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DIARIO DI BORDO

Viaggio a Venezia
(Autunno 2007)

 
   

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Venezia si presenta come una città d'altri tempi, ferma e immobile al passare dei secoli, come se il tempo la sfiorasse. Solo il moto ondoso delle acque sembra modificare i suoi pontili e le sue banchine. Nelle giornate di sole la città sembra risplendere, grazie al riflesso della sfera solare sui canali, che si insinuano lenti e assonnati lungo le vie di fuga fra i bachi di terra emergenti dalla superficie delle acque. L'unico elemento di disturbo è dovuto allo squassare delle acque, provocato dai remi dei gondolieri che scivolano dolcemente nelle loro mani come archetti di violino. Le calli sono innumerevoli, e ognuno è particolare perché non rispetta alcuna geometria o piano mappale, sorgono involontariamente a causa della costruzione delle abitazioni fra loro troppo vicine, a volte quasi le strutture si sfiorano. Pensandoci bene si potrebbe prendere un tè in compagnia o giocare a carte, senza nemmeno dover andare in casa del vicino. Alla sera i negozi chiudono e la popolazione lavorativa torna nelle proprie abitazioni, che per la maggior parte di loro si trova sulla terra ferma, ma la città non si spegne, perché ad animarla rimangono i locali notturni (pub e birrerie) e i ristoranti. Le calli hanno tutto un altro sapore, le luci soffuse della sera e i neon delle vetrine creano un'atmosfera rilassante, e passeggiare lungo i sentieri e solcare i piccoli ponticelli rendono alla mente l'impressione di trovarsi in un altro mondo. Le abitazioni non hanno sopraelevazioni di molti piani, quindi la media è di tre o quattro piani, questo permette di poter mirare il cielo senza alcuna fatica. La città non si ferma qui, anche le isole annesse sono piccole perle, come Murano un'isola che vive di se stessa, delle proprie fabbriche di vetro e di qualche locale di ristorazione, e la pace e la quiete rende tutto immobile, lasciando i sensi liberi di percepire il ronzio degli insetti e il cinguettio degli uccelli. Da qui si può salpare per l'isola di Burano arrivando al pontile collocato al faro dell'isola stessa, dall'altra parte rispetto all'arrivo, quindi il visitatore è costretto ad attraversare tutta l'isola, ammirando le abitazioni e i negozi luccicanti di colori variegati. L'isola di Burano si staglia fra le onde in un arcobaleno di colori, dovuti alle abitazioni, ognuna pitturata di un colore diverso dall'altra, questo perché nel passato la città fungeva da faro per le imbarcazioni, dato che questi colori sgargianti erano facilmente distinguibili da lontano e durante i giorni di foschia. Proprio questi colori le sono valsi la sede del prestigioso premio “Pittura di Burano”.

 

 

 

 
 

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