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CITTA'DI VITERBO E PROVINCIA
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STORIA

La città di Viterbo nacque come insediamento Etrusco alle pendici dei monti Cimini, dove furono trovati dei resti dove ora sorge il Duomo. Successivamente alla distruzione compiuta dai romani con la conquista della Tuscia, abbiamo la ricostruzione della città e l’edificazione di splendidi palazzi di età augustea, nonché anche la via Cassia, via di comunicazione estremamente importante. Successivamente alle invasioni Barbariche, la cittàfu sotto il controllo dei Longobardi al tempo governati dal re Desiderio. Con l'ascesa dei Franchi in Italia, Viterbo fu donata al papato.

Nel medioevo la città fu più volte presa d’assedio, per tale ragione fu decisa la costruione di una cinta muraria e successivamente alla formazione di un vero esercito. Nel XII sec. la città di Viterbo fu proclamata libero Comune e la sua importanza crebbe anche in campo economico. Nel XIII sec. Viterbo si assoggettò senza combattere al potere di Federico Barbarossa e questo diede alla città ricchezze e maggiori terre. Successivamente Viterbo fu presa da Federico II di Svevia, ma il cardinale Raniero Capocci, con l’aiuto di Rosa da Viterbo (la quale divenne santa, nonché patrono della città), riuscì ad organizzare una rivolta contro l’imperatore. Nella seconda metà del duecento iniziarono a sorgere nella città i primi palazzi, chiese e fontane, grazie anche a un periodo di pace. Questa città fu anche sede dei papi, per le loro fughe dalla capitale, fu il caso di Alessandro IV che fuggì da Roma nel 1254. Fu quindi indispensabile costruire nella città un palazzo papale, il quale fu edificato accanto alla Cattedrale di San Lorenzo. Fu in questo palazzo che avvenne la prima funzione del Conclave, ovvero, siccome i cardinali dopo 33 mesi non si decidevano ad eleggere il nuovo papa, il Capitano del Popolo Raniero Gatto, li segregò chiusi a chiave all'interno del palazzo, razionando anche il cibo, questo portò in pochi giorni alla elezione del nuovo pontefice. La presenza della corte papale contribuì all’accrescimento della stessa città sia in ambito economico che demografico. Nel XV sec. Viterbo fu teatro di una terribile pestilenza, con il termine del morbo della malattia, fu deciso di apportare migliorie igieniche alla città, soprattutto con la creazione di una rete fognaria. La famiglia che si distinse nel periodo rinascimentale fu quella  dei Farnese, i quali portarono migliorie alla città, dopo il decadimento avvenuto con la cessione della città ai Di Vico, a partire dalle strade fino alle chiese.

Nel 1870 la città di Viterbo fu annessa al Regno d'Italia, mentre solo il 1° gennaio 1927 la città fu proclamata Capoluogo di Provincia.

Da visitare sono senz’altro il palazzo gotico dei papi, la chiesa romanica di santa Maria Nuova, Santa Maria della Verità, il palazzo comunale del 1460 nella piazza del plebiscito, Palazzo Chigi, Palazzo Farnese.



ITINERARI DELLA PROVINCIA DI VITERBO

Nella provincia di Viterbo si possono effettuare diverse escursioni, sia a carattere storico, che religioso, ambientale ed enogastronomico. Questo grazie al fatto che sul territorio sono presenti diversi Castelli, Palazzi ed edifici storici, senza naturalmente tralasciare le origini Etrusche di Viterbo, infatti sul territorio è stata rinvenuta una Necropoli (Tarquinia), oltre alle rovine Romane tornate alla luce a Ferento e un atico borgo come quello di Bagnaia; a questo si unisce anche il fatto che la città di Viterbo ha al suo interno un Quartiere Medioevano di incomparabile bellezza.
Da non perdere è la manifestazione Sacra che si tiene ogni 3 Settembre, durante la quale per le vie della città viene trasportata a spalle la "Macchina di Santa Rosa" alta circa 30 metri, la quale viene illuminata a giorno con fiamme di ogni tipo.
Durante il periodo Natalizio alcuni comuni limitrofi diventano lo scenario per diversi presepi: Bassano in Teverina, Civita di Bagnoregio, Corchiamo e Vetralla.

Per le Vacanze estive sono molto gettonate anche le spiagge che si trovano nei comuni di: Montalto Marina, Riva dei Tarquini, Marina Velca e Sant'Agostino Marina. Il turismo balneare è incentivato anche grazie alla costa bassa e sabbiosa del litorale Viterbese.

Bulicame e terme

Nel territorio della provincia di Viterbo sono presenti delle complessità geologiche che danno origine a fenomeni come i vulcani idrotermali, chiamati anche Bulicame, citati anche nella Divina Commedia dal celebre poeta Dante Alighieri. Già in epoca romana questi furono utilizzati come fonte termale e successivamente all'epoca barbarica, furono nuovamente reintrodotte le terme grazie al potenziamento delle strutture voluto dai pontefici del tempo. Nel '400 fu progettato un edificio che potesse essere degno delle terme del pontefice, tale edificio fu ampliato nel corso del tempo. Dopo una decadenza, la struttura fu nuovamente riportata al suo antico splendore con gli inizi del '900, grazie all'Opera Nazionale Dopolavoro dell'allora governo fascista.

SAPORI TIPICI

Nella provincia di Viterbo sono presenti diversi uliveti, che producono un olio extra-vergine corposo, adatto per condire antipasti, ma buono anche direttamente sulla fetta di pane. Ma con questo prodotto si possono anche condire le diverse verdure, in quanto questa è una terra fertile, che dona un buon raccolto. Fra i vari piatti tipici è da assaggaire sicuramente la zuppa con carne di pecora chiamata: "Pezzata", oppure la zuppa di lumache. Naturalmente la pasta la fa sempre da padrona nei primi piatti, come non citare i "Maccaroni" le "Fettuccine ai funghi di Tarquinia"e le "Pappardelle al sugo di Lepre".

Accanto a questi piatti si affiancano anche quelli di pesce, oltre ai prodotti tipici di stagione come le castagne.

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