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L’architettura romana si differiva
dalle prime tecniche per l’utilizzo più pratico
degli edifici monumentali, quindi non più destinati soltanto al culto. Le
forme in prevalenza richiamavano quelle greche. Scarse le tracce delle
opere in età regia, tra queste citiamo: le mura della cinta Serviana e il tempio di Saturno
sul Campidoglio. Più numerosi invece i resti di età Repubblicana, fra
questi ricordiamo: i templi di Apollo, di Giunone ed Ercole del largo
Argentina. L’età successiva, quella di Cesare, mostra una influenza sempre più ellenica, come il tempio del Foro
Boario, ove troviamo dei tempietti, fra i quali quello di Apollo Soriano e
della Sibilla di Tivoli. Le tombe e gli altari mostrano ancora
un passaggio etrusco un esempio è il sepolcro degli Scipioni. In età repubblicana
abbiamo l’utilizzo della pietra di tufo, la vediamo utilizzata anche per
le mura, nelle strade e negli acquedotti. In età imperiale, sia per la
ricchezza del materiale impiegato, sia per le migliori tecniche di
costruzione, abbiamo la nascita di molte opere: troviamo i templi dei Dioscuri,
il tempio della
Concordia, il Tempio di Claudio, la
Venere genitrice e il
Pantheon.
Fra le costruzioni tombali abbiamo: quella di Augusto e la piramide di Gaio Cestio.
Le costruzioni civili, oltre a quelle di Ercolano e Pompei,
sono da ricordare le insulae di Ostia. Numerosi i Fori in età imperiale:
Augusto, Nerva, Traiano; tra le basiliche ricordiamo quella di Giulia e Ulpia. Numerosi i
teatri edificati in età Augusta: uno fra tutti quello di
Marcello,
mentre tra gli anfiteatri: il
Colosseo.
Nell’epoca imperiale furono eretti archi e colonne trionfali, sono
in età Augusta furono eretti: quelli di Rimini,
Aosta, Fano, Pola, Susa; di età
posteriore sono quelli di
Tito, Traiano ad Ancona,
ma anche a Benevento, in
Spagna e in Africa. Tra i più importanti si ricordano quello di
Settimio Severo
e il celebre arco di Costantino.
Tra le colonne più rinomate troviamo quella di Traiano del 113, simili a quella Antonina e
Aureliana. Nel I sec. è assai diffusa la scultura e la creazione di
bassorilievi, ma l’apice di tale tecnica arriva in età imperiale, i più noti
bassorilievi cingolo le colonne: Traiana e Aureliana, oltre alle balaustre del Foro romano.
Questo stile verrà ripreso anche per la decorazione dell’arco di Settiminio, l’arco di Tito
e la base dell’obelisco dell’ippodromo di Costantinopoli.
Assai fiorente
era la pittura in epoca Repubblicana, ma soprattutto
l'arte degli affreschi. Si
sviluppano contemporaneamente (sec. II a. C.- 79 d. C.) i quattro
stili della pittura pompeiana: 1) imitazioni degli ornamenti
marmorei, 2) carattere architettonico, 3) gusto egizzizante, 4) le tipiche scene
tratte dai modelli greci: l’Odissea impresse su una casa nell’Esquilino,
le pitture auguste nella Farnesina, le pitture della Villa dei Misteri, il
fregio di bosco Reale. Un sistema decorativo molto usato era dato dagli stucchi, un
esempio lo sono le terme Stabiane che presentano le decorazioni a
cassettoni quadrangolari e ottagonali, gli esempi migliori sono le volte
della Farnesina e la complessa scenografica della basilica sotterranea a
porta Maggiore. La decorazione a stucchi scompare con l’epoca
Costantiniana,
nel frattempo si era sempre più affermato il mosaico, di
derivazione greca, dapprima usato per i pavimenti, poi in età
Costantiniana a tutte le pareti e alle volte, tra gli esempi murali ci
sono le Callere d’Achille a Pompei e le serie percolane con Nettuno ed
Anfitrite. Assai ricca la produzione di piccoli bronzi ad esempio il
Sileno ebbro del museo di Napoli. La produzione di Avori inizia a Roma
solo in età Costantiniana. I vetri romani imitano le forma ceramiche, più
diffusi i vetri a doratura a freddo. |