’asciugamano sulla riva sassosa, peccato aver dimenticato la stuoia a casa, in quanto i sassi non erano veramente il confort ideale, ma riuscimmo comunque a dormirci sopra.

Al tramonto decidemmo che la tintarella era stata ottimale e tornammo al B&B per sistemarci e andare a cena,  anche questa volta i proprietari ci consigliarono un ristorante lì vicino, dove poter mangia bene e spendere il giusto, in oltre dalla terrazza si godeva  il panorama del lago di sera…proprio romantico! Alla fine del pasto l’orologio scoccò le 22.00, e ci interrogammo dove potevamo  andare a quell’ora.  Ci consigliarono di andare Crone, poco dopo Idro sul versante destro del Lago, subito dopo Idro. Ci mettemmo circa 15 minuti ad arrivare, ma fummo stupiti di non trovare quasi nessuno, per lo più anziani  e qualche famigliola che portava al pascolo la prole e chi la rincasava. Continuammo allora a salire lungo la sponda del lago, seguendo la strada, arrivati a metà tragitto non trovammo nulla, se non piazzole di sosta per i camper e alcuni campeggi…la cosa si faceva ardua, continuammo nella speranza di poter fare il giro del lago, senza dover tornare in dietro. Ad un tratto la strada si interruppe proprio in un parcheggio sulla riva del lago, non c’era una via di comunicazione con l’altra sponda, non potevamo proseguire, quindi mestamente ripercorremmo nuovamente tutto il tragitto iniziale, senza illuminazione pubblica, lo scenario ideale per un film dell’orrore o un set cinematografico di un giallo. Finalmente arrivammo in paese e da lì proseguimmo per Anfo, non provammo nemmeno a cercare di andare da un’altra parte dove poter trascorrere la nottata, in quanto erano già scoccate le ore 00.00 e l’indomani dovevamo lasciare la stanza per le ore 10.00, quindi ci indirizzammo direttamente verso il  B&B e per coricarci.

Il mattino successivo, dopo colazione con vista lago, ci dirigemmo verso la nuova meta del giorno: il Lago di Garda destinazione Salò. Il tragitto fu deciso la sera a cena guardando per sbaglio la mappa del territorio a rilievo posizionata accanto alla cassa del ristorante,  e ad unanimità si decise di passare attraverso i monti che separano il lago di Idro da quello di Garda, percorrendo una strada tutta curve a strapiombo sul lago artificiale di Velvestino, uno specchio d’acqua artificiale a seguito della costruzione della diga. Il tragitto a salire lo si imbocca poco dopo Crone, la salita è poco impegnativa, ma nel tratto successivo, una volta oltrepassato la prima parte di monti, ed esserci avventurati oltre il Moerna, ecco che la strada si rimpicciolisce e a complicare le cose, oltre a dover prestare la massima attenzione alla strada e alle macchine che percorrono in senso inverso la strada, bisogna stare attendi anche ai motociclisti, che pensano di essere tutti dei Valentino Rossi, creando un senso di disagio e pressione a colui che è alla guida della vettura. Giunti al lago di Valvestino ci fermammo in molti spiazzi lungo tutta la strada per ammirare il panorama e le acque verde smeraldo che si incanalavano fra i versanti montuosi sino a infrangersi contro la diga. Lasciammo la visuale idilliaca di quel luogo silenzioso e soleggiato e percorremmo  l’ultimo tratto in discesa, che ci condusse sino al lago di Garda. Arrivammo sulla strada principale che da Gargnano porta, costeggiando la sponda del lago, sino a Salò. Non ci addentrammo molto verso il centro, pensando di rimanere incastrati nel traffico della Domenica, quindi parcheggiammo a qualche chilometro della banchina. Bhe era meglio proseguire, in quanto poco dopo c’erano diversi parcheggi a pagamento. Il sole era cocente e la fame continuava ad assalire i nostri stomaci, ci mettemmo alla ricerca di un ristorante, percorremmo la banchina sino a raggiungere la sponda che dal porto si dirige verso il centro cittadino e il molo per la partenza dei traghetti,  dove i ristoranti si susseguivano uno accanto all’altro, esponendo i loro menu…tutti prettamente turistici, quindi in fin dei conti uno valeva l’altro, bastava solo scegliere il prezzo. Optammo per una pizza costo in due 30 euro, esattamente quello che avevamo speso la sera prima a mangiare sul lago d’Idro con un menu dal primo al dolce. La calura del pomeriggio era veramente aggressiva, a nulla quasi serviva l’ombra  dei un albergo sotto il quale avevamo cercato rifugio. Tornammo quindi verso l’auto per prendere i teli e andare a sdraiarci in una delle spiagge libere che si alternano dopo il porticciolo di barche, anche se a dire la verità la gente era comodamente sistemata persino sulla banchina e sui moli che proseguono lungo tutta la riva del Lago di Garda.  Restammo come lucertole al sole fino alle 17.00 , ci risvegliammo solo a causa di una nuvola dispettosa che aveva deciso di coprire il sole.  Accorti dell’ora ci mettemmo subito in marcia per tornare a casa, in quanto non volevamo di certo incappare nel traffico del post rientro della gita fuori porta pre estiva.

 
 

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