Una due giorni nel Friuli Venezia Giulia, a confine con la Slovenia, direzione Udine, una terra conosciuta per le piogge continue, ma tutto sommato per un clima mite, dove le temperature rendono piacevole il soggiorno anche durante l’inverno. Si può optare per un viaggio comodo ma lungo, oppure per un viaggio a tappe in auto, più impegnativo per il guidatore, ma sicuramente meglio gestibile, in quanto a seconda della tipologia del treno che si sceglie ci sono più o meno cambi fra Bologna e Mestre. L’autostrada conduce direttamente a Udine, dove all’uscita di Udine sud si entra direttamente in tangenziale arrivando all’uscita Udine centro. I parcheggi sono prettamente un miraggio, abbiamo avuto molti problemi per posteggiare la vettura, ma tuttavia con un po’ di pazienza il posto lo si trova, in qualche via laterale.
Arrivati a Udine, in torno alle 12.30, la prima cosa che ci ha accolto è stata la pioggia, molto accogliente direi, non ci ha lasciato stare un solo attimo, è sempre rimasta con noi. Lasciammo le valige al nostro albergo e andammo a mangiare in un self service del centro, vicino al Duomo, dove ci rilassammo e rifocillammo.
Il pomeriggio era così uggioso da non poter uscire fuori dalla stanza se non con ombrello incorporato al braccio, quindi attendemmo che la pioggia calasse di intensità, per poter almeno uscire. Attorno alle ore 18.00 finalmente il tempo ci diede tregua, e ci recammo verso Trieste per fare una passeggiata lungo il mare e per cenare. Arrivati in città parcheggiammo l’auto nella zona dell’ex acquario, e ci insinuammo all’interno delle vie cittadine, illuminate delle luci dei lampioni e delle vetrine. Lo spettacolo colorato più affascinante fu quello di piazza Unità d’Italia, dove le luci blu, posizionate su tutta la piazza, indicavano che un tempo il livello del mare arrivava a lambire dove ora si trovano i palazzi affacciati sulla piazza, fino al municipio. Lungo la via principale su Riva Mandracchio si trovano diversi locali, pizzerie ecc.., ci fermammo a mangiare in un pub dove oltre a calici da 5 litri di birra, ci servirono una pizza stratosferica, con quintali di condimento, uno spettacolo per il mio palato, ad un prezzo modico. La passeggiata digestiva fu molto intensa, in quanto attraversammo gran parte della città, arrivando fino al teatro e alla zona del Gran Canal, per tornare nuovamente in dietro, passando per piazza Unità d’Italia e costeggiando la banchina. La temperatura tutto sommato era gradevole per il periodo invernale, la quale sfiorava i 10°C.
Una bella serata, ma non appena arrivati nuovamente in provincia di Udine, ecco che la pioggia faceva nuovamente capolino, la quale non smise di cadere nemmeno il giorno seguente. Fu un vero dramma dover passeggiare con tutta quell’acqua per le vie del centro. Parcheggiammo in piazza XX Settembre e iniziammo la nostra camminata alla scoperta della cittadina. Seguimmo via Cavour sino ad arrivare a Piazza Libertà, sulla quale si affacciano la Loggia Lionello ed il porticato di San Giovanni, quest’ultimo sormontato dalla torre dell’orologio dove troneggiano le statue dei due mori che rintoccano la campana. Alle spalle della piazza, collocato sul colle, si erge il castello oggi la sede dei Musei civici di Udine, proseguimmo lungo la via che si immette in via Vittorio Veneto e arrivammo al Duomo il quale presenta una facciata abbellita da un protiro e da archetti pensili, mentre adiacente svetta il campanile, opposto al quale si trova l’oratorio di Purità. Salendo lungo via Piave si giunge al Palazzo Patriarcale, oggi museo diocesano, accanto al quale si trova il tempio intitolato a Sant’Antonio Abate. Discendendo per via Manin tornammo in piazza Libertà e prendendo via Mercato Vecchio passammo di fronte al Monte di Pietà oggi sede di un istituto bancario. Ritornammo alla macchina e attraversammo la città sino ad arrivare nelle vicinanze del Tempio Ossario dei Caduti, il quale si affaccia su piazza XXVI luglio.
Successivamente prendemmo direzione Monfalcone, dove la pioggia non giunse e ci accoccolammo all’interno di una pasticceria storica della cittadina vicino al centro, a mangiare una “lettera d’amore”, che altro non è che una pasta tipica del posto, fatta con una mille foglie con strati di crema chantilly , una cosa da giù di testa. Percorremmo la via del centro che ci condusse alla piazza del municipio, dove dall’alto la Rocca sorvegliava i passanti, al suo interno oggi si trova il Museo Paleontologico.
La serata era quasi giunta al termine, tornammo verso l’albergo in quanto dovevamo decidere dove cenare, e siccome non avevamo molta fame dopo l’aperitivo, optammo per una semplice stuzzicheria in un pub, anche perché di locali dove poter mangiare ce ne sono in ogni via a Udine.
Il giorno successivo il sole fece capolino sulla città riscaldandola, ma purtroppo era anche il momento di tornare verso i nostri passi alla volta di un altro tour, ma prima di andare via, non si poteva non fare un nuovo salto in centro e fare colazione in una delle tante pasticcerie, per riempiersi di cose golose per il viaggio di ritorno.
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